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NUMERI PANDEMIA Un po' di morale: i numeri crescono ma un segnale di rallentamento c'è

Come sapete abbiamo scelto di non diffondere tutti i giorni i dati dei contagi, della pandemia e dei ricoveri. Sapete tutti che abbiamo problemi, bombardarvi servirebbe solo a creare ansia. Stiamo però tenendo monitorata la situazione. Ci sono problemi, innegabile. Ci sono persone che stanno morendo, persone che stanno soffrendo. Gli ospedali sono in difficoltà, si rischia il cedimento, si rischia di non riuscire più a curare le persone e ricoveri e contagi crescono.

Eppure, c'è qualche segnale di speranza. Ne avevamo già parlato (leggi Un briciolo di positività: un dato statistico alimenta la speranza di frenata della pandemia (anche se non è chiaro ancora), facciamo un aggiornamento. Il dato che teniamo monitorato è quello dei ricoveri in terapia intensiva. Nel momento in cui scriviamo siamo a 2971 in tutta Italia, si avvicina il picco di 4068 toccato il 3 aprile (saliamo di un centinaio al giorno, attualmente).

Ebbene, come sapete una pandemia è come una macchina lanciata in corsa, se rallenta prima o poi si ferma. Ci sono segnali di questo rallentamento. Questa settimana le terapie intensive (ultimi 7 giorni) sono salite in media di 107 pazienti al giorno. Nei sette giorni precedenti erano 116 in più al giorno. Cosa vuole dire? Che le terapie crescono e non è una buona notizia, ma crescono un po' meno rispetto alla settimana precedente (circa 8% in meno). La macchina sta andando ancora forte, però un pochino ha rallentato. Questo è un segnale positivo, importante, un segnale che dobbiamo coltivare. 

Come sapete, riempire le terapie intensive vuole dire impedire la cura anche delle persone che si ammalano di altro. Dobbiamo quindi dare il nostro contributo per sostenere questo rallentamento e far decelerare la macchina il prima possibile.

Tutti possiamo dare il nostro contributo: indossiamo la mascherina ogni volta che siamo in presenza di non convinventi anche all'aperto, rispettiamo il distanziamento, igienizzamo spesso e volentieri le mani.

Come sempre, vi invitiamo a essere equilibrati: niente allarmismo o panico, niente minimizzazione o sottovalutazione.

Il problema è serio e la battaglia lunga, avremo delle vittime (e purtroppo le stiamo già avendo) ma stiamo anche facendo qualche passettino avanti. Bisogna conservare fiducia, rispettare le regole e sapere che certamente tutto questo prima o poi finirà. Il sole tornerà a splendere, solo questione di tempo...

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