COMUNICATO STAMPA
Interrogazione presentata in data 9 febbraio 2026 dai consiglieri comunali del Gruppo consiliare Novità a Cremona (primo firmatario Alessandro Portesani) sui diffusi allagamenti e dissesto della rete stradale comunale a seguito delle precipitazioni del 4 e 5 febbraio 2026 – verifiche su manutenzione, sistemi di drenaggio, qualità degli interventi, programmazione e responsabilità amministrative.
Questa interrogazione intende sollecitare un chiarimento puntuale, documentato e verificabile sull’azione amministrativa posta in essere nel tempo, affinché la gestione della manutenzione urbana e della sicurezza stradale avvenga in modo coerente con i principi di buona amministrazione, prevenzione del rischio e tutela dei cittadini.
Premesso che:
nei giorni 4 e 5 febbraio 2026 la città di Cremona è stata interessata da precipitazioni piovose persistenti che hanno determinato diffusi allagamenti della sede stradale e dei marciapiedi, con strade e percorsi pedonali trasformati in veri e propri bacini d’acqua;
tali situazioni sono state ampiamente documentate da organi di informazione locale e da numerose segnalazioni dei cittadini, che hanno evidenziato la difficoltà dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche (caditoie e tombini) nel far defluire l’acqua piovana; la presenza di buche, avvallamenti e cedimenti del manto stradale;
in particolare, è stata disposta la chiusura di una corsia di marcia in via Zaist, arteria strategica della viabilità cittadina, a causa di un grave e avanzato stato di deterioramento della pavimentazione, con l’esplicita indicazione che non risultano più possibili ripristini localizzati;
ulteriori segnalazioni descrivono asfalti che si sgretolano sotto l’azione della pioggia, con la comparsa improvvisa di buche anche su strade oggetto di interventi negli ultimi anni.
Considerato che:
la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale comunale, dei marciapiedi e dei sistemi di drenaggio delle acque meteoriche rientra tra le responsabilità dirette dell’Amministrazione comunale di Cremona;
la ricorrenza di tali criticità, anche in occasione di precipitazioni non eccezionali, evidenzia un possibile scollamento tra la programmazione degli interventi, le attività effettivamente svolte e i risultati conseguiti;
il degrado della sede stradale e gli allagamenti incidono in modo diretto sulla sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti, oltre a esporre l’Ente a richieste risarcitorie e contenzioso.
Considerato inoltre che:
le criticità emerse nei giorni 4 e 5 febbraio 2026 non possono essere ricondotte a scelte contingenti o episodiche, ma si inseriscono in un quadro di progressivo deterioramento della rete stradale comunale;
le ultime tre Amministrazioni comunali che hanno governato la città di Cremona sono state espressione della medesima area politica di centrosinistra, con una sostanziale continuità di indirizzo nelle politiche di manutenzione urbana e nella gestione dei servizi;
tale continuità amministrativa rende necessario un chiarimento non limitato all’evento più recente, ma esteso all’efficacia complessiva delle scelte adottate nel medio-lungo periodo e ai risultati concreti prodotti nel tempo.
