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Facciamo una premessa: la scuola è importante, importantissima. Da una buona istruzione dipende il futuro dei nostri ragazzi. La chiusura obbligata delle scuole è uno dei danni più gravi che abbiamo subito col covid-19 e la pandemia. Riaprirle è un obiettivo fondamentale.

Il 7 gennaio le scuole riapriranno, dopo un ulteriore lungo periodo di chiusura (parliamo delle scuole secondarie naturalmente). Si partirà col 50% degli studenti con didattica in presenza garantiti per crescere fino all'obiettivo del 75%

Benissimo, facciamo il tifo perché tutto vada bene. Ne saremmo felicissimi. Non possiamo però fare a meno di notare che la situazione resta precaria in tutta Europa (in Germania dove le scuole dovrebbero riaprire il 10 gennaio circolano notizie sulla volontà della Merkel di tenerle ulteriormente chiuse) e che quindi bisogna muoversi bene.

Che tipo di provvedimenti sono stati presi per mettere in sicurezza le nostre scuole? Soprattutto, il trasporto pubblico collegato alle scuole (il nucleo del problema infatti è quello, non tanto la permanenza negli edifici scolastici).

Si sono susseguite riunioni, polemiche, proposte e critiche. La verità, però, è che alla fine c'è molta, moltissima incertezza. Premettiamo: la situazione è difficile e non vorremmo essere al posto di chi decide. Siamo però molto timorosi: onestamente ci preoccupa moltissimo la capacità del sistema di rispondere al problema.

Anche a settembre si erano susseguite rassicurazioni, riunioni proposte. Dopo qualche settimana a singhiozzo fra classi in quarantena e altre problematiche, si è giunti a una nuova chiusura. La preoccupazione, grave, è che la situazione possa ripetersi. Preoccupante, molto preoccupante.