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Cremona città della musica o città della quiete? Una domanda che riguarda tante città ma che a Cremona assume un valore anche più grande se si tiene conto della vocazione "musicale" della città. La realtà è che il dilemma resta aperto, con polemiche continue e irrisolte. Facciamo qualche esempio tratto dalla cronaca recente:

1) Un locale cittadino organizza regolarmente incontri culturali ed eventi musicali ma più volte ha subito limitazioni e anche negli ultimi giorni annullamenti degli eventi, i vicini di casa infatti lamentano rumore troppo alto in orari troppo tardivi (anche se il locale reclama di aver rispettato regole su decibel e orari)

2) Un locale in centro ha subito più volte limitazioni e stop ad eventi, ultima la mancata concessione della possibilità di svolgere un evento musicale a porte aperte in occasione della Stradeejay (solo a porte chiuse, caso unico cittadino), il locale è stato anche al centro della questione della multa del plateatico "fantasma", con causa vinta dal locale. Ovviamente a essere accusato è l'elemento "rumore" con una struttura alberghiera nei paraggi che da tempo fa battaglia con tanto di cause portate avanti dal proprietario

3) Il festival Tanta Robba è al centro ogni anno di polemiche (e non mi riferisco alla questione dei finanziamenti, quella è altra questione) perché la musica non a tutti piace, soprattutto dopo una certa ora e con certi livelli di decibel

4) Qui usciamo dal settore strettamente musicale ma il Mercato Europeo non si è più fatto in quanto il Comune ha spostato l'evento lungo il Po dopo proteste per la confusione di commercianti e residenti del centro, una scelta che ha spinto gli organizzatori (lo hanno confermato a noi) a rinunciare all'evento non trovando congrua la nuova destinazione

Chi ha ragione? Non è facile contemperare tutti gli interessi. Da un lato una città deve vivere, musica e cultura ma anche eventi come il Mercato Europeo mantengono viva una città, permettono incontro e scambio di idee, inoltre per la sicurezza è meglio avere una città a luce accesa di sera che una città spenta senza nessuno in giro. Dall'altra parte c'è chi rivendica il diritto al riposo, dopo una giornata di lavoro o magari in età avanzata.

La questione non riguarda solo Cremona ma è diffusa ovunque. A Brescia qualche anno fa il fratello del sindaco fece causa per la movida molesta al sindaco, vincendo la causa e ottenendo un lauto risarcimento danni. Precedenti di questo tipo inducono il Comune a non rischiare nell'applicazione delle norme, per evitare querele e salassi.

Le norme infatti esistono ma hanno un margine di discrezionalità in quanto si possono concedere deroghe. Questa discrezionalità può spostare il pendolo verso una delle due parti. Qui sta la questione: che tipo di città vogliamo? A quale esigenza diamo la precedenza (sempre contemperandole, ma a quale concediamo un pochino più spazio)? Ognuno di noi ha la sua risposta.

La mia? Io (lo dico da residente del centro) preferisco una città viva e accetto un po' di confusione in più, ma è solo una posizione personale, da cui si può tranquillamente dissentire. Quello che succederà...probabilmente continueremo a leggere episodi di questo tipo e le polemiche continueranno a esserci, sotto il sole che scalda le teste dei padani...