In consiglio comunale si è discusso il tema dell'aggressione all'agente Calista in occasione della manifestazione di Torino del 31 gennaio. Ecco il resoconto:
Ordine del giorno presentato il 2 febbraio 2026 dalla capogruppo del Gruppo consiliare Lega Salvini Lombardia Jane Alquati a sostegno all'agente Alessandro Calista ed alle Forze dell'ordine.
Premesso che:
Alessandro Calista agente del reparto mobile di Padova è stato aggredito brutalmente sabato 31 gennaio a Torino durante la manifestazione di sostegno al centro
sociale Askatasuna, sgomberato nelle scorse settimane;
il ventinovenne attualmente agente del reparto mobile di Padova, è rimasto isolato dal resto del suo reparto nel caos degli scontri è rimasto isolato dal resto del suo reparto. Circondato da un gruppo di manifestanti vestiti di nero e con il volto coperto, è stato poi colpito con calci, pugni e a martellate. «Sono vivo per miracolo», ha detto prima di essere portato in ospedale;
gli scontri sono stati l'episodio più grave di una lunga fase di disordini durata circa due ore, a pochi metri dall'ex centro sociale. Un mezzo della polizia è stato incendiato nei pressi dell'area, costringendo gli agenti a uscire in fretta dal veicolo. Secondo le ricostruzioni, gruppi organizzati di manifestanti hanno lanciato pietre di grandi dimensioni, bombe carta e fuochi d'artificio modificati per aumentarne la potenza, prendendo di mira le forze dell'ordine;
tale episodio si inserisce in un contesto preoccupante di violenze ai danni delle Forze dell'Ordine impegnate quotidianamente nel difendere la sicurezza delle città.
Considerato che:
i fatti accaduti ieri destano profonda preoccupazione per la sicurezza degli operatori e della comunità stessa;
le forze dell'ordine svolgono un ruolo essenziale nella tutela dell'ordine pubblico.
Ritenuto che:
a condanna verso i violenti criminali che hanno messo a ferro e fuoco Torino aggredendo e picchiando un agente, deve essere netta e senza ambiguità;
le istituzioni, a ogni livello, hanno il dovere di esprimere una posizione chiara, netta e inequivocabile, senza distinguo né ambivalenze, nella condanna di tali episodi;
è compito anche dell'ente locale esprimere vicinanza alle vittime di violenza;
Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta:
a valutare ed attivare, compatibilmente con le competenze e le risorse economiche disponibili, iniziative di supporto formativo, operativo e psicologico per il personale di Polizia Locale;
a verificare, in collaborazione con le competenti autorità le misure di tutela e protezione del personale in servizio;
a valutare iniziative formative e di aggiornamento sulla gestione delle situazioni a rischio per il personale di polizia locale (gestione conflitti, tecniche di de-escalation, sicurezza personale);
a proporre interventi organizzativi o strumentali, compatibilmente con le competenze comunali e con le risorse disponibili, finalizzati a migliorare la sicurezza degli operatori (es. dotazioni personali, protocolli operativi, collaborazione tecnologica con le forze di polizia statali);
a comunicare al Consiglio comunale e alla cittadinanza, entro 30 giorni dall'approvazione del presente ordine del giorno, le iniziative adottate e gli esiti delle interlocuzioni con le autorità competenti.
Illustrati i due ordine del giorno presenti dai consiglieri Alessandro Portesani e Jane Alquati, è intervenuto il consigliere Roberto Poli (Partito Democratico) che ha presentato un ulteriore ordine del giorno, alternativo ai precedenti, e sostenuto da tutta la maggioranza qui di seguito riportato.
Premesso che:
il 31 gennaio 2026, nel corso di una manifestazione svolta a Torino contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, si sono verificati gravi episodi di violenza, culminati con l'aggressione ad alcuni agenti di polizia, l'incendio di un mezzo delle Forze dell'Ordine e ulteriori atti di devastazione.
Il corteo ha visto la partecipazione pacifica di decine di migliaia di cittadini che hanno legittimamente esercitato il diritto costituzionale di manifestare il proprio dissenso, mentre gli episodi di violenza sono stati compiuti da un ristretto numero di violenti, del tutto estranei alle finalità e alla natura della manifestazione.
Durante gli scontri, avvenuti a corteo concluso, sono rimasti coinvolti anche manifestanti pacifici e giornalisti, i quali hanno subito aggressioni e intimidazioni da parte dei gruppi violenti.
