Cronaca

DAL CONSIGLIO COMUNALE Caso teatro: Malvezzi attacca, Galimberti risponde, la signora Cauzzi sarà sentita

Uno dei temi più attesi delle discussioni previste nel consiglio comunale del 15 giugno era la questione Teatro Ponchielli e cambio della sovrintendente con la mancata conferma di Angela Cauzzi. Le opposizioni sono andate all'attacco e la maggioranza, nella persona del sindaco Galimberti, ha difeso la sua scelta. La questione però non si è conclusa: la signora Cauzzi sarà infatti sentita in Ufficio di presidenza, come potrete leggere alla fine, per andare più a fondo della questione (cerchiamo di riassumere in poche parole: la sovrintendente Cauzzi a fine anno non sarà confermata, scelta determinata dalla maggioranza, l'opposizione ha contestato sia la decisione, sia le osservazioni mosse dalla maggioranza alla gestione troppo squilibrata del bilancio, sia alla scelta di affidarsi a una società di selezione del personale per cercare il successore, il sindaco Galimberti ha difeso le sue decisioni nel consiglio portando dati e valutazioni, la minoranza si è detta comunque insoddisfatta, la signora Cauzzi sarà sentita in ufficio di presidenza ma non alla presenza del pubblico e in seduta più ampia come chiesto dalla minoranza). 

Ecco comunque il resoconto ufficiale:

Interrogazione presentata in data 8 giugno 2020 da consiglieri comunali vari (primo firmatario Carlo Malvezzi) riguardante la Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli: situazione economico-gestionale. Nomina nuovo sovrintendente.

Premesso che: In data 12 maggio 2020 il Consiglio di Amministrazione (CdA) della Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli ha deciso a maggioranza di non accogliere la proposta avanzata dalla sovrintendente Angela Cauzzi in scadenza al 31 dicembre 2020 che dava la disponibilità a proseguire l' incarico per un periodo secondo modalità da concordare considerata la situazione eccezionale inedita legata al contesto attuale;

in data 14 maggio 2020 Walter Montini si è dimesso da rappresentante dei 16 soci sostenitori della Fondazione in aperto contrasto con la citata decisione assunta dal CdA a fronte della quale ha dichiarato: “se passa l'idea che la politica culturale del Teatro ritorna al Comune, ridiventa cioè ‘una cosa loro’ sottovalutando o relegando in un angolo disatteso il ruolo dei soci fondatori e sostenitori, la cosa è destinata a prendere una piega pericolosa. Il mio dissenso, peraltro chiaramente espresso nelle sedi istituzionali competenti riguardava e riguarda nella sua essenza il metodo e lo stile messo in atto per raggiungere un obiettivo - la sostituzione della sovrintendente - insorto improvvisamente, per inspiegabili ragioni, dalla sera alla mattina immediatamente dopo la nomina dei due nuovi consiglieri del Teatro”;

in data 15 maggio 2020 Francesca Pagani (indicata dal Sindaco Galimberti) e Andrea Rurale (indicato dai Soci su proposta del Sindaco Galimberti), quali membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli hanno scritto una lettera ai Soci della stessa per rendere nota la loro personale posizione in merito alla decisione assunta dal CdA il 12 maggio 2020 di non rinnovare il ruolo di sovrintendente all’attuale incaricata Angela Cauzzi. Gli stessi hanno in particolare evidenziato come da anni esistano problematiche di bilancio che attribuiscono ad una gestione non oculata legata a pratiche non economiche e consone tali per cui la situazione economica del Ponchielli sarebbe compromessa a differenza di altri teatri che, a loro parere, grazie ad una migliore attenzione agli aspetti gestionali, avrebbero conseguito ricadute positive sui bilanci. Nella stessa missiva i due consiglieri, insediatisi a dicembre 2019, rivendicano il merito di aver contribuito in modo determinante a sanare il bilancio dello stesso anno che a settembre avrebbe registrato importanti perdite;

