Approfondimenti

Covid-19 e la resilienza dei piccoli comuni, dall’oblio alla ripartenza: Michel Marchi racconta Gerre.

Il distanziamento ha reso le città ed i paesi contenitori vuoti,  frammentando e disperdendo le comunità in singoli nuclei famigliari. Nelle piccole realtà questo processo è stato ancor più veloce e pervasivo, l’isolamento ha cancellato i riferimenti geografici e rivalutato quelli sociali come le amministrazioni, le parrocchie e le associazioni.

Gerre dè Caprioli è un piccolo comune con poco più di 1300 abitanti alle porte di Cremona, uno dei capoluoghi più colpiti da questa pandemia, ed adagiato sulle sponde del Po. Il centro vitale della comunità è nella frazione del Bosco ex Parmigiano dove sono anche concentrati i servizi commerciali, comunali, parrocchiali e sanitari. 

Michel Marchi ne è Sindaco al secondo mandato, sul tavolo un programma da proseguire, un patrimonio naturale da valorizzare, ed una comunità da sostenere. La sua vuole essere una testimonianza personale da Sindaco di un comune e da cittadino di una comunità. Per far riflettere le persone quanto sia importante accrescere il senso di appartenenza, condivisione e partecipazione alla stessa e non solo in ambiti di emergenza.

18 FEBBRAIO 2020 - CARNEVALE SOSPESO. Come in buona parte dei Comuni le amministrazioni, allarmate dalle notizie del lodigiano, si sono ritrovate a decidere se annullare le manifestazioni carnevalesche. Come é andata quel giorno?

Ricordo la mattina della parata di essere arrivato presto dal nostro parroco Don Alberto, che aveva organizzato i carri e la festa. Sapevamo da poche ore dei casi di Codogno e c’era una sorta di smarrimento collettivo. Cosi’ ci siamo dati un ultimatum verso la fine della mattinata per decidere il da farsi, dopo la riunione che avrei avuto in Comune a Cremona con altri Sindaci del distretto. Sono andato a questo incontro con il mio assessore Roberto Zangrandi: i volti erano molto tesi. Il Sindaco di Cremona aveva già pronte una serie di ordinanze che sospendevano gli eventi, le scuole e lo sport. Alla fine dell’incontro si è condiviso di adottare i medesimi provvedimenti in tutti i Comuni. E così ha fatto anche Gerre.

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22 FEBBRAIO 2020 - COMUNICATO PER LA CHIUSURA DELLE SCUOLE. All’orizzonte incombevano ‘nubi minacciose’ ed alla fine ha prevalso la decisione della chiusura delle scuole, fino a data da destinarsi. Da quel giorno, sulla pagina del gruppo Facebook utilizzato dai cittadini di Gerre, si è instaurato un dialogo ed un confronto che con il tempo ha avuto un importante ruolo di informazione ed aggregazione e che poco tempo dopo, l’ha vista intervenire giornalmente per aggiornare la situazione sanitaria e non solo. Cosa ha fatto scaturire la necessità, come amministrazione, di utilizzare un canale ‘non ufficiale’?

Fino a qualche mese fa eravamo abituati a pensare alla chiusura della scuola per una forte nevicata. Per un giorno, massimo due. Quando abbiamo chiuso le scuole, considerando tra l’altro che sono state chiuse in coda al periodo festivo di carnevale, non avevamo la benché minima percezione delle motivazioni effettive di tale scelta. Alcuni colleghi Sindaci avevano addirittura deciso di tenere accesi i riscaldamenti nei giorni successivi per essere pronti a riaprire. La scelta di spostarci sui social per alcune opportunità di svago e riflessione, oltre che per le Sante Messe, è stata condivisa con il parroco e ha sicuramente contribuito a mantenere salda la comunità nelle sue abitudini, in una parvenza di normalità che normalità non era. Ovviamente anche l’avvento della didattica a distanza impostata da insegnanti e maestre ha contribuito a convertire il modello comunicativo in questo inesplorato mondo che erano le video conferenze o le dirette Facebook. Noi non abbiamo mai interferito con la didattica per ovvie ragioni, ma abbiamo contribuito per quello che potevamo. 

