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La situazione del coronavirus e l'informazione: il caso dell'infermiere di Cremona

Nelle ultime ore Cremona è tornata alla ribalta delle cronache nazionali per la situazione del coronavirus. Tantissime testate nazionali (Corriere della Sera, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Ansa ma anche tante altre) hanno infatti ripreso il post di un infermiere cremonese che lamentava la ripartenza della crisi epidemica con nuovi ricoveri di pazienti anche in condizioni gravi. Se volete leggere un esempio ecco qua il link all'articolo pubblicato dal Corriere della Sera:

https://www.corriere.it/cronache/20_luglio_11/cremona-sfogo-dell-infermiere-ci-risiamo-abbiamo-ricominciato-ricoverare-pazienti-covid-218677e8-c357-11ea-bb88-8e386c514e2d.shtml

Il post in questione ha suscitato un vespaio: decine di migliaia di commenti, lotte fra "allarmisti" e "complottisti", polemiche anche sui mass-media. Noi vogliamo fare qualche semplice considerazione.

1) L'infermiere in questione è una persona che come tutti gli infermieri del territorio ha attraversato mesi difficili e complicati al lavoro. E' comprensibile che possa essere stanco e che viva "male" ogni segnale di ripartenza del virus. Ha tutto il diritto di sfogarsi come meglio crede. Per questo vi invitiamo a non cercarlo sui social (i giornali hanno pubblicato il suo nome e la sua bacheca è stata invasa da commentatori, spesso non educati, non ci pare giusto anche perché non ha scelto lui di avere tutta questa visibilità che sicuramente non era prevedibile).

2) Utilizzare un singolo post di un singolo infermiere come fonte per una notizia...beh non basta, è sicuramente incompleto e parziale come riferimento. Questa però è una pecca non dell'infermiere ma dei mezzi di informazione nazionali, che più ancora di quelli locali dovrebbe stare molto attenti, in una situazione come quella che stiamo vivendo, al taglio delle notizie che forniscono.

Per verificare la situazione secondo noi è corretto risalire alla fonte più accreditata cioè all'azienda socio sanitaria di Cremona che ha affrontato la crisi degli scorsi mesi con grande impegno guadagnandosi la stima di tutti e che ha una propria pagina. Ecco il post che l'azienda socio sanitaria ha dedicato alla questione (non c'è riferimento diretto al post ma appare evidente che il gran parlare che si è fatto di quel post ha stimolato a sua volta il post dell'azienda socio sanitaria). Eccolo:

Come vedete i punti espressi da Canino sono i seguenti:

1) La situazione è stazionaria: ci sono ricoverati e non è una notizia positiva ma non sono in aumento e la terapia intensiva è "free" da tre settimane

2) Fare allarmismo ora non è utile ed è anzi controproducente

3) Il problema però non è risolto: motivo di più per "battere" sulla necessità di rispettare le misure di prevenzione (lavarsi le mani, distanziamento, mascherina)

Il messaggio che arriva dall'ospedale quindi è "vivete e non state in ansia ma siate prudenti", in pratica usare il buon senso (e noi vi invitiamo ad attenervi scrupolosamente a queste indicazioni).

Semmai andrebbe rivisto il modo in cui i mass-media nazionali soprattutto trattano la questione: "inseguono" le notizie senza approfondirle, rilanciandole alla ricerca dell'impatto mediatico. Si creano "storm" di commenti social, ma si creano anche allarmismi o sottovalutazioni (a seconda dei casi) nocive e a lungo andare anche i media non ne traggono giovamento (se un mass-media vuole vendere deve essere credibile e non è in questo modo che si guadagna credibilità).

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