in data 16 maggio 2020 Anna Lazzarini, membro del CdA nominata dall'assemblea dei soci fondatori, con una nota pubblica dichiara di aver votato contro l'intero percorso per la sostituzione della sovrintendente Angela Cauzzi “per mancanza di momenti di confronto e condivisione nel merito delle strategie da mettere in atto e delle numerose decisioni da prendere in vista del cambiamento ancora da progettare, sia all'interno del CdA, sia con i soci”;

in data 29 maggio 2020 i soci privati hanno sottoscritto una nota indirizzata ai tre consiglieri da loro indicati all'interno del CDA (Rurale, Lazzarini e Marcotti), i cui contenuti sono stati pubblicati sui media locali, nella quale evidenziano in primis l'anomalia che tre persone elette dai soci (Lazzarini, Rurale e Marcotti) assumano posizioni così divergenti e sottolineano come: “Se oggi possiamo discutere del futuro del Teatro, è grazie a tutti coloro che in passato e ancora oggi, a partire dai consiglieri di Amministrazione, hanno saputo garantire un'elevata qualità della proposta culturale, unita ad una sana ed oculata gestione, come confermato dalle delibere del CdA e dei Revisori dei Conti”.

Considerato che: in base all'art. 20 dello Statuto della Fondazione spetta al Consiglio di Amministrazione: nominare il Sovrintendente e definire il suo compenso; predisporre, d'intesa con il sovrintendente, la proposta di· documento cli programn1azione delle attività culturali e artistiche della Fondazione, su base triennale, da sottoporre all'Assemblea dei Fondatori; predisporre la proposta di bilancio preventivo da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea dei Fondatori; predisporre la proposta di bilancio consuntivo e la relazione sulla gestione e sulle attività della Fondazione da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea dei Fondatori; amministrare il patrimonio della Fondazione, nel rispetto delle direttive dell'Assemblea dei Fondatori;

dal momento della sua prima elezione nel giugno 2014 il Sindaco Galimberti, come previsto dall'art. 11 dello Statuto, è Presidente del CdA della Fondazione e nel 2017 ha votato a favore del rinnovo, per un un triennio, dell'attuale sovrintendente Angela Cauzzi senza evidenziare problematiche legate alla gestione artistica e amministrativa ma, al contrario, apprezzandone il lavoro e le attività, al pari di tutti i membri del CdA e dei soci, come testimoniano i verbali delle adunanze dei due organi;

nella Commissione Cultura dell'aprile 2018, in occasione del rinnovo della Convezione tra il Comune cli Cremona e la Fondazione Teatro Ponchielli fino al 2033 a fronte di un contributo del Comune di 900.000,00 euro l'anno, il Sindaco Galimberti ha più volte “elogiato l'efficienza gestionale del teatro dichiarando, a fronte del significativo contributo, di essere il garante di una progettualità condivisa con la sovrintendente”.

Considerato altresì che: l'attuale CdA della Fondazione Ponchielli ha deciso, a maggioranza, di procedere all'individuazione di un nuovo sovrintendente all'interno della short list che una società di head hunting presenterà, selezionando i candidati che intenderanno manifestare il proprio interesse e disponibilità a fronte di alcuni criteri che hanno subito significative rettifiche rispetto a quelle inizialmente individuate dal CdA per iniziativa dei soci privati;

in diversi articoli apparsi su quotidiano locali viene dato per certo il nome di Andrea Cigni come successore dell'attuale sovrintendente. In particolare in uno di questi dal titolo “La politica silura Angela Cauzzi” veniva scritto “Da tempo si sa che la politica ha scelto il suo successore (il regista Andrea Cigni) ma per ora l'indicazione è stata mascherata con la decisione di affidare a una società di consulenza (i cosiddetti cacciatori di teste) la scelta di personalità m grado di occupare il posto di sovrintendente con l'inizio del nuovo anno”.

