Cronaca

Ordine del giorno del consiglio comunale: centro civico di San Felice, anziani, fondi regionali per i disabili

COMUNICATO STAMPA

Ordine di trattazione del Consiglio comunale dell’8 febbraio 2024 - ore 14:30

Interrogazione del 22 gennaio 2024 dei consiglieri comunali del gruppo consiliare Fratelli d'Italia (primo firmatario Pietro Burgazzi) sul Centro civico di S. Felice.

Da ormai tre anni circa, il centro civico di S. Felice è un cantiere aperto senza la possibilità di vederlo finito. Teniamo a precisare l'utilità sociale che aveva come centro di aggregazione e di svago per i locali residenti e non solo. Era dotato di una palestra, di un centro medico, di una sala dove si svolgevano incontri ed altre attività socioculturali.

Gli stessi residenti si chiedono il perché non si riesca a vedere una fine lavori che possa restituire alla frazione un centro che per loro era fondamentale.

L'avvicendarsi di numerose imprese che si sono rese responsabili di numerosi fallimenti, non dovrebbe pesare sulle aspettative dei cittadini, ma l'Amministrazione dovrebbe, responsabilmente trovare una soluzione tale da mettere fine a questo susseguirsi di abbandoni o fallimenti in corso d'opera.

Già la frazione S. Felice non gode di servizi di prim'ordine, come ad esempio edicola, farmacia inoltre si vede privata dell'unica struttura che dava un po’ di vitalità ai residenti.

Giusto evidenziare l'esecuzione dei lavori del polo scolastico che sono di interesse primario. Ma stona il fatto di avere una scuola con una struttura retrostante, la stessa in condizioni di stato d'abbandono, tanto che, tra erbacce, resti di cantiere, tubi vari, mezze impalcature, hanno creato un rischio ambientale con la presenza di topi e nutrie, che spesso i residenti se li ritrovano nei giardini confinanti la struttura.

Chiediamo pertanto di conoscere una possibile data di fine o, meglio, di ripresa lavori, una maggior attenzione anche alle periferie in quanto nel progetto Fare bella la città venga inserita anche S. Felice.

 

Commissioni consiliari permanenti e Commissione di Vigilanza. Modifica della deliberazione consiliare n. 57 del 14 novembre 2022 riguardante la loro composizione.

Modifica del Regolamento Speciale del Corpo di Polizia Locale del Comune di Cremona.

Approvazione dell'aggiornamento del Piano di Protezione Civile del Comune di Cremona.

Approvazione degli atti fondamentali dell'Azienda Speciale Comunale per i Servizi alla Persona “Cremona Solidale” per l'anno 2024 e del Contratto di servizio per il triennio 2024 - 2026.

Comunicazione del Presidente del Consiglio Comunale, ai sensi dell'art. 15, comma 5°, del vigente regolamento del Consiglio comunale, dell'avvenuta variazione dei gruppi consiliari Fratelli d'Italia, del Gruppo Partito Democratico e del Gruppo Misto.

Comunicazione, ai sensi dell'art. 22, comma 4°, del Regolamento di contabilità, della deliberazione di Giunta comunale n. 6 del 17 gennaio 2024 avente oggetto “Prelievo dal Fondo di Riserva di cassa”.

Mozione presentata il 19 gennaio 2024 dalla consigliera comunale del Gruppo consiliare Partito Democratico Fabiola Barcellari sulla Revisione dgr 1669 “Programma operativo regionale a favore di persone con gravissima disabilità e in condizione di non autosufficienza e grave disabilità di cui al Fondo per le non autosufficienze triennio 2022-2024. FNA 2023 - esercizio 2024”.

Premesso che:

il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza (PNNA) 2022-2024, adottato con DPCM del 3 ottobre 2022, nello stanziare oltre 2,6 miliardi di euro da ripartire alle Regioni, prevede che, in sede di programmazione, ogni Regione debba, partendo dalla propria realtà territoriale, individuare la quota percentuale di risorse da destinare alla realizzazione dei servizi socio sanitari erogati in forma diretta dai Comuni, così da garantire la graduale attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps);

in particolare, il PNNA stabilisce che la predetta quota debba essere implementata del 10% per ogni servizio per il 2023 e del 20% per il 2024;

peraltro, lo stesso PNNA chiarisce che, nelle more del perfezionamento del Piano triennale per la non autosufficienza e dei conseguenti trasferimenti delle risorse finanziarie del FNA, "le regioni interessate potranno continuare a garantire con risorse proprie gli interventi anche di natura monetaria, alle persone con gravissima disabilità in considerazione delle previsioni di cui all'art.1, co.168 della legge 234/2021. Ciò, al fine di scongiurare l'eventualità di una interruzione nella erogazione delle prestazioni nei confronti di beneficiari in situazione di fragilità e bisogno";

per provvedere alle esigenze dei differenti territori, dunque, le Regioni possono stanziare ulteriori risorse e gli attuali stanziamenti a bilancio di Regione Lombardia (€. 14.000.000,00 di risorse autonome e €. 13.000.000,00 di fondo sanitario regionale, ai quali vanno aggiunti €. 3,5 milioni previsti da un ordine del giorno al bilancio di previsione 2024-2026) non sono sufficienti per coprire i fabbisogni delle persone con disabilità;

