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COMITATO AMICI  DEL  GRANDE  FIUME 

Comunicato – Nuovo avvistamento di una nutria albina nella golena del Po.

Nuovo eccezionale avvistamento in terra di Po. Dopo quello che si era verificato alcune settimane fa, nella golena del Grande fiume è stato di nuovo immortalato, da Paolo Panni, conosciuto anche come “Eremita del Po”, esperto di fiume ed appassionato fotonaturalista, un raro esemplare di  nutria albina, ovviamente riconoscibile per il suo manto bianco e gli occhi rosa o rossi. Ben distinguibile dalle altre che sono, come sempre, di colore scuro. L’albinismo è il risultato di una mutazione genetica che provoca l'assenza di pigmentazione. Nella nutria è particolarmente raro e rappresenta un'interessante curiosità sia per i biologi che per gli appassionati di fauna selvatica. Le nutrie albine mantengono le stesse abitudini comportamentali e alimentari delle loro controparti pigmentate. Vivono in ambienti semi-acquatici, lungo le rive di fiumi, laghi e zone umide, e si nutrono principalmente di piante acquatiche. Nonostante il loro aspetto distintivo, le nutrie albine affrontano sfide considerevoli in natura. L'assenza di pigmentazione le rende più visibili ai predatori e più sensibili alla luce solare diretta, aumentando il rischio di scottature e problemi alla vista. Questo, purtroppo, rende la loro sopravvivenza particolarmente difficile. Paolo Panni, Eremita del Po, ancora una volta non ha in alcun modo voluto rivelare dove abbia fotografato questo esemplare di nutria albina per un motivo molto semplice: “per evitare – spiega – che possa vivere libera e tranquilla e non sia disturbata dai curiosi. E’ inoltre nota a tutti – aggiunge – la mia totale avversione al mondo della caccia. Con chi pratica attività venatoria non intendo avere alcun genere di rapporto e nessun tipo di dialogo, per nessun motivo”. Infine Paolo Panni ha tenuto ad aggiungere che “le terre del Po, sull’una e sull’altra riva, in ogni tempo ed in ogni stagione, sono sempre in grado di regalare spettacolari sorprese date dal Creato. Per coglierle ed osservarle, in questa società chiassosa, bisogna essere capaci di stare in silenzio (cosa rara oggi), si deve saper osservare (cosa ben diversa dal guardare) e, soprattutto, si deve conoscere a fondo il fiume ed il suo ambiente, bisogna viverlo e viverci, senza improvvisarsi, anche quando se ne scrive e non bisogna parlarne a vanvera, cosa che accade spesso, anche da parte di personaggi in cerca di notorietà e di inutile visibilità, che in più occasioni hanno già dimostrato di non conoscere questi luoghi e questi ambienti”.