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Dalla pensilina ai totem passando per le onde blu: l'arredo urbano che accende gli animi dei cremonesi da decenni

Pensilina, onde blu, totem. Cosa lega questi tre episodi degli ultimi decenni della storia cremonese (che ho riassunto per semplicità con le parole elencate)? Una precisa divisione ideologica, intesa proprio come idea di come deve essere la città.

Sin a partire dagli anni novanta le amministrazioni di centrosinistra hanno manifestato una idea di arredo urbano, di modo di "decorare" la città, che potremmo chiamare con un termine improprio "modernista". La ricerca di qualcosa che fuggisse dalla tradizione e dalla banalità, per essere "diverso". Ecco quindi una pensilina in piazza Stradivari, in materiali moderni. Ecco le "onde blu" di corso Garibaldi a richiamare il fiume Po, qualche anno fa. Ecco i totem che hanno fatto molto discutere in questi ultimi giorni (per inciso: si parla di oltre 200000 euro di costo, per onor di cronaca quello è il costo complessivo del progetto che prevede anche arredi e soluzioni di abbellimento per le gallerie del centro e altro, i quattro totem costano circa 76000 euro, così avete un'idea chiara dei costi).

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Dall'altra la città. Sicuramente c'è anche chi condivide la linea delle amministrazioni ma tantissimi hanno manifestato disagio ed espresso critiche sulla pensilina a suo tempo, poi sulle onde blu e ora sui totem. Sono percepite come opere che nulla hanno a che vedere con la storia cittadina, costose (sui totem c'è in aggiunta il periodo che stiamo vivendo che spinge a vedere di malo occhio investimenti "avveniristici" quando si faticano a trovare i soldi per l'ordinaria amministrazione), inutili e a volte anche francamente brutte.

Se dovessimo valutare dai social, i critici sono maggioranza. Alle elezioni il centrosinistra ha però sempre vinto ed è bene ricordarlo per valutare i rapporti di forza fra le varie correnti di pensiero (questo non toglie che chi critica potrebbe anche essere poi elettore del centrosinistra, il voto non dipende sicuramente solo dall'apprezzamento dei totem).

L'architetto Corbari che ha realizzato i lavori ha addirittura tenuto un incontro per difendersi dalle critiche sottolineando che la proposta è stata approvata e corrisponde al bando (i lavori sono del Comune ma sono finanziati dalla regione, c'è stato un bando e il progetto è stato approvato appunto). Sicuramente nessuno discute che a livello regolamentare siano state rispettate le procedure e il lavoro va sempre rispettato. Questo però non toglie che esiste il diritto di critica e va accettato anche perché il gusto è un fatto molto personale: è stato spiegato ampiamente cosa volevano rappresentare i totem, non implica che debbano piacere per forza.

Io ho una mia idea personale, che però è appunto una opinione, non un fatto: come tale, ovviamente, potete dissentire anche totalmente dal mio modo di vedere le cose. A me le sperimentazioni piacciono, mi piace la volontà di provare qualcosa di nuovo. Credo, però, anche, che si debba rispettare lo spirito di un luogo. Cremona è storia, i turisti che arrivano a Cremona vengono per la sua storia di antica città romana e di potente comune in epoca medioevale. Installazioni moderniste potrebbero essere perfette a Bilbao, a San Francisco, a Tokyo. Per Cremona io starei sul classico, non azzarderei, magari opere più banali, certamente, ma anche più in linea con la bellezza classica della città che è meravigliosa per le sue chiese, i suoi monumenti, per i suoi palazzi nobili, per i suoi tetti e per il cotto. Non è la città giusta per fare esperimenti, almeno non con soldi pubblici (e con questo, per fare un esempio, a me le onde blu di corso Garibaldi non dispiacevano affatto, solo che a Cremona non le avrei mai fatte, erano più adatte a un'altra città), considerato poi il carattere dei cremonesi che sono attaccati alle loro tradizioni. Se si decide di rischiare, è quasi fisiologico che piovano le critiche. Come detto, è solo una opinione personale, inoltre sono convinto che questa diatriba si riproporrà: i due "partiti" (in questo caso inteso come sostenitori, non come movimenti politici), andranno avanti per la loro strada, fra installazioni originali e potenzialmente divisive alla ricerca di un bello diverso dal solito e critici dei sostenitori della tradizione (che troveranno brutto quel presunto bello).

Questo, credo, non cambierà mai! 

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