Cremona Magazine.
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COMUNICATO STAMPA

Ricengo: vìola la misura del divieto di avvicinamento alla madre. I Carabinieri della Stazione di Romanengo lo arrestano.

I Carabinieri della Stazione di Romanengo hanno arrestato un uomo di 48 anni, pregiudicato, ritenuto responsabile della violazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla madre. La mattina del 14 aprile scorso i Carabinieri della Stazione di Camisano gli avevano notificato l’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Tribunale di Cremona per tutelare la madre che aveva subito dei maltrattamenti in maniera abituale e sistematica, consistita in continue minacce. Infatti, i Carabinieri di Camisano avevano raccolto la denuncia della donna, residente a Ricengo, vittima di minacce da parte del figlio che spesso abusava di alcol. La donna aveva riferito ai Carabinieri che l’uomo era stato scarcerato nel dicembre scorso dopo una condanna per maltrattamenti nei suoi confronti e, dopo avere trascorso alcuni mesi in varie comunità, lo aveva accolto nuovamente in casa. Ma la situazione si era subito aggravata perché l’uomo, in preda agli effetti provocati dall’abuso di sostanze alcoliche, l’aveva insultata e minacciata di morte in varie occasioni ed era stata più volte costretta a chiedere l’intervento dei Carabinieri. Dopo la denuncia, l’Autorità Giudiziaria, tenuto conto dei fatti, aveva emesso il provvedimento cautelare, imponendo al 48enne l’allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinarsi ai luoghi da lei frequentati. Ma neanche la misura cautelare ha fermato l’uomo. Infatti, nel pomeriggio del 22 aprile, poco prima delle 14.00, la centrale operativa dei Carabinieri di Crema ha ricevuto la chiamata della donna, molto spaventata, che chiedeva urgentemente una pattuglia a casa sua perché il figlio si era presentato presso l’abitazione e voleva entrare in casa. La donna ha riferito di avere sentito suonare il campanello e di avere guardato dalla finestra chi fosse. Quando ha visto che era il figlio, non ha aperto e lo ha invitato ad andare via. Ma l’uomo si è recato nel retro della casa per cercare una finestra aperta nel tentativo di entrare in casa. E la pattuglia di Romanengo, arrivata immediatamente sul posto, lo ha trovato davanti ad una finestra intento a guardare dentro l’abitazione.  E’ stato bloccato ed è stato accompagnato in caserma dove è stato dichiarato in arresto per la violazione della misura cautelare. La mattina del 23 aprile il Giudice del Tribunale di Cremona ha convalidato l’arresto, ha applicato la custodia cautelare in carcere e ha rinviato la decisione all’udienza del prossimo 28 maggio

 

Casalmaggiore: i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un uomo che deve scontare una condanna definitiva per furto in abitazione.

Il pomeriggio del 22 aprile i Carabinieri della Stazione di Casalmaggiore hanno arrestato, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali presso la Procura di Mantova, un uomo di 46 anni, pregiudicato. Il destinatario del provvedimento dovrà scontare una pena a quattro anni di reclusione per una condanna per furto in abitazione aggravato, reato commesso a Spineda nel dicembre del 2019. In quella circostanza, un uomo era rientrato a casa sua in auto, lasciando il veicolo parcheggiato nel cortile con le chiavi inserite nel quadro. L’uomo era entrato in casa per uscire nuovamente dopo qualche minuto, notando che un uomo si era messo alla guida della sua auto e stava uscendo dal cortile. Sull’auto la vittima aveva lasciato il portafoglio con i documenti e del denaro contante. Aveva presentato subito la denuncia di furto e, quella sera stessa, una pattuglia dei Carabinieri di Scandolara Ravara aveva fermato il 46enne alla guida del veicolo a San Martino del Lago in frazione Cà de Soresini e lo aveva denunciato per il furto, restituendo alla vittima il veicolo e il portafoglio ritrovato nell’abitacolo.  

Per quel furto, il 46enne era stato condannato dal Tribunale di Mantova nel giugno del 2023. Ieri la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova ha emesso l’ordine di carcerazione ed il provvedimento è stato inviato per l’esecuzione ai Carabinieri della Stazione di Casalmaggiore, competenti per territorio sul luogo di residenza, che lo hanno arrestato e accompagnato al carcere di Cremona.

 

San Giovanni in Croce: i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un uomo che ha violato le prescrizioni dell’affidamento in prova.

Nel pomeriggio del 22 aprile i Carabinieri della Stazione di San Giovanni in Croce hanno arrestato, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, un uomo di 33 anni, pregiudicato. Il destinatario del provvedimento era sottoposto alla misura dell’affidamento in prova terapeutico presso una comunità del territorio e stava scontando un cumulo di pene per maltrattamenti in famiglia, porto di oggetti atti ad offendere e incendio, reati commessi in provincia di Milano. Ma nella struttura ha commesso delle violazioni alle prescrizioni. Infatti, ha tenuto un comportamento inadeguato e non più compatibile con il programma di recupero previsto e con la vita e le regole interne della comunità. 

Di conseguenza, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto la sospensione dell’affidamento in prova e ha ordinato l’immediato accompagnamento dell’uomo presso il carcere. Il provvedimento è stato inviato per l’esecuzione ai Carabinieri della Stazione di San Giovanni in Croce che hanno raggiunto il 33enne presso la comunità e lo hanno arrestato, accompagnandolo al carcere di Cà del Ferro.

 

Ticengo:  i Carabinieri della Stazione di Soncino hanno denunciato un uomo per porto abusivo di oggetti atti ad offendere.

I Carabinieri della Stazione di Soncino hanno denunciato per porto abusivo di oggetti atti ad offendere un uomo di 59 anni, con precedenti di polizia a carico. I militari, poco dopo le 18.00 del 22 aprile, sono stati inviati tra Ticengo e Romanengo, lungo la SP 235, perché era stata segnalata un’auto sospetta con due persone a bordo. E nel percorrere quella strada hanno intercettato l’auto indicata, fermandola per un controllo ed identificando i due occupanti. I militari, tenuto conto che entrambi avevano a carico numerosi precedenti di polizia, hanno perquisiti i due ed il veicolo, trovando, in un vano portaoggetti, un tirapugni, posto sotto sequestro. Per tale motivo, il 59enne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Gli accertamenti svolti sul veicolo hanno permesso di accertare che era stato denunciato come oggetto di appropriazione indebita da parte di un altro soggetto che lo aveva noleggiato e non lo aveva restituito nel termine prestabilito. Quindi, anche il mezzo è stato sequestrato per la successiva restituzione all’azienda di noleggio.