Tutto ciò premesso e considerato, nella convinzione che il Teatro Ponchielli sia un'istituzione di tutta la città e come tale debba essere rispettata e non soggetta a forzature e azioni personalistiche che possano compromettere il corretto equilibrio tra il socio pubblico e i soci privati fino a pregiudicarne il futuro, si interroga il Sindaco

  1. Il Sindaco è stato preventivamente informato dell'invio ai soci della Fondazione della citata lettera del 15 maggio 2020 sottoscritta da Francesca Pagani (designata dal Sindaco con atto di nomina del Comune nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione) e Andrea Pagani (designato dall’Assemblea dei soci su proposta del Sindaco)? Il Sindaco ne condivide in toto il contenuto?

  2. Il Sindaco, fin dal suo insediamento come Presidente del CdA della Fondazione Ponchielli ha mai riscontrato problematiche legate al bilancio e alla gestione economica della Fondazione? Vi sono verbali delle adunanze dai quali risultino eventualmente stuoi interventi in tal senso?

  3. Il Sindaco ha mai espresso nel CdA della Fondazione Teatro Ponchielli un voto non favorevole rispetto alle proposte di bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all'Assemblea dei soci?

  4. Su quali presupposti il Sindaco ha votato nel CdA a favore dell’ultimo rinnovo dell’incarico di sovrintendente ad Angela Cauzzi?

  5. Corrispondono al vero le notizie riportate in premessa in base alle quali il regista Andrea Cigni sarebbe il successore di Angela Cauzzi? Come mai si sarebbe diffusa questa voce tanto da essere riportata a livello giornalistico come il vero motivo del mancato rinnovo dell'incarico all'attuale sovrintendente?

All’interrogazione ha risposto il Sindaco Gianluca Galimberti: Ringrazio molto i consiglieri di minoranza per questa interrogazione che dà l’opportunità di parlare di una bene così prezioso e strategico per la città. Negli anni 2014-2019, come Amministrazione abbiamo sostenuto con forza la vita del Teatro nei seguenti modi:

1.Innanzitutto abbiamo contribuito alla costruzione di un progetto culturale alto, progetto di rilancio del Teatro all’interno del cammino che la città ha intrapreso. Con tre idee portanti:

 l’interazione tra istituzioni culturali, innanzitutto tra le due Fondazioni (Museo del Violino e Teatro Ponchielli), all’interno della progettualità del Distretto della liuteria, come recepito anche nelle linee programmatiche del DUP approvato da questo Consiglio Comunale;

 un’attività di promozione internazionale anche nei circuiti del turismo;

 un’attenzione a proposte aperte alla città, a giovani e a giovani artisti in particolare.

Alla luce di questo progetto, che si è andato consolidando negli anni, abbiamo cercato finanziamenti ottenendone di significativi. In particolare sottolineo nel 2017 le celebrazioni Monteverdiane, con i 500mila euro ottenuti, e l’ultimo progetto extra bando di Fondazione Cariplo, denominato ‘Cremona Barocca’, i cui effetti positivi sono stati sul 2019 e saranno sul 2021, per un finanziamento complessivo di ben 400mila euro di cui 270mila euro destinati proprio al Teatro. Ma sono solo due dei progetti messi in campo.

2. Sempre in virtù del progetto sul Teatro, abbiamo continuato a dare un contributo di soldi pubblici in parte corrente e originato da risorse proprie dal bilancio del Comune*, mediamente 947mila euro l’anno dal 2015 al 2019 (rispetto alla media di 780mila euro dal 2010 al 2014). Questo aiuto fortissimo e costante al Teatro è giustificato proprio dai progetti realizzati e dal considerare il Teatro stesso un asset strategico per lo sviluppo della città.

3.Abbiamo anche lavorato con costanza per aprire altre possibilità di finanziamenti.

 Nel 2014 ottenemmo, noi come capofila, l’estensione dell’Art bonus anche alle attività dei Teatri di tradizione, opportunità a dire il vero poi non utilizzata come avremmo forse potuto.

