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Cassazione:"I Comuni devono risarcire i cittadini che chiedono i danni da "troppo rumore" della movida"

La corte di Cassazione ha emesso una sentenza che fa discutere. Nel 2012 una coppia che viveva in centro a Brescia ha fatto causa al comune chiedendo un risarcimento danni a causa della "movida". La presenza di ragazzi di giorno e di notte nella via abitata dalla coppia, a causa della presenza di locali, li ha spinti a chiedere il risarcimento per "immissione da rumore". La causa è stata vinta dai ricorrenti in primo grado e persa in appello ma ora la Cassazione ha stabilito che "i residenti dei quartieri della movida possono chiedere il risarcimento dei danni alle amministrazioni comunali che non garantiscano il rispetto delle norme di quiete pubblica e di conseguenza non tutelino la salute dei cittadini"
Nel 2017 il comune era stato condannato a pagare 20000 euro di danno non patrimoniale (a persona e i ricorrenti erano due) e 9000 euro di danno patrimoniale più le spese per un totale di 50000 euro. Era stato imposto nella sentenza l'obbligo per il Comune di prendere provvedimenti opportuni per ridurre il rumore sia sul piano tecnico che giuridico. Il giudice aveva anche aggiunto l'obbligo della vigilanza sugli schiamazzi dal giovedì alla domenica e da maggio a ottobre. In secondo grado invece il giudice aveva stabilito che il Comune non era tenuto a intervenire e che il giudice ordinario non doveva neppure intromettersi nell'attività amministrativa. 
 
Ora la Cassazione ha ribaltato di nuovo la faccenda affermando che i comuni sono tenuti a risarcire i danni.
Come sapete, Cremona è oggetto in modo continuo di polemiche su problematiche di questo tipo. La sentenza potrebbe avere ripercussioni anche su Cremona mettendo il Comune in una posizione scomoda. Forse sarebbe ora di un intervento legislativo che regoli la materia tutelando tutti i diritti: da un lato il diritto a non subire "rumori eccessivi", ma anche dall'altro il diritto al lavoro dei locali e al divertimento dei cittadini (il rischio infatti è da un lato rendere impossibile la vita a chi abita sopra i locali ma dall'altro anche di uccidere i locali stessi, che muovono l'economia e danno vita alle città). Entrambe queste esigenze vanno tutelate, non una sola. Ci sembra che una legge chiara e ben ponderata risolverebbe una volta per tutte la questione.

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