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24 FEBBRAIO 2020 - PRIME LIMITAZIONI ORARIE AI LOCALI BAR E RISTORANTI. Nei primi messaggi ai suoi concittadini, ha sempre cercato di appellarsi alla calma, alla necessita di non farsi prendere dal panico ad avere fiducia, ad aiutarsi e sostenere le attività commerciali del paese. Quanto é stato importante comunicare e dialogare con la comunità e quanto lo sarà in futuro?

In verità in quella occasione, anche io, come numerosi altri colleghi Sindaci, commisi un errore: quello di alleggerire troppo la situazione, richiamare la cittadinanza a uscire, vivere le attività commerciali locali, se lo vediamo oggi con il senno di poi, doveva essere evitato. Però, come già detto, in quei giorni molto caotici e carichi di informazioni, non avevamo strumenti conoscitivi della reale situazione. Questo non toglie che sia in quei giorni, e a maggior ragione oggi, il sostegno alle nostre attività locali deve essere totale e continuativo nel tempo. Trovo importante il rapporto e la condivisione di informazioni con i miei concittadini, non solo nei momenti più difficili. Anche se, ho notato, le difficoltà prolungate hanno favorito la predisposizione a recepire informazioni dal Sindaco che si è radicato come una figura di riferimento territoriale molto importante. Ovviamente questo vale per tutti gli Amministratori, non solo per me.

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26 FEBBRAIO 2020 - PRIMA FUNZIONE RELIGIOSA IN DIRETTA SUL GRUPPO FACEBOOK. La collaborazione con la parrocchia, nella figura di Don Alberto e di chi lo aiutava nelle situazioni strettamente necessarie, è stata fondamentale per avvicinare idealmente le persone, cercando di alleviarne le sofferenze e portare un po’ di speranza. Una scelta per nulla scontata, ma che poi si è rivelata apprezzata.

Don Alberto ha un rapporto conflittuale con la tecnologia. Una mattina ci siamo trovati in ufficio e gli ho proposto di trasmettere la Messa in diretta Facebook, era titubante. Poi un paio di giorni dopo abbiamo deciso di partire. Siamo stati i primi sul territorio e forse anche un po’ precursori dei tempi. Ma sono contento del risultato. Anche Don Alberto è stato piacevolmente sorpreso dalla grande presenza di collegamenti alle dirette tanto che alle canoniche Messe della domenica si sono velocemente aggiunte altre funzioni, soprattutto perché siamo nel frattempo entrati prima in quaresima e poi nel periodo pasquale. Io non ho mai seguito così tante Messe in tutta la mia vita, credo. Il meccanismo era sempre quello. Don Alberto celebrava e io dietro all’Ipad che trasmetteva in diretta. Spesso non c’erano neppure i lettori così andavo io. I numeri delle dirette aumentavano sempre di più e questo è stato sicuramente un fattore positivo e ci ha resi orgogliosi del lavoro che stavamo svolgendo. 

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1 MARZO 2020 - INIZIO FASE 1 PRIME MISURE DI CONTENIMENTO DEL CONTAGIO NELLE ZONE ROSSE. In una situazione in cui governo nazionale e quello regionale faticavano a fare coincidere le decisioni, le prescrizioni e le linee guida anti-contagio, quali erano le sue preoccupazioni di fronte ad una situazione di cui si riusciva solo ad intravedere la gravità?

Si iniziava ad avere la consapevolezza che sarebbe successo qualcosa di nuovo e tremendamente impattante nella nostra vita. Ricordo in quei giorni una video conferenza notturna con la Regione. Noi Sindaci eravamo riuniti presso la sede della Regione di via Dante. Quella sera, quando siamo usciti, credo fossimo tutti consapevoli, che iniziava il periodo più buio, che gli sforzi da quel momento sarebbero stati massimi per contenere al massimo il contagio. Per quanto attiene ai provvedimenti, in quel momento non erano ancora molto complessi e le differenze di competenze tra stato e regione non erano ancora evidenti come lo sono diventate invece in seguito.

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Eravamo abituati ad osservare da lontano e distrattamente  emergenze sanitarie, conflitti, catastrofi naturali. Cosa ha significato, per una piccola comunità e per chi l’amministra, ritrovarsi nel centro di una pandemia?

