Cronaca

"Codice Rosso" al Filo: folla per il convegno voluto da Santo Canale per combattere la violenza di genere

COMUNICATO STAMPA

#CODICE ROSSO, convegno sulla violenza di genere al Teatro Filo rivolto alle scuole superiori di Cremona. Canale: “Soddisfatto, mi interessa parlare di sicurezza in relazione ai fenomeni più diffusi nella società di oggi.”

Si è svolto questa mattina al Teatro Filodrammatici il convegno sulla violenza di genere voluto da Santo Canale, agente di polizia locale presso il comando di Bergamo e presidente della commissione consiliare sicurezza in Comune a Cremona, ma oggi semplicemente nelle vesti di delegato del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale che ha reso possibile la realizzazione di questo incontro.

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Un’iniziativa che ha goduto del patrocinio del Comune di Cremona, della Provincia di Cremona e di Regione Lombardia, oltre che della sinergica collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale.  Accanto a Canale, le giornaliste Francesca Morandi del quotidiano La Provincia e Nicoletta Tosato dell’emittente Cremona1.

“Ho deciso di organizzare questi incontri per parlare dei fenomeni più diffusi nella società moderna. Di conseguenza era impossibile non parlare di violenza di genere, in particolare, dei maltrattamenti sulle donne. I dati sono allarmanti, secondo Treccani femminicidio è stata la parola dell’anno 2023 e anche i dati del Ministero dell’Interno non lasciano ben sperare: 118 vittime di femminicidio nel 2023, delle quali 96 in ambito domestico o affettivo. C’è però una tendenza da monitorare, quella relativa ai numeri delle denunce che sono in costante aumento e questo può indicare un effettivo aumento dei casi di violenza ma anche la presa di coscienza delle vittime che finalmente escono allo scoperto e denunciano.” spiega Canale.

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“E’ anche questo il motivo per cui ho organizzato questo convegno. Sul nostro territorio abbiamo una rete di professionisti, forze di polizia, centri antiviolenza e servizi socio-sanitari che in modo eccellente supportano le donne nel loro percorso di “uscita dall’incubo”. Le donne devono fidarsi del sistema, devono sapere che non sono sole.” Continua Canale “Da componente delle forze dell’ordine dico anche: rivolgetevi a noi al primo campanello di allarme, solo così potremo salvarvi.”

E il messaggio è arrivato forte e chiaro agli studenti presenti in teatro, grazie ai relatori di prestigio che si sono interfacciati per l’intera mattinata con gli studenti dei licei e degli istituti scolastici di Cremona.

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Eccezionale la presenza di Monsignor Antonio Napolioni, che ha invitato la platea ad osservare un momento di silenzio in favore di tutte le vittime di violenza.

Ad aprire il convegno per parlare di come le forze dell’ordine si rapportano ai reati di codice rosso sono stati il vice Commissario della Polizia Locale di Cremona Sonia Bernardi, il vice Commissario Giuseppe Nicoletti della Polizia Locale di Bergamo, il Commissario Ester Esposito della divisione anticrimine della Polizia di Stato e il Ten Col. Massimiliano Girardi insieme al maresciallo Barbara Santapa dei Carabinieri di Cremona.

La mattina è proseguita grazie al contribuito della Dott.ssa Francesca Co, primaria del pronto soccorso di Cremona, di Elena Guerreschi, presidente dell’associazione AIDA onlus e di Silvia Ventura, responsabile del servizio sociale territoriale del Comune di Cremona. Con loro sono stati analizzati gli aspetti socio-assistenziali del fenomeno, dai percorsi dedicati alle vittime sino al reinserimento nel contesto lavorativo e sociale.

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Infine, grazie alla partecipazione del sostituto procuratore Chiara Treballi, si è parlato della tutela giuridica a favore delle vittime, con un particolare focus sui nuovi reati e sull’inasprimento delle misure introdotte dal codice rosso.

Notevole anche la partecipazione da remoto di Chiara Tramontano, sorella di Giulia, vittima di femminicidio al settimo mese di gravidanza e a soli 29 anni, per mano dell'allora suo compagno. La sua partecipazione, seppur discreta e dignitosa circa le vicende che hanno interessato la sua famiglia, ha reso ancor più reale un fenomeno sociale dilagante e purtroppo alla portata di tutti.

Non è mancato da parte di Canale un monito alle nuove generazioni presenti in sala: “Non si tratta delle donne, sono i maschi l’origine del problema e quindi sono loro che devono farsi promotori del cambiamento.”

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Novità assoluta la partecipazione attiva degli studenti che, grazie al lavoro in classe, hanno sottoposto ai relatori domande per tutta la durata del convegno. Con grande abilità si è cercato di trasporre il fenomeno del maltrattamento alla loro realtà quotidiana di adolescenti: dal controllo sui social, alle restrizioni sull’abbigliamento, alla possessività.

“So che questo pomeriggio il fenomeno non sarà sconfitto, ma da qualche parte bisognava pur cominciare. Ho ritenuto opportuno farlo dalla nostra rete e dai nostri ragazzi. Vi assicuro che non è poco.” Ha concluso così un soddisfatto Canale che non esclude la possibilità di successivi ed ulteriori appuntamenti.

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