 Nel 2018 abbiamo realizzato un cambiamento del regolamento in modo da aumentare i soci che potessero dare un contributo (diversificando le tipologie di soci così da facilitare l’adesione anche da parte di soggetti disposti a versare somme inferiori a quelle precedentemente stabilite, ma comunque importantissime).

4. Abbiamo sempre richiamato ad una gestione la più attenta possibile. Su questo punto poi tornerò.

Tutto questo impegno, in sinergia con la Sovrintendente e con lo staff del Teatro, era volto anche e in particolare ad affrontare le evidenti difficoltà di bilancio con l’idea che solo un rilancio rappresentasse e rappresenti l’unica arma possibile per uscire dalle fatiche economiche. D’altra parte le difficoltà di bilancio del Teatro hanno storia antica, come sappiamo e come certo sapete anche voi perché riguarda anche gli anni della gestione amministrativa di centrodestra in Comune.

Ecco quindi i risultati di bilancio degli ultimi 10 anni: dal 2011 ad oggi il bilancio è stato in positivo solo nel 2015 e nel 2019. Si tratta di dati sicuramente indicativi e interessanti. Se poi consideriamo che nel 2017 gli investimenti significativi per le celebrazioni monteverdiane potevano giustificare anche un bilancio con un segno meno, direi che complessivamente i 5 anni precedenti hanno evidenziato risultati accettabili.

Però non basta. Occorre analizzare meglio la situazione. Non furono sufficienti il bilancio positivo del 2015 e anche il profondo impegno prima descritto e neppure la bontà degli incassi, che comunque il Teatro otteneva, per risolvere la questione di fondo: un bilancio con problemi strutturali, che determinavano e determinano un’ormai antica e problematica necessità di ‘erodere’ il patrimonio del Teatro stesso, come sempre messo in evidenza nelle relazioni associate ai bilanci in tutti i CdA e le assemblee. Se guardiamo alla storia della riduzione del patrimonio negli ultimi anni si evince che gli anni più difficili furono innanzitutto il 2013 con una diminuzione del patrimonio pari a 271mla in un solo anno e il 2017 con una diminuzione pari a 128mila euro.* I richiami continui ad una gestione attenta hanno trovato risposta nel lavoro di lunga esperienza della Sovrintendente e dello staff, ma tale risposta, così come il reperimento di contributi straordinari e il mantenimento degli ingenti contributi annuali da parte del Comune nella misura che vi ho inizialmente descritto, non è stata evidentemente sufficiente.

[* Nel 2013 l’Assemblea dei Fondatori ha approvato un bilancio con un disavanzo previsto di 479.337 euro, che poi si è ridotto a 271.219 euro; nel 2014 bilancio approvato con un disavanzo previsto di 249.773 euro, poi ridotto a 64.476 euro. Poi c’è il 2015 con un disavanzo previsto in sede di approvazione di 195.760, anno poi chiuso in pareggio, dal 2016 in poi tutti i bilanci preventivi sono stati approvati in pareggio.]

E stando sempre nel merito delle cose arriviamo a oggi. Dopo le elezioni del 2019, ovvero ormai a metà anno, abbiamo ripreso in mano la situazione e il bilancio a finire del 2019 appariva con un possibile deficit troppo alto (circa 250mila euro), tanto da obbligare ad un intervento ancora più forte di quanto non fosse stato fino ad allora, anche sulla gestione. Nel settembre 2019 abbiamo fatto scelte importanti (ad esempio individuando un aiuto per la ricerca di fondi ulteriori), ma non si sono rivelate sufficienti. Inoltre, la prospettiva possibile di entrate in crescita derivanti dai biglietti, non ben prospettata nel momento delle varie analisi del bilancio, non era neppure questa sufficiente a risolvere la situazione. Non potevamo permetterci di arrivare ad erodere ulteriormente e magari in modo definitivo il fondo di dotazione, pena scelte durissime e drastiche anche rispetto agli impegni possibili del Comune nel sostegno al Teatro stesso. Quindi, anche forti di tutto il lavoro fatto negli anni precedenti, lavoro così intenso in virtù del quale abbiamo sempre approvato i bilanci costruiti, abbiamo lavorato ancora per risolvere le questioni del bilancio 2019. Con il CdA, con la Sovrintendente e lo staff l’impegno è stato massimo su questa partita in particolare.