Una risposta razionale e compiuta a questa domanda ancora oggi non ce l’ho. L’elaborazione di quanto è successo non l’ho ancora completata. Sono ancora nella fase in cui l’adrenalina mi consente orari di lavoro ampi senza pensare troppo. Però, se ci penso, mi vengono ancora le lacrime agli occhi. Di certo la domanda che ancora aleggia, ma credo non solo a me, è perché proprio Cremona? perché ricordiamoci che la nostra provincia è ancora oggi la più colpita, e lo dicono i numeri. 

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6 MARZO 2020 - PRIMO CONTAGIO A GERRE DE CAPRIOLI. In un video rivolto alla cittadinanza, parla del primo contagio nel Comune di Gerre dè Caprioli e si ritrova a dover smentire le voci del suo ipotetico contagio. Da quel giorno ha quotidianamente aggiornato i dati ufficiali del comune di Gerre attraverso il ‘Bollettino Coronavirus’. Quanto é stato importante dare le corrette informazioni e direttive a livello territoriale in una situazione mediatica fuori controllo?

In quei giorni c’era molta incertezza sui dati ufficiali, uscivano a tentoni da ATS e Regione. Vivevamo più sul passaparola che di informazioni certe. Quella mattina, però, mi chiamò il Maresciallo dei Carabinieri che mi informò del primo caso a Gerre. Un amico fraterno, in gravi condizioni! Ma non avevamo neanche il tempo di rattristarci perché era necessario tracciare gli ultimi contatti per attivare la sorveglianza sanitaria necessaria a tutelare i contatti più stretti. Così radunai alcuni dei collaboratori e in qualche ora ricostruimmo la mappa dei contatti da trasmettere a ATS. Nel frattempo girava voce, non so perché, di un mio contagio. Il problema non era tanto smentire, quanto impedire che nella bulimia di informazioni che riceviamo da media e social emergessero delle situazioni che potessero destabilizzare il sistema paese. Così ho deciso di aumentare la mia comunicazione social cercando di dare messaggi sistemici, semplici e soprattutto chiari. 

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8 MARZO 2020 - INIZIO DEL ‘LOCKDOWN NAZIONALE’. Il tempo rallenta e le distanze ci dividono. La quotidianità, per la maggior parte delle persone, si confina tra 4 mura. Quanto, attraverso la condivisione di questa esperienza, ha aiutato a riacquistare il valore della famiglia ?

Più che il valore della famiglia, che è un concetto molto riservato e soggettivo ad ogni nucleo, mi piace sottolineare il valore della prossimità. Non è solo un piccolo particolare, in un piccolo comune come il nostro è la sostanza. In questo periodo ci siamo accorti di avere dei vicini di casa per esempio, persone che eravamo abituati ad incrociare di fretta mentre andavamo o tornavamo dal lavoro. Siamo stati costretti, usando una iperbole, a chiedere aiuto: magari una spesa in farmacia, generi alimentari. Questi rapporti nuovi, che si sono radicati nell’emergenza credo saranno più forti e duraturi; spero non rimanga una mia sensazione. La famiglia, invece, è un concetto più complesso. Credo che le dinamiche interne ad ognuna abbiano avuto sfaccettature diverse, tranne che per un concetto univoco: il recupero del valore del tempo trascorso insieme. Questo sì sarebbe bello perdurasse, ma con i ritmi frenetici che inevitabilmente torneranno credo lo andremo a disperdere, trattenendo forse la voglia di vivere al meglio quello che ci resterà a disposizione.

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09 MARZO 2020 - INVITO AL COPRIFUOCO. Accompagnato dalla protezione civile, nelle strade silenziose e  desolate, si é ritrovato con un megafono ad invitare i cittadini a rispettare il “coprifuoco”. Sicuramente uno dei momenti più drammatici, sopratutto in un piccolo paese dove ovunque si volge lo sguardo si riconoscono amici e conoscenti. Quanto è stata necessaria e difficile quella decisione?

