In consiglio comunale si è discusso dell'annoso problema dei botti e fuochi di artificio e delle loro conseguenze sulle animali. La mozione di Paola Tacchini dei 5 stelle dopo la revisione in commissione è stata approvata. Ecco il testo:
Mozione presentata in data 3 ottobre 2024 dalla Capogruppo del Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle – Cremona Cambia Musica Paola Tacchini per chiedere l’approvazione di un Regolamento comunale di divieto di messa a disposizione sul mercato e uso di botti.
Premesso che:
a Capodanno e in occasione di altre feste si ripropone il drammatico problema dei botti e dei fuochi d'artificio i quali, oltre a rappresentare un pericolo certo per l'incolumità e la sicurezza pubblica - come testimoniano i morti e feriti che si registrano ogni anno - nonché una seria minaccia per il patrimonio comunale e dei privati, sono fonte di grave stress e sofferenza per gli animali domestici e selvatici. Gli animali subiscono l'intensità sonora degli scoppi in modo estremamente più violento rispetto all'uomo; infatti, l'udito umano è in grado di percepire una gamma di suoni fino a 20 mila hertz, il cane fino a 40/46 mila hertz, il gatto fino a 70.000 Hz, solo per fare degli esempi. Il fragore dei botti, oltre a scatenare una naturale reazione di spavento, induce gli animali a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, scavalcare recinzioni e fuggire in strada, mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. In caso poi di esplosioni a ridosso dell'animale, sia d'affezione che selvatico, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature. Ne è una dimostrazione la strage di uccelli avvenuta a Roma nel corso del Capodanno 2021 quando centinaia di storni spaventati dai botti hanno perso la vita schiantandosi sulle facciate dei palazzi o sui fili dell'alta tensione.
Visto che:
si evidenzia come il Comune di Cremona sia in prossimità di un Sito di Interesse Comunitario (SIC n. IT20A0016 - Spiaggioni di Spinadesco) che si tratta di una zona protetta per conservare la biodiversità in quanto vi vivono numerose specie animali e vegetali ormai rare e minacciate per la cui sopravvivenza, oltre all'appartenenza del territorio comunale al PUS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) del Parco del Po e del Morbasco. Ogni anno, inoltre, sono tantissime le segnalazioni di cani e gatti smarriti durante le feste natalizie e numerosi gli ingressi nei canili, soprattutto di cani e gatti investiti dalle automobili, oltre, purtroppo, agli animali morti per lo spavento o in seguito alla fuga, dovuta al panico che si scatena a causa delle esplosioni. In merito alla pericolosità dei botti si è espresso anche il TAR del Lazio con la sentenza del 09/05/2017 n. 5572 secondo cui "La particolare situazione che si viene a creare durante Capodanno, che costituisce evento effettivamente eccezionale ed obiettivamente pericoloso per la concentrazione dell'uso degli artifici pirotecnici in un arco temporale ristretto, può ritenersi fatto notorio, tanto da essere definita come "consuetudine" (...)" per cui potrebbe essere disciplinata con gli ordinari strumenti previsti dall'ordinamento. E di disciplinare la situazione vi è davvero necessità, anche per tutelare l'incolumità e la sicurezza pubblica.
Visto che:
in Italia, lo scorso anno gli incidenti legati ai botti hanno registrato un sensibile aumento. Secondo i dati della Polizia di Stato, i festeggiamenti di Capodanno 2024 hanno fatto registrare perfino un episodio mortale. Il numero totale dei feriti è stato di 274, di cui 12 dovuto all'uso di armi da fuoco e 262 da fuochi d'artificio. Di questi feriti, 49 sono stati quelli ricoverati negli ospedali. I dati evidenziano un aumento rispetto allo scorso anno in cui ci furono 180 feriti, con 48 ricoveri. I ferimenti da arma da fuoco sono stati 11 (lo scorso anno erano 10). Anche con riguardo ai minorenni che hanno subito lesioni si registra un aumento; sono infatti 64 quelli che hanno riportato lesioni, in confronto ai 50 dello scorso anno. I danni e le vittime registrate non si riferiscono solo agli articoli illegali. Infatti, un pericolo oggettivo esiste anche in relazione agli articoli pirotecnici dei quali è ammessa la vendita al pubblico ai sensi del Decreto legislativo n. 123 del 2015, in particolare in relazione di fuochi d'artificio F2, nonché agli articoli pirotecnici di tipo Pl (petardi, i razzi, i bengala, i raudi ad esempio) essendo composti da materiali esplodenti che, in quanto tali, sono in grado di provocare danni fisici, sia a chi li maneggia, sia a chi possa esserne fortuitamente colpito, oltre che lesioni, disturbi acustici e visivi di rilevante entità negli animali domestici e nella fauna selvatica locale. Oltre alle lesioni fisiche, i fuochi d'artificio contribuiscono all'inquinamento atmosferico, peggiorando la qualità dell'aria e aggravando le patologie respiratorie, soprattutto nei soggetti più anziani, bambini e asmatici.
