Approfondimenti

La tristezza di una estate senza sagre e feste: non solo cibo e spettacoli, ma il piacere di stare insieme

L'estate 2020 sta passando e pur con molti problemi una parvenza di normalità c'è: molti cremonesi sono andati in vacanza, in Italia e magari per periodi più brevi ma comunque in cerca di svago e di riposo, altri sono in città ma la vivono uscendo, facendo sport, frequentando le canottieri, andando per negozi, frequentando il centro storico. Non è una estate normale ma in qualche modo Cremona sta vivendo. C'è però una assenza obbligata, data la situazione, che fa sentire la sua mancanza: niente feste, niente sagre, niente spettacoli. Non si possono fare, lo sappiamo, ma è un'assenza che pesa. Non solo per l'aspetto economico (le sagre permettono la sopravvivenza di molte realtà, per esempio quelle sportive che con le feste finanziano la propria attività), non solo per gli spettacoli comunque godibili che vengono a mancare, per il cibo "street" goloso e magari un po' unto che non si può mangiare. A mancare è soprattutto l'aggregazione: i cremonesi, noti per essere "freddi", usano infatti sagre e feste per socializzare e coltivare i rapporti umani, uniti dal piacere più tradizionale della città, quello della tavola. Niente feste e niente sagre vuole dire prima di tutto niente aggregazione. Sarà la prima cosa da recuperare, quando si potrà...

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