Cronaca

"Radiomercato" della stampa: voci su un cambio alla direzione de La Provincia

NOTA Per chi fosse interessato ADS (https://www.adsnotizie.it/) permette di verificare i dati di vendita e tiratura di tutti i giornali cartacei italiani negli anni: potete fare ricerche di ogni tipo (SPOILER Vanno tutti, indistintamente, molto male: è il mezzo cartaceo a essere superato, per questo nessuno fa eccezione in quanto non dipende dalla qualità dei giornalisti)

La "Provincia di Cremona", il quotidiano esistente più antico di Cremona (anno 1946) e quello a cui sono affezionatissime le generazioni di cremonesi più anziane (meno affezionati i più giovani che non comprano più i quotidiani in edicola, ma il marchio è ben conosciuto anche fra i ragazzi naturalmente) potrebbe cambiare direttore a breve. Dal 2019 alla direzione c'è Marco Bencivenga, bresciano con esperienze in testate della sua città che ha sicuramente rafforzato l'identità digitale del giornale. Contrattualmente ha una posizione solida ma "radiomercato", che esiste non solo nel calcio ma anche nei giornali, lo dà in uscita (non circolano nomi per il possibile sostituto). 

Il giornale a livello cartaceo va male e secondo ADS (considerato il riferimento per i dati di vendita dei quotidiani) a ottobre aveva una media di 8633 copie vendute in edicola al giorno (ecco i dati tratti dal giornale di settore "Prima Comunicazione" su elaborazione dati ADS): https://www.primaonline.it/2022/12/12/368005/i-nuovi-dati-ads-di-diffusione-della-stampa-settembre-ottobre/

Per dare un'idea a fine anni novanta superava le 20000 copie vendute in media al giorno e il trend è in continuo calo.

Questo però non deve ingannare: il direttore può essere bravissimo o incapace (questo lo lasciamo giudicare a voi, non sarebbe nemmeno corretto che lo facessimo noi, in quanto testata molto piccola per risorse e visibilità ma comunque concorrente) ma non ha nessuna rilevanza sul trend dei giornali cartacei. Il mezzo cartaceo infatti è superato per le nuove generazioni e tutti i giornali di carta d'Italia (per non dire del mondo) di ogni orientamento e specializzazione perdono continuamente copie. Le generazioni più anziane ci lasciano piano piano per motivi anagrafici e i giovani non li sostituiscono, non comprando il giornale in edicola e preferendo l'on line.

Questo sta già portando alla scomparsa delle edicole, fenomeno che avete tutti sotto gli occhi, ma presto porterà alla scomparsa anche di tutti i quotidiani di carta. L'operazione difficile è dare una scadenza ma realisticamente si può stimare entro 10 anni.

Questo però non implica minimamente la scomparsa delle testate storiche. Un giornale radicato localmente come "La Provincia", per esempio, continuerà sicuramente ad esistere. Semplicemente, non sarà più in formato cartaceo ma digitale (terreno dove ha però concorrenti temibili che non ha mai avuto a livello cartaceo: Cremonaoggi a mio parere ha più presa sulle giovani generazioni). Non è un caso che con Bencivenga si sia notata più "spinta" sull'edizione on line del giornale rispetto al passato.

Alla luce di tutto ciò, un cambio di direzione non è sicuramente da imputare al calo delle vendite cartacee che non dipende dalla qualità di chi scrive sul giornale ma dal superamento del supporto cartaceo sul piano tecnologico. I direttori di giornale però si avvicendano spesso, anche perché nel mestiere di giornalista servono sempre stimoli nuovi.

Vedremo se "radiomercato" dei giornali "ci prende" o se Bencivenga resterà al suo posto.

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