Regione Lombardia, rappresentando l'intento di recepire le direttive nazionali sopra richiamate, con delibera 1669 dello scorso 28 dicembre, ha disposto una riduzione dei sussidi monetari a favore alle persone con disabilità gravissima e grave (misure B1 e B2), con la finalità dichiarata di destinare tali risorse all'implementazione di interventi sociali integrativi da riorganizzare in sinergia con Comuni, ATS/ASST, Terzo settore e associazioni;

 

Atteso che:

le misure B1 e B2, con il loro contributo mensile, consentono alle persone con disabilità di sostenere i costi relativi all'assistenza personale fornite dai caregiver, nonché quelli per le terapie riabilitative e il personale di supporto ai caregiver familiari; i tagli disposti dalla delibera 1669 determinano una riduzione del sussidio di una percentuale compresa, a seconda dei casi, tra il 22 e il 47%;

la rimodulazione dei contributi si traduce in un taglio pari a 250 euro/mese per le persone con gravissima disabilità (da 750 a 400 euro), 200 euro/mese per le persone con disabilità in condizioni di dipendenza vitale (da 900 a 700 euro) e 350 euro/mese per i ragazzi con disabilità che frequentano la scuola e per le persone con gravi disturbi dello spettro autistico (da 750 a 400 euro);

Considerato che:

le disposizioni previste dal provvedimento regionale entreranno in vigore dal 1° giugno 2024, data in cui la riduzione del contributo mensile corrisposto alle famiglie con disabili gravi e gravissimi dovrebbe essere compensata dalla esigibilità di Leps che tuttavia sono ancora in fase di definizione;

nella nostra Regione l'assistenza domiciliare e l'assistenza scolastica risentono da tempo di una drammatica carenza di educatori, infermieri, logopedisti e altri profili qualificati e per le famiglie lombarde è spesso difficile riuscire a beneficiare delle prestazioni di assistenza diretta;

Ricordato che:

l'offerta degli interventi sociali integrativi dovrà essere garantita dai Comuni, chiamati entro cinque mesi a riorganizzare il sistema di welfare, implementando l'erogazione dei servizi in favore delle persone con disabilità, quando lo stesso Fondo Sociale Regionale - le cui risorse consentono ai Comuni di attivare servizi e interventi a favore delle fragilità - vede da anni un progressivo decremento e gli stessi fondi previsti per le assunzioni di personale con professionalità sociale non risultano sufficienti alla copertura del bisogno;

Rilevato che:

il DPCM del 3 ottobre 2022 sopracitato, richiede che, nell'adottare il Piano regionale per la non autosufficienza, ciascuna Regione favorisca la consultazione delle parti sociali e degli enti del Terzo Settore territorialmente rappresentativi in materia di non autosufficienza, e comunque coinvolga le organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità e delle persone anziane non autosufficienti;

ciononostante, dall'adozione del Piano Nazionale per la Non Autosufficienza (DPCM 3 ottobre 2022), non risultano tavoli di lavoro che hanno visto le Direzioni Generali, Ats, Asst, Ambiti territoriali/Comuni, Terzo Settore e Associazioni impegnati nella progettazione e programmazione di un sistema di servizi capace di garantire, nei tempi previsti dai provvedimenti in oggetto, adeguato sostegno alle persone con disabilità e non autosufficienza;

si stima che saranno migliaia i cittadini lombardi che subiranno le conseguenze dei tagli ai sussidi - le persone con disabilità assistite dai loro caregiver familiari - soggetti che già oggi ricevono risorse non sufficienti a coprire l'assistenza necessaria;

 

Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta comunale

a farsi promotore presso il Presidente della Regione Lombardia e l'Assessora alla Disabilità affinché:

