Cremona Magazine.
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Lo scorso venerdì sera, al ristorante Risorgimento di Cremona, si è svolto l’incontro organizzato dal Lions Club Lido Po, guidato dalla presidente Gabriella D’Attolico. L’appuntamento si è trasformato in un momento denso di ricordi, identità territoriale e passione sportiva, capace di andare oltre il semplice racconto per diventare condivisione collettiva.

Accanto ai numerosi soci e ospiti presenti, tra cui Nello Milone nel ruolo di ‘padrone di casa’, hanno partecipato Maurella Manfredini, presidente del Lions Club Il Torrazzo, il dottor Giovanni Fasani e la storica firma del giornalismo cremonese Giorgio Barbieri 

Barbieri, narratore della memoria cremonese

Per professione e, ancor prima, per autentica vocazione, Barbieri si è confermato raffinato tessitore della memoria collettiva cittadina. Attraverso aneddoti e racconti personali, ha accompagnato il pubblico in un ideale viaggio nel tempo che, dalle acque del Po, ha toccato le eccellenze delle società canottieri, i campioni cresciuti “sul filo della corrente” e le pagine più significative della storia dell’U.S. Cremonese. Un percorso narrativo capace di intrecciare sport, costume e identità, restituendo alla platea uno spaccato autentico della Cremona di ieri e di oggi.

L’omaggio a Maurizio Cozzoli

L’intervento si è aperto con un momento di intensa commozione: il ricordo di Maurizio Cozzoli, indimenticato “caimano del Po” e primo presidente del club, figura emblematica del legame profondo tra la città e il suo fiume. Un tributo sentito, che ha dato il tono a una serata nel segno della riconoscenza e della continuità.

La mia Cremona” e il racconto di una vita

Barbieri ha quindi ripercorso le tappe della propria carriera e dei volumi dedicati a “La mia Cremona”, soffermandosi su frammenti di vita personale e cittadina che oggi sembrano appartenere a un’epoca distante:
«…un racconto fatto di tanti pezzi, magari slegati fra di loro, ma frutto di una vita vissuta sempre nella meravigliosa città che si chiama Cremona».

Un mosaico di ricordi che, pur nella loro apparente autonomia, compongono un quadro coerente e profondamente identitario.

La parabola della Cremonese

Non poteva mancare un focus sulla parabola della Cremonese, riletta con orgoglio attraverso la lente di quella società genuina, fatta di amici “pane e salame”, che ha scritto pagine importanti del calcio nazionale e posto le basi per i successi più recenti nel massimo campionato.

Un passaggio che ha intrecciato sport e appartenenza, evidenziando come la dimensione popolare e comunitaria sia stata parte integrante della crescita del club.

La serata si è chiusa con un vivace confronto tra relatore e pubblico, segno tangibile di quanto la storia locale, quando raccontata con sensibilità e autenticità, sappia ancora accendere interesse e rafforzare il senso di appartenenza della comunità cremonese.