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Corriere della Sera, 6 luglio 1991:

"Cremona - Tra Comune e commercianti è guerra, dichiarata dai titolari delle vetrine del centro cittadino in seguito alle promesse del sindaco, mai mantenute, di dotare l'intera zona centrale di almeno un nuovo parcheggio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso delle polemiche riporta all'estensione dell'area pedonale: un ulteriore esperimento ha chiuso ai motori l'unico quartiere ancora percorribile alle auto e ha, di fatto, isolato completamente il centro città. I commercianti sono persino scesi in sciopero e, chiuse le botteghe, si sono recati in corteo dal primo cittadino, Alfeo Garini, democristiano, lasciando appeso tra le maglie della saracinesche il cartello "torno subito, sto cercando i parcheggi promessi dal comune"....egli (il sindaco Garini) ha promesso alla delegazione dei commercianti in sciopero la costruzione di almeno un parcheggio cittadino. Le promesse si riferiscono al parcheggio di Villa Glori dove verrebbe ricavato un silo sotterraneo".

Sono passati 34 anni ma il tema delle auto in centro storico, dei parcheggi e del commercio fa ancora discutere come allora, anche se in mezzo sono successe tante cose, compresa la costruzione del parcheggio di piazza Marconi, una scelta dell'allora sindaco Bodini che ha lasciato in eredità un parcheggio (ridotto rispetto alle previsioni) ma anche tantissimi problemi legati alla complessa vicenda costruttiva. 

Nei giorni scorsi la notizia dell'aumento delle tariffe dei parcheggi di Saba ha suscitato reazioni negative dei commercianti: Confcommercio, Botteghe di Cremona, Fipe, sono tutte allineate nel ritenere l'aumento un fatto negativo per il commercio in centro storico. Evidentemente hanno un'idea precisa e cioè "più difficile o costoso è venire in centro con l'auto, meno acquisti i cremonesi faranno". Questo punto di vista non è però condiviso dal sindaco Virgilio che ha preso posizione chiaramente su facebook. Ecco il suo commento:

"Pensare che il futuro del commercio dipenda da un maggiore accesso delle auto nel centro storico? Un’idea fuori dal tempo e anche inadatta per una città come la nostra.
La vera sfida è un’altra: regolare gli accessi, riducendo le troppe deroghe che oggi ne compromettono l’equilibrio. Se invece vogliamo davvero parlare di sviluppo commerciale, facciamolo in modo costruttivo. Noi ci siamo. Abbiamo coinvolto le rappresentanze di settore nel Distretto Urbano del Commercio, con un punto fermo: progettare un rilancio non significa limitarsi a chiedere risorse al Comune o agli enti pubblici, perché questo lo stiamo già facendo con le tante risorse pubbliche che sono e saranno sempre destinate al commercio, e perché altrimenti chiunque, impresa, associazione o cittadino, potrebbe avanzare la stessa richiesta. Le azioni sono chiare: decoro urbano, rigenerazione, turismo, cultura, città universitaria, sicurezza, eventi, qualità degli spazi verdi. Su questi fronti c’è molto da fare, ma ci sono anche importanti segnali positivi"

Come vedete, due visioni completamente differenti: i commercianti vorrebbero più libertà e possibilità per le automobili di raggiungere i negozi in centro, Virgilio la ritiene una idea inadatta e fuori dal tempo e anzi parla di limitare le "troppe deroghe" (probabilmente auto che "occupano" posti di potenziali clienti, nella visione di Virgilio). Virgilio punta su eventi, sicurezza e qualità degli spazi pubblici (parole sue) per rilanciare il commercio.

Sono due idee che sono semplicemente inconciliabili fra loro, due visioni della questione totalmente differenti. A questo punto il tema diventa politico, nel senso letterale, cioè riguarda "in che direzione deve andare la polis". Considerando però che l'ultima parola spetta al sindaco, per la durata del suo mandato, è prevedibile che ci sarà una linea nei prossimi anni non favorevole ad un aumento delle auto in centro (o riduzione o mantenimento dei livelli attuali), allo stesso modo è probabile che dal commercio si alzeranno lamentele per queste scelte.

Chi ha ragione? Questo spetta a voi deciderlo: è davvero un fatto politico, dipende dalla vostra visione di come deve essere il mondo.