  1. si avviino le opportune interlocuzioni con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali così da pervenire ad una proroga dei tempi di attuazione di quanto previsto dal Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2022-2024 e consentire ai Comuni/Ambiti territoriali una graduale programmazione delle prestazioni assistenziali in vista della piena attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps);
  2. sia rivisto quanto disposto dalla delibera della Giunta Regionale 1669 dello scorso 28 dicembre, provvedendo, nella fase di transizione che porterà alla piena attuazione dei Leps di cui al PNNA, al ripristino dei sussidi nel loro valore precedente al taglio previsto dalla DGR 1669/2023 così da non lasciare le migliaia di famiglie che già vivono una condizione di gravissima fragilità ancora più sole;
  3. sia previsto nel bilancio regionale un incremento delle risorse dedicate al Fondo Sociale Regionale a supporto dei servizi promossi dai Comuni e dagli Ambiti Territoriali così da garantire l'implementazione e la capillarità degli interventi integrativi sociali - sia da parte dei Comuni che da parte del Terzo Settore - che oggi, nella loro carenza, non consentono alle famiglie lombarde di beneficiare delle prestazioni dovute alle persone con disabilità e non autosufficienza.

 

Mozione presentata il 1° febbraio 2024 dal consigliere comunale del Gruppo consiliare Forza Italia Saverio Simi con oggetto per l’istituzione del Garante comunale per la tutela delle persone anziane.

Premesso che:

le politiche pubbliche non posso prescindere dalle persone anziane, e anzi devono prevedere strumenti adeguati alla realizzazione degli obiettivi di tutela anche di tale fascia di età, caratterizzata in parte da fragilità ma in parte invece consistente in cittadini attivi, desiderosi di partecipare alla vita della società e ancora disponibili a offrire il proprio contributo di esperienza per la realizzazione del bene comune.

Considerato che:

il Comune di Cremona vuole garantire e vigilare sulla piena attuazione dei diritti e degli interessi individuali e collettivi delle persone anziane, in conformità a quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica, agli articoli 21 e 25 della Carte dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) firmata a Roma il 4 novembre 1950 e resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848, legislazione regionale, nazionale ed internazionale.

 

Il Consiglio comunale istituisce il Garante per i diritti delle persone anziane, figura così regolamentata:

1) Il Garante nell'esercizio delle proprie funzioni non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale e svolge la propria attività nel rispetto del principio di uguaglianza, con imparzialità, autonomia e indipendenza di giudizio e di valutazione;

2) Il Garante opera a favore delle persone di età superiore ai 65 anni di età residenti nel territorio comunale;

3) Il Garante svolge le seguenti funzioni:

  1. a) promuove l’attuazione degli articoli 21 e 25 della La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e degli altri strumenti internazionali in materia di promozione e di tutela dei diritti delle persone anziane;
  2. b) promuove e monitora la diffusione e l’effettività degli indici dei diritti delle persone anziane:

parità di accesso ai servizi di assistenza e ai sostegni;

scelta, capacità giuridica e decisionale;

assenza di abusi e maltrattamenti;

vita, libertà e libertà di movimento;

privacy e vita familiare;

partecipazione ed inclusione sociale;

libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e credenze, cultura e religione;

livello di salute;

adeguati standard di vita;

reclami e risarcimenti;

  1. c) assicura forme idonee di consultazione con le associazioni del terzo settore e con tutte le realtà economiche no profit e profit che si occupano di assistenza ed inclusione;
  2. d) propone l’adozione di iniziative per assicurare la piena promozione e tutela dei diritti delle persone anziane nonché propone e sostiene forme di partecipazione degli anziani alla vita delle comunità locali;
  3. e) promuove politiche di invecchiamento attivo anche attraverso la promozione di approcci più positivi per i lavoratori anziani protagonisti anche nella trasmissione di saperi verso le nuove generazioni, riconoscendone il valore di patrimonio per la società, di memoria culturale e di risorsa umana attiva;
  4. f) interviene nei confronti delle strutture comunali in caso di accertate omissioni o inosservanze rispetto a loro competenze che compromettono l’erogazione delle prestazioni di cui alla lettera b);
  5. g) attua misure di sostegno, di ascolto e di tutoraggio degli anziani;
  6. h) denuncia i fatti configurabili come reati perseguibili d’ufficio, dei quali viene a conoscenza nell’esercizio o a causa delle funzioni;
  7. i) segnala agli organi comunali eventuali fattori di rischio o di danno per gli anziani, dei quali viene a conoscenza in qualsiasi forma, anche su indicazione dei soggetti interessati o di associazioni o di organizzazioni non governative che svolgono una attività inerente a quanto segnalato;
  8. l) può esprimere pareri non vincolanti su regolamenti riguardanti gli anziani;
  9. m) attiva progetti specifici di studio, promozione, comunicazione e formazione sui diritti degli anziani, in proprio o in collaborazione con altri soggetti istituzionali, privati o del terzo settore.

      

4) Il Garante per i diritti delle persone anziane svolge la sua attività a titolo gratuito.

 

 

 

La Quinta T è una iniziativa editoriale di
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