Devastante! un pomeriggio mi chiama il responsabile della protezione civile, Enrico, e mi dice che a Cremona avevano iniziato a farlo e che sarebbe stato utile anche per noi. Io gli risposi “ok”  un po' a cuor leggero. La prima sera utilizzammo un mezzo di fortuna: un’utilitaria del Comune con il bagagliaio aperto e una cassa legata dietro. Mi dissero di registrare un messaggio che avrebbero riprodotto con il cellulare durante il giro. Gli dissi che preferivo salire in auto e parlare direttamente perché volevo vedere le reazioni ed essere fisicamente vicino alle persone. Una volta iniziato però è stata più dura del previsto. Spesso la voce si rompeva, tremava, esitava. E mi dovevo fermare. Dal secondo giro in avanti abbiamo avuto a disposizione un mezzo della colonna mobile provinciale della Protezione Civile con il megafono incorporato e almeno la forma era un po’ più dignitosa. La sostanza tragicamente immutata e triste. Però devo dire che la cittadinanza ha risposto con grande diligenza alle imposizioni, e per questo vanno tutti ringraziati.

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“TUTTI COLORO CHE DIMENTICANO IL LORO PASSATO, SONO CONDANNATI A RIVIVERLO", quanto si trova d’accordo con questa frase di Primo Levi?

Io mi trovo molto d’accordo, ma nonostante il mio sconclusionato ottimismo sono certo che la pandemia non insegnerà nulla alla popolazione. Non mi riferisco ovviamente a Gerre, ma in un discorso più generale e collettivo. In questo caso specifico non si tratterà di rivivere le enormi tristezze vissute, ma l’egoismo e l’individualismo che pervade la nostra società non svanirà. Torneremo ad essere assuefatti dal ‘Dio denaro’. Ma noi faremo in modo che non sia così.

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Sono state diverse le iniziative concepite e promosse grazie alla collaborazione della parrocchia e delle associazioni del territorio: ‘Festa dej oof coot’, ‘Gianni e Massimiliano’ ed i ’Volontari della Protezione Civile Padus’: dagli aiuti di prima necessità come spesa e medicinali, alla fornitura di cancelleria, piante e semi, e giornali quando vi è stata la necessità. E’ corretto affermare che la solidarietà abbia fatto la differenza, non solo in grandi contesti, ma anche in piccole realtà? 

Credo ci sia una grande differenza tra la solidarietà ‘nazionale’ e quella ‘locale’. Abbiamo visto donazioni con numeri importanti a livello nazionale, ma quello che manca in quelle azioni sono i volti delle persone. Qui abbiamo magari qualche soldo in meno, non facendoci comunque mancare nulla di quanto necessario, ma in cambio siamo in grado di riconoscere chi in quei giorni c’era, ed era una certezza. La protezione civile sicuramente, grazie anche all’attivazione del Centro Operativo Comunale, ha svolto un ruolo di coordinamento e sicurezza di valore encomiabile. Tutto quanto si organizzasse aveva il placet della protezione civile, che faceva capo a me. Abbiamo messo in pratica con molta efficacia la teoria dei piani di emergenza, non quelli degli alluvioni per questa volta. Ma la protezione civile è fatta di persone, lavoratori, pensionati, genitori, ognuno con la propria storia dietro. Oggi possiamo ancora riconoscere queste persone. Anche le altre associazioni citate hanno dato una grande mano, sia dal punto di vista umano che operativo. Sarebbe riduttivo fare un semplice elenco di quanto fatto come sarebbe riduttivo per me dirgli solo grazie! Posso dire che, anche a fronte di alcuni momenti bui nei rapporti interni di questa comunità, spesso nemmeno noti, siamo riusciti a tirar fuori il meglio di tutti noi. Sono molto orgoglioso di rappresentare pro tempore tutte queste persone.

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31 MARZO 2020 - CERIMONIA AL ‘CRISTO DEL PO’. Un momento di commemorazione e riflessione condiviso con il parroco, in un luogo simbolo della comunità di Gerre. Parole di speranza ed il ricordo dei defunti vittime di questa pandemia. Ogni comunità ha la sua storia che si può ripercorrere attraverso luoghi e simboli legati al territorio. Cosa rappresenta il Cristo del Po per la sua comunità?