Tutto ciò premesso e considerato si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:
Programmazione e manutenzione della rete stradale
quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria siano stati effettuati negli ultimi tre anni sulle strade comunali interessate dagli allagamenti e dai dissesti verificatisi il 4 e 5 febbraio 2026;
se tali interventi abbiano incluso verifiche strutturali dei sottofondi e dei sistemi di drenaggio;
Sistemi di smaltimento delle acque meteoriche
con quale frequenza vengano effettuate la pulizia e la manutenzione di caditoie e tombini nel territorio comunale di Cremona;
se, prima dell’inizio della stagione autunno-invernale 2025–2026, siano stati effettuati controlli preventivi e con quali esiti;
Qualità degli asfalti e controlli sui lavori
quali controlli il Comune effettui sulla qualità dei materiali e delle lavorazioni negli interventi di asfaltatura e ripristino del manto stradale;
se siano stati riscontrati casi di degrado precoce o cedimenti su strade oggetto di interventi negli ultimi anni;
Caso via Zaist
quali siano le cause tecniche che hanno determinato la chiusura di una corsia di marcia in via Zaist;
per quali ragioni si sia giunti a una situazione in cui non risultano più possibili ripristini localizzati;
quali siano i tempi, le risorse e la soluzione tecnica previste per il ripristino definitivo della carreggiata;
Segnalazioni dei cittadini e sicurezza
quante segnalazioni di buche, allagamenti e dissesti siano pervenute al Comune di Cremona nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026;
se e quanti sinistri o richieste di risarcimento siano già stati segnalati a seguito degli eventi di febbraio 2026;
Continuità amministrativa e valutazione delle politiche adottate
se l’Amministrazione comunale ritenga che le politiche di manutenzione stradale e di gestione delle acque meteoriche adottate nel corso delle ultime tre giunte di centrosinistra abbiano garantito risultati adeguati in termini di prevenzione del dissesto e sicurezza urbana;
se, alla luce delle criticità emerse, l’Amministrazione intenda riconoscere limiti o fallimenti delle scelte operate nel tempo e quali elementi di discontinuità intenda introdurre rispetto al passato;
se esista una valutazione interna, anche sotto forma di report o indicatori, sull’evoluzione dello stato della rete stradale comunale negli ultimi anni e se tale documentazione possa essere resa disponibile al Consiglio;
Misure correttive e prevenzione
se l’Amministrazione intenda riconoscere l’esistenza di un problema strutturale di manutenzione della rete stradale comunale;
quali interventi concreti e strutturali intenda adottare per evitare il ripetersi di situazioni analoghe a quelle verificatesi nei giorni 4 e 5 febbraio 2026.
All’interrogazione ha risposto in prima battuta l’assessora Simona Pasquali
L’intensificazione delle precipitazioni dovute ai cambiamenti climatici ritengo siano notizia, purtroppo, nota a tutti. E nei giorni 4 e 5 febbraio la quantità di acqua piovuta nelle aree urbanizzate della città è stata decisamente superiore alla media dei periodi annuali precedenti. Ciò premesso è opportuno precisare che la competenza nella gestione delle infrastrutture adibite allo smaltimento delle acque meteoriche non vede solo il Comune di Cremona quale soggetto competente. Il sistema di raccolta e adeguato allontanamento delle acque di pioggia è complesso, prevede il coinvolgimento di soggetti diversi: Comune, gestore della rete fognaria, Consorzi di Bonifica, e altri soggetti, oltre l’utilizzo sistemi e infrastrutture interconnessi. In particolare, la pulizia delle caditoie è affidata, per tutto l’Ambito Ottimale della Provincia di Cremona, al gestore unico del servizio idrico integrato, nel nostro caso Padania Acque. Questo affidamento è normato dal Contratto di Servizio e sottoposto a regolazione tariffaria di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Per tutta la Provincia di Cremona il numero delle caditoie è stimato in circa 110.000, per il solo Comune di Cremona il numero delle caditoie è di circa 15.000. (15000x22 = 330.000 euro +IVA somma da spendere per una pulizia annuale). La quantità di caditoie non è precisamente definita (stimata) perché non esiste un rilievo puntuale essendo manufatti di corredo alle strade, piazze, piste ciclabili e percorsi pedonali non