Le esplosioni possono danneggiare edifici storici e monumenti, compromettendo il nostro patrimonio culturale. Gli interventi di pulizia e ripristino necessari dopo i festeggiamenti comportano un onere economico per la comunità, esistono numerose alternative per celebrare le festività in modo più sicuro e rispettoso dell'ambiente, come spettacoli, luci, concerti o proiezioni video. Le situazioni in cui si potrebbero maggiormente verificare pericoli sono le aree dove maggiore è la presenza di pedoni e dove le vie strette e tortuose possano ingenerare effetti di rimbombo con conseguente disturbo alla quiete pubblica e dove maggiore è la presenza di bambini e ragazzi anche in considerazione della pericolosità di eventuali artifici inesplosi, le aree limitrofe all'ospedale, alle case di cura, agli edifici scolastici, ai canili e/o gattili censiti, agli edifici di valore storico ed artistico.
Ci preme osservare che la Direttiva (UE) 29 del 2013 consente agli Stati membri, ai sensi dell'art. 4, comma 2, l'adozione di provvedimenti “volti a vietare o limitare il possesso, l'uso e/o la vendita al pubblico di fuochi d'artificio di categoria F2 e F3, articoli pirotecnici teatrali e altri articoli pirotecnici che siano giustificati per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza, salute e incolumità delle persone, o protezione dell'ambiente”. Tale deroga deve essere chiaramente intesa in senso ampio in quanto la Direttiva fa espresso riferimento a provvedimenti, tra cui rientrano a pieno titolo quelli amministrativi come i Regolamenti emanati dai Comuni, quali fonti attraverso cui introdurre divieti a garanzia di beni giuridici che rientrano nello specifico ambito di tutela degli stessi. Diversi Comuni italiani, come ad esempio il Comune di Chieti, hanno infatti approvato un apposito Regolamento di divieto di utilizzo di petardi e botti. Altri ne vietano l'uso attraverso disposizioni contenute nel Regolamento tutela animali oppure nel Regolamento di Polizia Urbana. Tra questi, i Comuni di Torino, Jesi (AN), Mondovì (CN), Ferrara, Sassari, Parma, Viadana (MN), Bussolengo (VR), Lecce, Porto Torres (SS), Villorba (TV), Mantova, Genova e i Comuni dell'Unione Empolese Valdelsa (FI) quindi Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli e Vinci.
Preso atto dell'impegno della Polizia Locale e dell'oggettiva difficoltà ad esercitare un'efficace azione di controllo soprattutto in occasione di feste o eventi ad alto richiamo di persone e pubblico.
Rilevata altresì la necessità di limitare comunque il più possibile rumori molesti nell'ambito urbano, in tutte le vie e piazze ove si trovino delle persone e, in particolare, in prossimità di scuole, uffici pubblici, luoghi di culto, luoghi di cura, rifugi per animali e colonie feline, a garanzia del bene giuridico tutelato dall'articolo 659 del Codice penale (disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone).
Considerato comunque che la mancanza di un provvedimento interdittivo all'utilizzo dei predetti strumenti potrebbe potenzialmente comportarne l'uso sconsiderato ampliando le circostante in cui se ne ricorre all'uso ed incoraggiandone anche il crescente impiego per festeggiamenti anche privati, determinando lo scadimento della qualità urbana nel suo complesso.
Ritenendo comunque insufficiente ed inadeguato il ricorso ai soli strumenti coercitivi, e che è opportuno appellarsi soprattutto al senso di responsabilità individuale e alla sensibilità della collettività, affinché ciascuno sia pienamente consapevole delle conseguenze che l'uso sconsiderato di fuochi d'artificio possa avere per la propria sicurezza e per quella degli altri, per la quiete e la salute dei cittadini, soprattutto per quelli più fragili, nonché per quella degli animali domestici e selvatici.
Visto l'art. 54 comma 4 del D. Lgs. 18.8.2000 n. 267, che riconosce in capo al Sindaco quale Ufficiale del Governo, il potere di adottare provvedimenti contingibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:
promuovere il lancio di una campagna informativa per sensibilizzare la cittadinanza sui rischi e disagi legati all'uso dei botti, a garanzia della sicurezza pubblica e con particolare attenzione alla tutela delle persone più fragili, degli animali e del patrimonio artistico e ambientale;
avvalersi, delle associazioni ambientaliste disponibili a collaborare con l'Ente, in particolare la LAV promotrice dell'iniziativa, in una prima fase di sensibilizzazione da organizzare nell'ambito di un'attività di formazione a lungo termine, volta a garantire e promuovere nel tempo il senso di responsabilità individuale e collettivo e il senso civico, prediligendo ai fuochi di artificio tradizionali gli articoli pirotecnici teatrali ed i giochi di luce;
circoscrivere ad alcune manifestazioni e festività, opportunamente individuate nell'anno, l'utilizzo degli articoli pirotecnici tradizionali limitandone nel tempo l'abitudine all'uso,ed adottando le consuete ordinanze di divieto da parte del Sindaco in materia in occasione delle feste in cui l'uso non ne è consentito;
integrare alla prima occasione utile, il Regolamento vigente di convivenza civile al fine di prevedere specifiche azioni e limitazioni all'utilizzo improprio di fuochi d'artificio e articoli pirotecnici da parte di coloro che non conoscono la pericolosità di alcune tipologie di prodotti, la cui vendita non è libera ma richiede il possesso di specifici requisiti" e di prevedere in particolare il divieto nel centro storico, o dove siano presenti persone, animali, vicino ad abitazioni o ovunque possano recare disturbo, danno o molestia.
Anche questa mozione, già ampiamente trattata in sede di commissione dove si è raggiunta l’intesa su un testo condiviso, la mozione è stata approvata con voto unanime.