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Inizia la campagna elettorale: la posizione di Virgilio e la situazione del centrodestra

Il candidato sindaco del centrosinistra, nonché vicesindaco in carica, Andrea Virgilio, ha concesso una lunga intervista a "La Provincia di Cremona" (il giornale del potere, una battuta ci sia consentita!). Lasciamo ai lettori del giornale i contenuti anche per rispetto dei diritti di autore ma c'è un aspetto generale che emerge chiaramente e che va ripreso: Virgilio sta cercando un difficile equilibrio fra il non rinnegare l'esperienza di Galimberti e presentarsi come una novità. Dopo dieci anni di gestione Galimberti la possibilità di essere associati al "vecchio" e di portarsi dietro le critiche che hanno riguardato l'amministrazione in carica potrebbe essere una zavorra per Virgilio che ne è consapevole (a prescindere da come valutiate l'operato dell'attuale giunta: associarsi al "vecchio" porta degli svantaggi in politica). Avendo però fatto parte della squadra e in posizione rilevante non può certamente neanche tirarsi fuori. Deve quindi trovare un difficile equilibrio del tipo "abbiamo lavorato bene ma ora si cambia", che ha una certa dose di contraddizione nel suo nucleo di significato (ma la politica funziona così). Si capisce anche che Virgilio vuole riprendere il consenso anche dei critici ma senza abbandonare la sua base elettorale: il centrosinistra ha vinto 5 elezioni su 6 a livello comunale dagli anni novanta, gioca in casa e in fondo potrebbe bastare confermare tutto il suo blocco elettorale (17000 voti in entrambe le elezioni vinte da Galimberti) per vincere ancora. L'obiettivo potrebbe quindi essere convincere prima di tutto chi ha già votato centrosinistra a rivotarlo (senza ovviamente precludersi altri spazi da conquistare).

Il centrodestra intanto non ha ancora annunciato il suo candidato. Dire che sia in ritardo sarebbe eccessivo ma diciamo che il tempo stringe e ora è il momento di fare il nome. Si è parlato di Rivoltini, un esponente dell'imprenditoria noto e benvoluto, con esperienza in Confartigianato e motore della festa del torrone. Anche se il centrodestra gioca in trasferta (appunto a Cremona ha quasi sempre perso alle comunali, storicamente parte sfavorito), potrebbe essere un nome in grado di puntare alla vittoria, anche perché percepito come esponente della società civile e non un politico (non si sentano mancati di rispetto gli esponenti attivi della politica, ma un candidato della società civile ha sempre una marcia in più nella percezione dell'elettorato visto anche lo scarso consenso che in generale riscuote la nostra classe dirigente sia a livello locale che nazionale, con sempre più astenuti, vale per tutti i partiti).

C'è poi la questione liste civiche. Quella di Portesani è già in campo, non è schierata per ora anche se sembra più affine al centrodestra e potrebbe essere decisiva.

Insomma, la corsa è aperta e ci sarà anche da divertirsi per gli osservatori neutrali. Ci auguriamo che i toni siano sempre pacati e che entrambe le coalizioni puntino forte sul programma: vogliamo idee forti per rilanciare la nostra città, più idee ci sono e più sono qualitative meglio è, uno scontro fra due programmi di alto livello sarebbe il massimo.

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