riconducibili alle infrastrutture fognarie (bianche o miste). Le caditoie, infatti, sono elementi stradali e la competenza della manutenzione straordinaria in caso di guasto o cedimento compete al proprietario della strada, piazza o sito in cui sono posizionate. Mentre la pulizia dell’interno (spurgo), come detto, compete a Padania Acque e la pulizia del verde o dei rifiuti che si accumulano vicino alle caditoie e che spesso ne ostruiscono l’ingresso compete a chi deve gestire lo spazzamento delle strade in questo caso Aprica S.p.A. gestore del servizio di igiene urbana per il Comune di Cremona (e a volte la cura del verde pubblico). Il gestore unico per poter realizzare le opere previste dal Piano d’ambito approvato dall’assemblea dei sindaci dell’ATO si avvale della tariffazione dell’acqua che è regolamentata sempre da ARERA. La tariffa però, ad oggi, non copre interamente questa nuova attività che non può essere svolta da alcun altro soggetto, per questioni di sicurezza delle stesse fognature e per motivi di carattere ambientale. Padania Acque ha pertanto pianificato la pulizia ordinaria con cadenza triennale e interviene sempre prontamente su segnalazione puntuale dei Comuni. L’intensificarsi di fenomeni atmosferici estremi in parte vanifica la programmazione degli interventi di pulizia e le zone più colpite sono spesso oggetto di ripetute pulizie durante l’anno. Padania Acque non interviene in caso di emergenza (disostruzione caditoie). Fondamentale è l’attività di pulizia delle strade che consente di mantenere l’ingresso delle caditoie il più pulite possibile anche se, nonostante la cadenza costante, basta una forte pioggia che causa caduta foglie e dilavamento del terreno per vanificare il lavoro e otturare le caditoie che talvolta non scaricano solo per chiusura momentanea superficiale e non per un intasamento. Inoltre, la struttura, i manufatti utilizzati e la vetustà dell’impianto di deflusso delle acque (dimensioni delle prese d’acqua, diametri dei tubi, ecc.) non sempre sono adeguati alla quantità di acqua da smaltire. In generale le infrastrutture fognarie (nere, miste o bianche che siano) non reggono più l’impatto dei fenomeni meteorici estremi che oltre alle intensità elevate si ripetono con frequenza sempre più ridotte. Per quanto riguarda gli allagamenti in zone storiche, come via Monviso, dopo la messa in funzione delle vasche di laminazione non si sono più verificati, in questo caso la pulizia della strada e della superficie delle caditoie viene pulita con cadenza mensile.
A seguire è stato il turno dell’assessore Luca Zanacchi
In merito agli interventi nel triennio 2023-25 sulla tangenziale, dove per via Zaist è stato effettuato un intervento di riasfaltatura nel 2023 a seguito di uno sversamento di sostanze sul manto stradale anche se non saprei se la parte interessata nel 2023 coincida con quella oggetto dell’interrogazione. Seguono dati indicativi sugli investimenti relativi alla tangenziale negli ultimi 3 anni ma a titolo esemplificativo: 2023 sulla tangenziale, con parte in via Zaist, sono stati investiti 205.019,47 euro; 2024 sulla tangenziale, non sulla via Zaist, sono stati investiti 720.738,16 euro; 2025 sulla tangenziale, con parte su via Zaist, stiamo investendo 622.351,06 euro. Non si sono verificati allagamenti, anzi, da quando abbiamo terminato i lavori su via Bergamo e su via Monviso abbiamo di fatto messo in sicurezza la tangenziale. Nei giorni interessati dagli eventi atmosferici ne abbiamo avuto prova. Quello che è successo su via Zaist è tutt’altro. Sì, le verifiche e le manutenzioni hanno interessato e incluso anche i sottofondi e i sistemi di drenaggio. La rispondenza del materiale alle specifiche di capitolato viene verificata mediante analisi del materiale steso a cura di laboratori specializzati, eseguite su campioni prelevati a tale scopo. Le operazioni di monitoraggio e controllo vengono gestite dai tecnici di AEM S.p.A. Storicamente si sono verificate situazioni in cui, a fronte di verifiche effettuate si sono riscontrate dei precoci ammaloramenti. In questi casi si rispetta il capitolato di gara e si applicano penali alle ditte e si obbliga le stesse a ritornare sui tratti per rifare le lavorazioni. Per quanto concerne via Zaist era già inserita nei fabbisogni del 2026. I tecnici diversamente dal credo di qualche politico locale, presidiano