Se mi chiedete se questo tratto di strada è stato semplice, soprattutto da ottobre in poi, la riposta è decisamente no. Ci sono state anche forti tensioni, è vero, perché quando occorre affrontare una situazione complessa come quella descritta ci possono essere anche scontri. Come in ogni CdA che si rispetti e che lavori davvero concretamente, si può e si deve discutere e a volte anche duramente, con posizioni che sono state anche non convergenti. Ma se un CdA funziona davvero non teme confronti anche schietti e forti, purché finalizzati ad ottenere risultati. In ogni caso, lo so, le posizioni erano e sono frutto, da parte di tutti, di una passione gratuita e volta al bene del Teatro. E questo va riconosciuto ad ogni membro del CdA, anche nelle differenti posizioni. Io per mio conto ho sempre vigilato affinché queste dinamiche, legittime e volte a risolvere una situazione complessa, rimanessero all’interno, perché non divenissero polemica sterile. Dentro a questo contesto, il lavoro sul bilancio è stato fruttuoso e ha portato a nuovi risparmi significativi derivanti da una puntuale analisi sulla gestione, che ci auguriamo restino come una buona prassi anche per il futuro. Ed anche grazie a questi risultati, il bilancio 2019 è sostanzialmente in pari con un segno positivo di 3mila euro e il patrimonio non è toccato. Io ringrazio ancora tutti quelli che si sono impegnati per questo, la Sovrintendente, lo staff, il CdA tutto, perché so della fatica di tutti loro.

La preoccupazione enorme nel 2019 non era solo per la chiusura del bilancio 2019, ma anche per il bilancio 2020. Ora però la costruzione di questo budget cade in un periodo eccezionale e contiamo sul fatto che, proprio in questa situazione, sia possibile comunque chiudere il bilancio preventivo in modo adeguato, dentro un anno che potrei definire sabbatico. Proprio martedì scorso il CdA ha licenziato un bilancio preventivo che sarà portato in assemblea a breve.

Riassumo quindi la situazione: dal 2015 al 2019, 2 bilanci su 5 anni di gestione nostra sono risultati positivi, con difficoltà, fatiche e anche scontri. Ma il tema del bilancio del Teatro e della sua sostenibilità resta, comunque. E resta quindi fortissima la sfida del progetto di Teatro, perché solo con un suo rilancio questo tema potrà essere ulteriormente affrontato in modo da renderlo più strutturalmente stabile.

Fino ad ora ho parlato di progetti e di bilanci, perché questo è stato l’oggetto principe fino a dicembre dello scorso anno. Ma già in quel periodo nei dialoghi con i soci emergeva anche un altro tema, quello della scadenza al 31.12. 2020 del contratto dell’attuale Sovrintendente, da circa 35 anni alla guida del Teatro e già in regime di pensione.

Lasciatemi dire subito una cosa. Il grazie alla Sovrintendente Angela Cauzzi è grande, sentito e condiviso da moltissimi. Per tutto quello che ha fatto in città, nella storia della cultura cittadina, territoriale e in tutto il panorama nazionale. Io certamente la ringrazio moltissimo. Questo non impedisce a me come Sindaco e Presidente e ai soci di pensare anche che sia corretto immaginare un eventuale cambiamento, che pensarlo sia cosa legittima e altresì auspicare che possa avvenire senza traumi, per cogliere ciò che di buono c’è stato e guardare al futuro con nuovo slancio. Questo non impedisce a me e a tutti i soci anche di pensare a persone di valore come possibili sostituti, come ad esempio Andrea Cigni che citato nell’interrogazione, professionista di grandi capacità e di indiscussa fama nazionale e internazionale.