Il ‘Cristo del Po’, sin dalla sua inaugurazione a settembre 2018, ha assunto una simbologia e un valore fuori da ogni più rosea previsione. Quando a luglio 2018 mi sono inventato di realizzare l’opera con il contributo ovviamente dell’artista, pensavo a qualcosa che facesse dire alle persone: “mi ricordo di quel posto perché c’è quella cosa”. Il risultato è stato stupefacente. Un monumento che è andato oltre la simbologia religiosa, ma che accomuna tutti. Ci sono croci e Cristi in quasi tutte le curve del Po, da qui a Spinadesco ce ne sono tre, ma il nostro ‘Cristo del Po’ è diverso. Credo sia l’opera più fotografata sul fiume degli ultimi tempi, e tutta la nostra comunità pare essere molto orgogliosa di vivere proprio nel posto dove c’è il ‘Cristo del Po’. La cerimonia di fine marzo non doveva svolgersi lì, ho cambiato idea il giorno prima. C’era molta incertezza, la paura di creare assembramenti, l’ansia per ogni azione. Poi con la protezione civile abbiamo deciso di andare là, e sicuramente è stata la scelta migliore. La cerimonia è stata breve ma toccante, io stesso faticavo a finire le frasi senza che la voce tremasse. Anche la scelta dell’Inno alla Vita, ovvero l’inno nazionale cantato a cappella in occasione dell’inaugurazione di Expo Milano 2015, è arrivato un po’ per caso. Un paio di giorni prima stavo scrivendo il discorso, era notte o tarda sera, e cercavo di scrivere parole che dessero un po’ di speranza dopo i giorni con centinaia di morti e le pagine più tristi della pandemia. Come si poteva cantare “siam pronti alla morte…” in quel momento? Con rispetto totale del nostro inno nazionale ovviamente. E allora mi ricordai di questa bella variazione, ovviamente criticata al tempo, ma cosa vuoi mai siamo in Italia! dove i bambini cantano “siam pronti alla vita…” e pensai ad un nipote che urla al proprio nonno di resistere, perché la vita non può e non deve finire con questo virus. Così, senza dire niente a nessuno, caricai il file sulla chiavetta e uscì così! Alla fine del discorso, come faccio spesso, dissi “W l’Italia” declinando poi le parole del maestro De Gregori “l’Italia che resiste”.

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4 APRILE 2020 - INIZIATIVA RACCOLTA FONDI. Quando ancora il Governo stava decidendo come ed in che misura destinare i fondi a sua disposizione, voi avete avviato una raccolta fondi per chi  ne avesse avuto più necessità. Il Governo sarà in grado di capire e sovvenzionare i comuni in modo ed in funzione di parametri reali? 

Quando abbiamo attivato il canale di versamento per le esigenze di Gerre non avevamo molte aspettative. Non è sempre facile chiedere esborsi economici diretti. I risultati però sono stati e sono buoni. Abbiamo in cassa circa 3.500 €, una parte l’abbiamo usata per le sanificazioni alle aziende in vista delle riaperture: una misura che è stata apprezzata e che sono contento di aver sostenuto. La parte restante sarà destinata ai maggiori oneri per le continue pulizie necessarie durante i centri estivi. Credo che in questo modo chi ha donato potrà comprendere di aver fatto un gesto molto utile per la nostra comunità. E non è finita: tra qualche giorno arriveranno le polo e i cappellini di ‘I LOVE GERRE’ che venderemo e il ricavato andrà ancora a favore di questi obiettivi, o di altri in base a quanto effettivamente incasseremo. Ma sono certo che la generosità dei nostri concittadini sarà ancora alta. Il Governo, che se ne dica, ha fatto molto. La settimana prossima vareremo un pacchetto di misure di sostegno molto significative, ovviamente per le competenze che un Comune detiene, che non sono tantissime. Ci saranno anche fondi “per la ripartenza” che ci accompagneranno per l’estate e anche in autunno, con un occhio alla speranza che tutto sia finito ma con le risorse per coprire nel caso anche un ritorno pandemico. Credo che per il nostro Comune non ci sia mai stata una movimentazione finanziaria di questa portata e gran parte è stata possibile con fondi dello Stato. 

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10 APRILE 2020 - PROCESSIONE DEL VENERDI SANTO CON BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE. Un gesto che, in un contesto cosi’ drammatico, ha acquisito un significato ed una carica emotiva molto forte. Si può affermare che la riscoperta della fragilità umana di fronte ad un ‘nemico tanto invisibile quanto spietato’ abbia fatto riscoprire il valore del raccoglimento e della preghiera?

