Nelle ultime ore da Castelvetro Piacentino è arrivata la notizia che, complice il pressing degli enti locali, l'Anas interverrà per dare una sistemata al ponte sul Po. Sicuramente si tratta di una buona notizia e sappiamo anche che sono programmati da tempo interventi più incisivi, peraltro rinviati nel tempo per motivi tecnici. Diciamo che ci sarà una toppa e poi un toppone. La verità, però, è che questi interventi sono utili (peraltro siamo abituati ad annunci e tempi poi lunghi, vediamo quanto ci metteranno stavolta) e possono far guadagnare un po' di tempo ma non risolvono i problemi. Il ponte sul Po è una struttura di fine Ottocento, abbattuta nella Seconda Guerra Mondiale e ricostruito. Si tratta di una struttura vecchia, che non è più in grado di reggere il traffico che non è quello del 1946 (e qualunque cosa si faccia, aumenterà: negli ultimi anni il numero dei veicoli circolanti per Cremona è aumentato e non diminuito nonostante la costruzione di tante piste ciclabili, leggi https://www.laquintat.it/approfondimenti/veicoli-su-gomma-in-provincia-di-cremona-9-in-10-anni-sono-28000-in-piu-con-impatto-su-traffico-e-strade.html)
Cremona avrebbe bisogno di un nuovo ponte per gestirsi. Non si è fatto e probabilmente non si farà mai fra problemi economici, problemi burocratici e opposizioni di varia natura a un possibile nuovo ponte (posizioni che potranno anche essere sensate, ma è fattuale che senza nuovo ponte i problemi del traffico non si risolveranno). Su tutto ciò si innestano le polemiche di Largo Moreni, ma per quanto collegate sono due questioni differenti: a prescindere dai lavori di Largo Moreni (tradotto: se anche hanno peggiorato la situazione, il nuovo ponte sarebbe servito comunque anche prima), Cremona avrebbe bisogno di un nuovo ponte e non l'avrà.