Cronaca

Venerdì 15 gennaio "io apro": protesta di ristoratori e baristi con aperture "proibite"

La protesta delle categorie più colpite sul piano economico dalle restrizioni dovute alla pandemia dura ormai da settimane. A Cremona abbiamo avuto molte manifestazioni (leggere per esempio Prima ristoratori e baristi poi i commercianti: le categorie produttive cremonesi alzano la voce (ma pacificamente e civilmente) e Iniziato l'obbligo di stare in casa dalle 23: i ristoratori, i baristi (e affini) protestano e I ristoratori protestano ancora, sempre civilmente: situazione sempre più difficile), sempre civili.

La rabbia non accenna a placarsi, alimentata anche dalle ultime notizie sullo stop imminente all'asporto dopo le 18. Un ristoratore di Pesaro, che peraltro era già stato in prima linea in occasione delle proteste autunnali, Umberto Carriera, ha lanciato una nuova iniziativa che alza il tiro: per la prima volta si punta a disobbedire apertamente ai provvedimenti di chiusura. Precisiamolo: lo si intende fare in modo "gentile". Gli organizzatori invitano infatti i partecipanti a essere gentili con le forze dell'ordine qualora dovessero intervenire e a rispettare tutte le norme anti-covid applicate l'estate scorsa (mascherine, distanziamento e via dicendo) e a rispettare anche il coprifuoco chiudendo i locali quindi entro le 22.

Si chiede però ai partecipanti di aprire nella giornata di venerdì 15 gennaio sia a pranzo che a cena anche se le regole non lo consentono, indipendentemente dalla zona, con servizio al tavolo e al bancone.

Dal punto di vista legale questo espone a multe e anche a provvedimenti amministrativi di chiusura dei locali, espone a multe anche i clienti. Per questo gli organizzatori si propongono di fornire una tutela legale gratuita a chi subirà le multe, grazie alla disponibilità di avvocati favorevoli all'iniziativa di protesta.

L'iniziativa sulla carta ha raccolto già 50000 adesioni e anche a Cremona ci sono dei locali che sembrano intenzionati a partecipare stante quello che pubblicano sui social: ovviamente la reale partecipazione la si vedrà nel momento in cui dai social si passerà alla realtà ma l'impressione è che molti facciano sul serio.

Sicuramente l'iniziativa farà rumore. Molti sono solidali con l'iniziativa dei ristoratori, altri sono critici. Noi ricordiamo che ci sono due gravi crisi che dobbiamo affrontare: una sanitaria e una economica. Vanno di pari passo, non possiamo lasciare indietro nessuna delle due. In queste settimane si sono registrate lamentele per categorie escluse dai ristori, per ristori non arrivati per motivi tecnici o comunque insufficienti, per incoerenza fra le chiusure imposte ad alcune categorie e aperture concesse ad altre come per esempio i centri commerciali.

Nessuno ha la verità in tasca, noi pensiamo però che si debba avere la massima comprensione con categorie colpite duramente da mesi di restrizioni che costituiscono un dissanguamento economico. La pandemia c'è ma non è colpa loro, gli errori di gestione, su cui si può sempre discutere e ognuno ha la sua opinione, incidono direttamente su queste categorie. E' una rabbia comprensibile.

PS L'iniziativa parte dai ristoratori ma gli organizzatori invitano anche bar, palestre e piscine.

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