La processione del venerdì Santo è stata molto toccante. Sullo sfondo sempre il deserto delle strade comunali di notte che lasciava sempre un po’ di angoscia. Quando insieme a Don Alberto decidemmo come fare la processione lui ebbe subito le idee chiare, io mi limitai ad eseguire. Così dopo la diretta Facebook salii sulla macchina della polizia locale in coda al corteo. Fece tutto lui con la protezione civile al seguito. Quando arrivammo davanti alla chiesa, alla fine, era contento e commosso dalla partecipazione, quasi totale, delle famiglie residenti. Una cosa mai vista. Tutti ci aspettavano sulla soglia di casa, anche in quelle vie dove arrivammo ben oltre le 22.00. Sui gruppi Facebook rimbalzavano i messaggi che informavano di dove si trovasse il corteo in quel momento: uno spaccato di comunità molto toccante e profondamente intimo delle sensazioni che ognuno di noi provava in quel momento, al netto della fede religiosa in senso stretto. 

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11 APRILE 2020 - PICCO DEI CONTAGI. Ad aprile si è avuto il picco di contagi in paese, tutto sommato rispetto ad altre realtà, abbastanza contenuto. Uno dei momenti più delicati dell’emergenza, vista la stanchezza dovuta all’isolamento ed i disagi economici.

Nei momenti del picco pandemico, sfido chiunque di noi a non ricordare almeno un conoscente, un amico, un parente che avesse accusato una versione aggressiva del virus. Bastava questo per stringere i denti, almeno per come la vedo io. Di certo l’aprirsi della primavera e i primi allentamenti hanno creato qualche incomprensione, soprattutto nelle competenze normativa tra Stato e Regione. Ma Gerre è stabile a 28 casi da circa un mese, pochi casi gravi e purtroppo 4 decessi. Un numero che ritengo complessivamente buono se si considera la vicinanza con la città e il grande numero di operatori sanitari, forze dell’ordine residenti. 

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3 Maggio 2020 - INIZIO FASE 2. Maggio ci ha restituito parte della libertà di cui eravamo stati privati. Un momento delicato, sopratutto perché il Bosco ex Parmigiano, attraverso la ciclabile che lo collega al capoluogo, è di fatto un passaggio molto frequentato per chi da Cremona vuole fare una corsa a piedi o un giro in bici verso la campagna. Quali problematiche sono emerse in questa fase?

Il prossimo che mi prende in giro per il cartello ‘località turistica’ all’ingresso del paese lo annego nel Po… Scherzi a parte: i nostri territori sono sempre stati molto frequentati, spazi aperti e piacevoli. Molto ben vista dagli sportivi in generale. Poi dipende dalle varie zone: chi abita in via Poderetto e via Landi percepisce un traffico sopra la norma, in altre vie magari la situazione è migliore o quasi impercettibile. Ho temuto di dover prendere altre decisioni drastiche i primi giorni, poi ci ha pensato un po’ il maltempo a calmierare gli accessi. Oggi direi che la situazione è sotto controllo, anche perché avendo aperto i confini regionali molti avventori della domenica si recano anche nell’amato piacentino e parmense.

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Cosi come in tutte le altre realtà, la figura del Sindaco, con l’aiuto del gruppo consiliare e del personale del comune che comunque è sempre rimasto a disposizione, si è esposta sempre in prima persona. Quanto è stato difficile conciliare la figura di primo cittadino e di padre di famiglia in una situazione cosi pericolosa e stressante?

Il mio gruppo c’è sempre stato, dal primo giorno. Non si è mai sottratto a qualsiasi iniziativa, problema, ansia o preoccupazione. E’ una missione anche quella del consigliere comunale di una piccola comunità: di fatto un volontario che si sobbarca anche la responsabilità di un Ente. Io tendo sempre a non pensare troppo alle responsabilità che mi prendo in carico ogni volta che firmo una carta, altrimenti non vivrei più. E’ necessario affrontare le questioni che si pongono con molta ponderatezza, studiando molto con la curiosità di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Oltre al mio gruppo devo dire che anche il personale comunale e il Segretario generale mi hanno sempre teso il braccio a sostegno e consiglio. Questo nonostante anche nelle loro sfere familiari ci siano stati lutti pesanti. E’ giusto che la cittadinanza sappia che i dipendenti comunali ci sono sempre stati, senza risparmiarsi, per garantire la tempestività delle iniziative. Non basta qualcuno che le pensa, ci vuole sempre qualcuno che poi le metta in pratica e nel modo giusto. La mia famiglia mi sopporta, credo che non ci sia altro termine. Nel pieno della pandemia uscivo alle sette del mattino e tornavo a tarda sera. La mia compagna mi faceva spogliare fuori casa e mi chiudeva in bagno. Ho una bambina di 3 anni ed era necessario tutelare prima di tutto lei, ma alla fine le precauzioni prese hanno dato i loro frutti. 