La questione però, vedete, per me e per noi non è quella del nome, e mi dispiace che, soprattutto sui giornali, il dibattito si sia ridotto spesso a questo. La questione per me e per noi resta sempre quella del progetto di Teatro e della necessità urgente di energia per affrontare sfide nuove, soprattutto ora; per integrare percorsi in città, perché la nostra città è davvero unica al mondo se sa fare squadra anche tra le istituzioni culturali; per tessere relazioni internazionali forti, che sappiano attrarre fondi e anche intercettare insieme prospettive turistiche.

E che non sia questione innanzitutto di un nome, ma di progetto e quindi di persone che lo sanno portare avanti, è dimostrato anche dal fatto che, per la prima volta in città, in questo ambito, ho condiviso con la Giunta, il CdA e i soci dell’Assemblea la volontà di aprire una raccolta di curriculum. Cosa sempre possibile, anche nel passato, e pure auspicabile. Ma mai realizzata. Ora per me e fin da subito punto imprescindibile del percorso: una raccolta pubblica di curriculum! Anche in questo caso è stato un lungo cammino, fatto da tantissimi incontri e fatto anche di molto ascolto.

Un ascolto che ha portato alla definizione delle modalità, anche queste inedite per Cremona. Su proposta in particolare dei soci privati, che ringrazio perché è stata loro l’idea, il CdA ha deciso di rivolgersi ad un head hunter, un cacciatore di teste. Per far cogliere la portata della decisione, in Italia dei 26 Teatri di tradizione solo 2 hanno usato un bando per la scelta. Noi abbiamo fatto molto di più. Abbiamo fatto come la Scala di Milano. Solo la Scala infatti, che come noto non è Teatro di tradizione, ma una Fondazione lirico sinfonica, ha adottato il metodo dell’affidarsi ad un cacciatore di teste. Anzi noi abbiamo scelto proprio la società scelta dalla Scala. Abbiamo deciso di affidarci ad un soggetto terzo che produrrà una lista breve di profili e all’interno di quella il CdA sceglierà. Perché chiunque sarà in quella lista vorrà dire che è all’altezza dell’incarico qui a Cremona, nel nostro bellissimo Teatro. Vado fiero di questa scelta che colloca il nostro Teatro all’avanguardia dei Teatri di tradizione in Italia e ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato a farla.

Riguardo alle lettere di cui mi domandate, so e sapete che sono state diverse le missive, una dei consiglieri Rurale e Pagani, una della consigliera Lazzarini, una dei soci privati e una ancora della Sovrintendente. Alcune a me annunciate, altre no. E di segno non univoco. Non so se l’intenzione fosse o meno quella di renderle pubbliche, ma alla fine lo sono diventate. Forse è anche meglio così, perché anche in questo caso è emerso il difficile percorso, difficile certo, ma aperto e anche il travaglio appassionato di una scelta. E ancora una volta è emerso anche il fatto che molte energie si sono dedicate con intelligenza e passione alla soluzione di questa vicenda. Aggiungo che, come spero sia riconosciuto, ho profondo rispetto nei confronti dell’autonomia dei consiglieri di un consiglio di amministrazione e anche degli altri ruoli ad esso collegati e, pur all’interno di un corretto confronto, mai ho imposto nulla o provato ad imporre nulla rispetto alle legittime decisioni assunte. A parte il fatto che sarebbe stato impossibile farlo, perché si tratta di persone di grande valore che hanno testa autonoma e assai preparata. Ma in ogni caso non l’avrei mai fatto perché non è il mio stile.

