Approfondimenti

Ambiente, cibo e sostenibilità: obiettivi indicati e critiche (e una comunicazione che andrebbe rivista)

In questi giorni Cremona è stata la sede dei convegni per "InsiemepergliSdg". Non è una iniziativa locale ma Cremona è stata scelta e quindi ha impegnato la città. Le parole spese sono moltissime. Riprendiamo per esempio quelle che il sindaco Galimberti ha scritto indicando gli obiettivi del nostro Comune:
Diventiamo un hub internazionale sul lattiero-caseario per lo studio di modelli innovativi di prodotto e processo;
Affrontiamo il tema del rifiuto da una parte e dell’uso degli scarti dell’agroalimentare dall’altra;
Sviluppiamo politiche e investimenti di smart agriculture e sulle bioenergie, per incentivare le prassi di innovazione, efficienza e transizione ecologica;

Rendiamo concreta la Carta Food Policy, per accompagnare le scelte della comunità e le prassi per un buon uso del cibo;
Rafforziamo il sistema fieristico come riferimento nazionale vetrina di conoscenza, di commercio, di impresa sui temi dell’agricoltura più all’avanguardia;
Sosteniamo e favoriamo i progetti di imprese, di università, di laboratori di ricerca per aumentare conoscenza, innovare e costruire insieme i percorsi virtuosi.
Questi sono solo alcuni degli obiettivi dichiarati. Una lunga serie di obiettivi, ma contano ovviamente i fatti concreti e c'è chi dice che si fa poco o comunque non abbastanza. Una critica di questo tipo è venuta dalle opposizioni in questo giorno, con riferimento alla vita locale, ma anche dall'altro lato dalla famosa Greta, con riferimento alla realtà internazionale, con il suo famoso "Bla bla bla". 
Ognuno di voi può valutare se l'azione delle autorità è sufficiente o meno: noi onestamente un po' perplessi lo siamo (ma vale a ogni livello: locale, regionale, nazionale, internazionale, con partiti di ogni colore, il tema ambientale ci sembra sempre trattato con retorica e poca concretezza, fermo restando qualche azione positiva) anche perché alcune iniziative sembrano contraddittorie (il Torrazzo illuminato con le scritte è uno splendore, ma sembra quasi un invito allo spreco energetico mentre bisognerebbe mandare un messaggio di frugalità)
In questa sede però vorremmo sottolineare un fatto fondamentale: questa battaglia si può vincere solo con l'apporto di tutti, riducendo gli sprechi, essendo virtuosi nei comportamenti (usare l'automobile solo quando necessario, per fare un esempio, fermo restando il dovere delle autorità di mettere a disposizione un servizio di trasporto pubblico efficiente).
Ebbene, il primo passo per il coinvolgimento individuale è l'informazione e in materia qualcosa si fa ma non abbastanza. Viviamo in un'epoca social e secondo noi andrebbero sfruttati molto di più per diffondere messaggi positivi. Un esempio concreto: ci sono molte persone che non conoscono bene come si differenzia (classico esempio le capsule di caffè, non tutti sanno come vanno gestite, ma potremmo farne mille). Ci vorrebbe una campagna social (che ha costi anche ridotti, se si sanno usare i social), affiancata magari da incontri dal vivo (a iniziare dalle scuole, da questo punto di vista ottimo portare Plastic Free tra i ragazzi per spiegare l'importanza di non disperdere plastica nell'ambiente), per spiegare tutte le regole di una buona raccolta differenziata.
Bisognerebbe far circolare una informazione corretta sui costi di produzione del cibo (costi ambientali): sapere quanta acqua serve per arrivare ad avere 1 kg di carne sarebbe un incentivo per evitare di sprecarla (ridurre gli sprechi è il primo obiettivo: ogni grammo di cibo buttato è una disfatta ambientale). Se le persone non sanno non capiscono e se non capiscono non possono essere responsabilizzate. C'è abbastanza informazione sulla materia? Secondo noi no e sarebbe già qualcosa di concreto.

La Quinta T è una iniziativa editoriale di
Alexandro Deblis Everet Editore
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