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2 GIUGNO 2020 - FESTA DELLA REPUBBLICA. “Unire è la cosa fondamentale su cui dobbiamo lavorare oggi ancor più di prima” Il video messaggio registrato in barca sul fiume Po apre con questa affermazione. L’indomani ha inizio la fase 3, un’ulteriore spinta ad una ripresa economica e sociale tutt’altro che facile. Che eredità ci lascia questa esperienza e quali sono le certezze attraverso le quali le piccole comunità possono ripartire?

Credo che per parlare di eredità sia un po’ presto. Avremo ancora da imparare in questo tempo strano. Come dicevo prima il vero valore che forse rivaluteremo è il tempo, con la famiglia e gli affetti. Passare da non avere tempo ad averne un sacco è indubbiamente uno shock che lascia strascichi difficili da dissolvere. Spero che questo ci possa essere utile. Per quanto riguarda la nostra piccola comunità credo che la coesione dimostrata non debba essere dimenticata, e soprattutto guastata da piccole questioni che possono essere risolte a monte. Questo vale sia per le persone che per le aziende residenti che hanno dato un nuovo significato alla parola resilienza. Io credo che alla fine di tutto questo la gente capirà che in un piccolo paese è molto più bello vivere, non sono nei momenti difficili. Ma se in una città si è semplicemente numeri, qui siamo persone, volti, sorrisi e sguardi. 

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Insieme all’economia, il tema più importante é pensare alla riapertura delle scuole in sicurezza ed anche anche la gestione dei centri estivi. In presenza di linee guida precise, come pensate di muovervi in tal senso?

Uno Stato che sigla protocolli per la ripresa del calcio e non riesce ancora a dirci come sistemare le aule per la ripresa delle lezioni è uno Stato che fallisce negli obiettivi primari. Non ho problemi a dirlo. Come lo elogio per alcune azioni non esito a criticarlo. Per esempio io avrei precettato tutti gli insegnanti a servizio dei centri estivi. Provi a pensare a quanti soldi risparmiati dallo Stato e dai Comuni con docenti e maestre già formate e pagate? Ma la lobby della scuola è ancora la più potente, altro che poteri forti! Noi stiamo lavorando su 3 centri estivi: un primo fascia 6-13 che durerà 4 settimane in partenza la settimana prossima; un secondo fascia 3-6 anni che inizierà il 22 giugno per 6 settimane e un centro estivo sportivo in collaborazione con UISP per il resto dell’estate presso il centro sportivo. Il tutto con un investimento di circa 17.000 €, quasi tutto finanziato con risorse dello Stato. Speriamo di poter creare un ventaglio di opportunità il più completo possibile, anche perché sono convinto che i bambini ed i ragazzini siano oggi la categoria che con più difficoltà supererà questa fase. E’ probabile che oggi si veda e si percepisca meno il disagio ma i segni sono tangibili e avranno sviluppi, soprattutto alla ripresa dell’anno scolastico. Per questo abbiamo cercato di riconsegnare subito gli svaghi ai più piccoli, con la riapertura immediata del parco giochi che viene sanificato tutte le mattine. Anche per l’estate il nostro pensiero è per i più piccoli. Faremo i burattini e stiamo lavorando ad un piccolo ‘luna park’ sul lungo fiume per la fascia 2-10 con un protocollo sanitario molto preciso e stringente per garantire la massima sicurezza ma riconsegnare l’infanzia e “l’essere bambino” a tutti i nostri ragazzi. Credo che questo sia un buon modo per ripartire.

La Quinta T è una iniziativa editoriale di
Alexandro Deblis Everet Editore
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Direttore Responsabile: Fabio Tumminello
Registrazione al Tribunale di Cremona
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