Considerato che:
il diritto di manifestare pacificamente il proprio pensiero e dissenso è un principio fondamentale della democrazia ma non può in alcun modo degenerare in violenza, odio o aggressioni fisiche.
Il diritto di riunione pacifica è tutelato dalla Costituzione italiana (art. 17) e da vari strumenti internazionali sui diritti umani. Sussiste una responsabilità del Ministero dell'Interno nel garantire la sicurezza sia degli agenti, sia dei manifestanti pacifici, che hanno il diritto di manifestare senza subire conseguenze dalla violenza di pochi.
Sussiste una responsabilità del Ministero dell'Interno nel garantire la sicurezza sia degli agenti sia dei manifestanti pacifici, che hanno il diritto di esercitare la libertà dei manifestazione senza subire conseguenze dalla violenza di pochi;
Occorre evitare strumentalizzazioni divisive, riconoscendo che le forze dell'ordine sono un patrimonio comune dello Stato e che decine di migliaia di manifestanti pacifici non possono essere ritenuti responsabili delle azioni di un ristretto gruppo di violenti.
Considerato altresì che:
gli atti di violenza devono essere perseguiti con fermezza dalla magistratura e i responsabili devono essere assicurati alla giustizia, senza alcuna ambiguità né forma di giustificazione o connivenza;
le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine e di Polizia operano quotidianamente, spesso in condizioni difficili, come presidio di sicurezza e rispetto delle regole al servizio di tutti i cittadini;
esiste il rischio concreto che i gravissimi fatti di Torino vengano strumentalizzati politicamente per introdurre misure liberticide che comprimono diritti costituzionalmente garantiti, anziché affrontare seriamente le criticità nella gestione dell'ordine pubblico e nella prevenzione delle infiltrazioni violente;
come sottolineato dall'ex Capo della Polizia Franco Gabrielli, le misure previste dal nuovo decreto sicurezza e le proposte avanzate da alcune forze di maggioranza - quali la cauzione per gli organizzatori, il fermo preventivo e lo scudo penale - rischiano di “radicalizzare ulteriormente ro scontro, di irrigidire ancora di più i rapporti già tesi nelle piazze e di comprimere in modo significativo altri spazi di libertà” rappresentando “propaganda securitaria” che non affronta “il vero nodo” della gestione dell'ordine pubblico. E ancora che “la gestione dell'ordine pubblico è un lavoro delicatissimo, fatto di continue valutazioni” e che “troppo spesso ai singoli operatori di polizia in piazza vengono chieste prestazioni totali, salvo poi lasciarli soli quando si tratta di affrontare le conseguenze”.
Tanto premesso e considerato, il Consiglio Comunale di Cremona impegna il Sindaco e la Giunta:
· a esprimere la più ferma e inequivocabile condanna per i gravi atti di violenza verificatisi a Torino;
· a esprimere piena solidarietà alle Forze dell'Ordine, alle loro famiglie, ai manifestanti pacifici coinvolti e ai giornalisti aggrediti;
· a prendere nette distanze da gruppi, movimenti o organizzazioni che promuovono o giustificano la violenza;
· a richiedere al Governo misure efficaci di prevenzione che garantiscano la sicurezza tanto delle Forze dell'Ordine quanto dei manifestanti pacifici, promuovendo un approccio professionale e democratico alla gestione dell'ordine pubblico, rifuggendo da soluzioni liberticide, inefficaci e meramente propagandistiche;
· ad opporsi fermamente a qualsiasi strumentalizzazione politica di questi gravissimi fatti finalizzata a comprimere libertà e diritti costituzionali fondamentali, quali il diritto di manifestare pacificamente il proprio dissenso e il diritto di cronaca.
Su questi tre ordini del giorno si è svolto un unico dibattito nel corso del quale hanno preso la parola i consiglieri Claudio Ardigò (Partito Democratico), Luca Fedeli (Fratelli d’Italia), Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona), Vittoria Loffi (Partito Democratico) ed Eleonora Sessa (Partito Democratico). La posizione della Giunta, in linea con l’ordine del giorno presentato dal consigliere Poli, è stata illustrata dall’assessore alla Sicurezza Santo Canale.
Terminato il dibattito, è stato dapprima messo ai voti l’ordine del giorno presentato dal consigliere Portesani che è stato respinto: 8 i voti a favore, 15 i contrari e 2 astenuti. Respinto anche l’ordine del giorno della consigliera Alquati sempre con 8 voti a favore, 15 contrari e 2 astenuti. L’ordine del giorno della maggioranza è stato invece approvato con 16 voti a favore, 8 contrari e un astenuto.