il territorio e conoscono la situazione delle strade cittadine. Il piano asfaltature è stato reso pubblico dopo il doveroso passaggio di condivisione con la Giunta. Via Zaist era già inserita nell’elenco delle strade e dei tratti viari che necessitavano di manutenzione straordinaria. Le piogge dei giorni precedenti all’intervento hanno di fatto obbligato il Comune e AEM ad intervenire anticipando l’apertura e l’inizio del piano asfaltature. Sul tratto oggetto di intervento si è verificato un parziale collasso del manto stradale a seguito delle infiltrazioni dell’acqua piovana nelle fessure a ragnatela presenti in alcuni punti. Queste infiltrazioni, sotto la pressione generata dal passaggio dei mezzi, soprattutto dei mezzi pesanti, ha comportato il distacco di porzioni di asfalto e di conseguenza il necessario intervento di AEM. Il tratto interessato dai distacchi di asfalto che ha causato buche e pericolo per gli automobilisti è stato chiuso il tempo necessario per operare l’intervento di manutenzione straordinaria che ha comportato la scarificazione fino a 14 cm con le seguenti lavorazioni: tappeto 4 cm + base 10 cm + guaina (14 cm). Proprio per la dinamica sopra rappresentata in gergo definita ragnatela, che genera il distacco di grosse porzioni di asfalto, lo stato di dissesto in cui versava la pavimentazione della corsia di marcia direzione Piacenza non consentiva la messa in sicurezza con la semplice chiusura buche. Si è giunti alla situazione per cui i semplici ripristini delle buche, con interventi a freddo non erano possibili proprio per la compromissione della portanza degli strati sottostanti alla pavimentazione in conglomerato bituminoso. La carreggiata è stata ripristinata in 48 ore circa con la relativa riapertura del traffico. Segnalo che durante la chiusura della corsia i disagi sono stati minimi con code molto limitate. L’Amministrazione ritiene che nel tempo le azioni messe in atto siano state adeguate. Adeguate anche rispetto alle risorse che nel tempo l’ente ha avuto in disponibilità proprio per interventi di natura ordinaria e straordinaria. Siamo consapevoli del fabbisogno sulla città e questo ogni anno alla strutturazione del piano asfaltature viene preso in esame. Il criterio guida era ed è quello di garantire la sicurezza per tutti gli utenti delle strade e si opera partendo dalle tratte viabilistiche più trafficate. Credo che parlare di fallimenti sia semplicemente fuori dalla realtà. Anche gli ultimi importanti investimenti, via Monviso, via Bergamo, largo Moreni, via Trebbia, via del Porto, sono la prova del fatto che la programmazione e l’attuazione di questi progetti miravano alla sicurezza dei cittadini. Obiettivi tutti centrati perché i sottopassi oggetto di intervento non si allagano più e le altre aree oggetto di intervento si stanno dimostrando rispondenti alle esigenze di sicurezza di tutti gli utenti delle strade. Questo nonostante la strumentalizzazione polemica della vostra parte politica smentita poi dai fatti e dalle esperienze di chi quotidianamente utilizza quelle strutture viabilistiche. Esiste una mappatura e classificazione di tutte le strade che necessitano di interventi manutentivi. La classificazione individua tre classi. AEM S.p.A. coordinandosi con l’Ufficio Mobilità si occupano della classificazione delle strade. È anche attraverso questa classificazione che si costruisce il piano asfaltature. L’Amministrazione riconosce che sul tema della manutenzione straordinaria delle strade esistono delle esigenze particolarmente ingenti e serve continuare ad investire risorse così come stiamo facendo in questo mandato e laddove possibile aumentare i budget proprio per destinare sempre più risorse, laddove possibile. Quello che si è verificato il 4 e 5 febbraio è una dinamica piuttosto comune generata dall’ammaloramento del manto stradale come spiegato in precedenza, piuttosto i tempi di reazione e la qualità dell’intervento dovrebbero rassicurare il Consiglio e la cittadinanza perché nel giro di poche ore è stato fatto un intervento importante con ridotti disagi alla popolazione. Servirà continuare a lavorare incrementando sempre più i livelli e gli standard qualitativi che comunque sono già alti nell’ottica di portare servizi sempre migliori alla cittadinanza.
Il consigliere Alessandro Portesani ha ringraziato e preso atto delle risposte ottenute.