Qualcuno della minoranza ha detto che ‘non si discute di poltrone, ma del futuro del teatro’. Mi sembra bellissima questa espressione ed è quella che ci ha guidato. Non i nomi. Servono quelli giusti certamente, ma non innanzitutto i nomi (neppure il mio o il vostro o quello di una Sovrintendente o di un altro). I nomi poi passano, dopo molti anni o dopo pochi, ma il nome del Teatro e della cultura restano. Il progetto è ciò che conta innanzitutto e che guida anche l’individuazione delle persone. E dire questo non significa negare il passato, anche quello grande e importante, costruito da persone che al Teatro hanno dedicato la vita come la nostra Sovrintendente. Vuol dire pensare, con responsabilità, al presente e al futuro, che richiederà energia e novità di approccio. Un futuro è fatto di grazie sinceri e profondi per ciò che è stato seminato e per chi l’ha seminato, è fatto anche di cambiamenti, è fatto anche di assunzione di responsabilità per ciò che poteva essere fatto meglio o prima o in modo diverso, ma soprattutto è fatto di desiderio di bene e di sviluppo per il Teatro e per la nostra città.

Dopo la risposta del Sindaco, il consigliere Carlo Malvezzi ha chiesto al Presidente del Consiglio Paolo Carletti una breve sospensione della seduta per potersi confrontare con i colleghi della minoranza.

Alla ripresa dei lavori il consigliere Carlo Malvezzi, dichiarandosi non soddisfatto della relazione fatta dal Sindaco, sentito il parere dei colleghi, ha dichiarato di volere trasformare l'interrogazione in un ordine del giorno da trattare subito.

Il testo, lasciando immutate le premesse, è stato così modificato nella parte finale: Preso atto della risposta del Sindaco nel Consiglio comunale del 15 giugno 2020 all’interrogazione presentata dai capigruppo di minoranza in data 9 giugno 2020 avente ad oggetto “Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli: situazione economico/gestionale – Nomina nuovo sovrintendente” Si impegna il Sindaco: 1) ad invitare la Sovrintendente Angela Cauzzi alla prossima seduta del Consiglio comunale per illustrare l’attività artistica ed economica degli ultimi anni alla luce dell’interlocuzione avvenuta nel Consiglio di Amministrazione; 2) ad esplicitare il “progetto” del Teatro di cui il Sindaco ha enunciato l’esistenza ma di cui il Consiglio non è mai stato informato.

Il Presidente del Consiglio, ammessa la trattazione dell'ordine del giorno, a questo punto ha sospeso di nuovo i lavori per consentire di trasmettere il nuovo testo ai tre consiglieri collegati da remoto. Alla ripresa della seduta si è aperto il dibattito che ha visto intervenire i consiglieri Giuseppe Arena (Lega – Lega Lombarda), Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona Energia Civile), Marcello Ventura (Fratelli d'Italia), Roberto Poli (Partito Democratico), che ha avanzato la proposta di sentire i componenti del CdA e la Sovrintendente in sede di Ufficio di Presidenza, Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona), Luca Nolli (Movimento 5 Stelle), Carlo Malvezzi (Forza Italia) e Federico Fasani (Forza Italia). Per la Giunta è quindi intervenuto l'Assessore Luca Burgazzi.

Terminato il dibattito, è stato posto in votazione l'ordine del giorno presentato dal consigliere Carlo Malvezzi che è stato respinto con 19 voti contrari, 12 contrari e un astenuto.

A seguire, il consigliere Roberto Poli (Partito Democratico) ha presentato il seguente ordine del giorno: Premesso che in data 15 giugno 2020 è stata lette a in Consiglio Comunale l'interrogazione sul Teatro Ponchielli, ascoltata la risposta del Sindaco, preso atto delle richieste di approfondimento della minoranza, si chiede di convocare in Ufficio di Presidenza il CdA e la Sovrintendente del Teatro Ponchielli. Il consigliere Carlo Malvezzi (Forza Italia) ha presentato questo emendamento al dispositivo finale dell'ordine del giorno: si chiede di convocare congiuntamente l'Ufficio di Presidenza e la Commissione Cultura, in presenza, e aperta al pubblico, per l'audizione della Sovrintendente Angela Cauzzi e dei componenti del prima della prossima convocazione del Consiglio Comunale del 29 giugno. Il consigliere Roberto Poli non ha accolto l'emendamento. Si è così passati alla votazione dell'ordine del giorno nella sua forma originale, approvato con 20 voti a favore, 11 astenuti e un voto contrario.

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