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Riceviamo e pubblichiamo:

Gentilissimi,

lo scorso marzo ho presentato un ordine del giorno che chiedeva una mappatura dell'offerta educativa e aggregativa di bambini e adolescenti nella nostra città e l'adozione di un atto strategico che mettesse al centro il tema delle nuove generazioni,  in linea con quanto previsto nel mio programma elettorale.  

In particolare in quel documento, che ho presentato nel Consiglio Comunale del 10 aprile, chiedevo anche di valutare la possibilità di intraprendere il percorso di certificazione di "Città Amica dei Bambini e delle Bambine" proposto da Unicef attraverso un confronto nella  Commissione giovani, formazione, sport e politiche per la famiglia alla quale invitare la Presidenti del Comitato Provinciale UNICEF di Cremona, la Presidente del Comitato Regionale UNICEF Lombardia e chi eventualmente indicato da tali referenti per l'illustrazione del progetto. Nonostante la discussione in Commissione ad oggi non sia ancora avvenuta apprendo con molta soddisfazione che, all'ordine del giorno della Giunta di oggi,  c'è proprio una deliberazione che approva gli "Indirizzi in merito all'adesione del Comune di Cremona al Programma città amica dei bambini e degli adolescenti dell'UNICEF". Ringrazio quindi l'Assessore Mozzi che, a seguito della mia proposta,  ha avviato questo percorso molto impegnativo che ci sarà illustrato in una prossima Commissione prima dell'approvazione in Consiglio. 
Costruire una città amica dei più piccoli significa dare attuazione alla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza attraverso un processo concreto declinato in un programma di azione per mezzo del quale la nostra città potrà diventare più attenta all'infanzia in tutti gli aspetti della gestione amministrativa, dell'ambiente e dei servizi. Significa anche e soprattutto favorire una cittadinanza attiva dei bambini e degli adolescenti nella vita della nostra comunita'. Una delle proposte in tal senso contenute nel programma  UNICEF Città Amiche dei Bambini a cui il Comune sta per aderire, è tra l'altro proprio la realizzazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, proposta che ho avanzato  con un ordine del giorno che è stato però recentemente bocciato dalla maggioranza che spero, a questo punto, per coerenza con la scelta di adesione alle percorso UNICEF,  possa essere ripreso in considerazione.

ORDINE DEL GIORNO  

Oggetto:   Piano Adolescenza - Spazi aggregativi di prossimità

Premesso che:

- Il Comune di Cremona è da tempo impegnato nella promozione di interventi e azioni in ambito educativo, culturale, di promozione sociale, sportivo, destinati al benessere di preadolescenti e adolescenti e a prevenire e contrastare il disagio scolastico, il rischio di dispersione/abbandono ed ogni altra forma di emarginazione sociale e di discriminazione, in sinergia e collaborazione con le diverse realtà del territorio che operano in ambito educativo.

- Le politiche educative dei prossimi anni, in particolare, dovranno rispondere alle sfide e alle nuove richieste che emergono come conseguenza della pandemia, della guerra e della crisi energetica ed economico-finanziaria, che hanno messo a dura prova le abitudini e gli stili di vita degli adolescenti e che rischiano di acuire le differenze sociali e i fenomeni di povertà educativa.

- Per rispondere a queste richieste e nuove sfide è necessario individuare le direttrici verso le quali sviluppare le future politiche educative per gli adolescenti, per investire sul loro futuro, favorire la loro autonomia e il loro protagonismo.

- In particolare è necessario promuovere un “patto educativo” tra tutti i soggetti che si occupano di adolescenti fondato su tre priorità:

1) dialogo, ovvero la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità;

2)cittadinanza attiva, che consiste nel  coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico;

3) cura dei ragazzi per favorirne il benessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.

Considerato  che:

- Una seria pianificazione del lavoro da svolgere non può prescindere da una preliminare analisi dei principali dati relativi al mondo adolescente in città. Inoltre è necessaria una mappatura dell’offerta esistente  per la fascia d’età adolescenziale, con l’obiettivo di evitare duplicazioni di progetti e per mettere in relazione enti e persone che, in ambiti diversi, lavorano con le/i ragazze/i.

Considerato  altresì che:

- Gli spazi per gli adolescenti, inizialmente sostenuti con i fondi per il contrasto della criminalità giovanile e della prevenzione nell’uso di droghe, hanno conosciuto un periodo di fermento con l’entrata in vigore della legge 285/97, tramite la quale venne istituito il Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza;

- nel 2000 i centri di aggregazione giovanile erano, per numero, la seconda voce degli interventi finanziati con la 285: ben 530. Nel 2017 i centri di aggregazione sociale erano appena 40.

- dopo il Covid  il tema della partecipazione di ragazzi, ragazze, bambini, bambine e famiglie è diventato centrale per tutti così come il bisogno stringente di non perdere la presa su quella fascia di adolescenti che dopo la pandemia ricerca nuovi modi e tempi di socializzazione;

- l’indagine annuale di Istat sulla vita quotidiana mostra come nel corso degli anni la quota di bambini e ragazzi che, nel tempo libero, vedono ogni giorno i propri amici è drasticamente diminuita: il 70% dei preadolescenti per esempio (11-14 anni) nel 2005 vedeva i propri amici con frequenza quotidiana, mentre oggi siamo appena al 34,3%. Sono cambiate le abitudini, è arrivato il digitale, ma il bisogno di socialità e di aggregazione resta lo stesso: è un bisogno evolutivo proprio della preadolescenza e della adolescenza;

- Condivisione e aggregazione costituiscono uno degli aspetti fondamentali della crescita, ma hanno bisogno di luoghi in cui accadere. Non per nulla il diritto al riposo e al tempo libero, e la loro promozione attiva, sono sanciti dalla stessa Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dall’Italia con la legge n. 176 del 27 maggio 1991;

-  è necessario pertanto promuovere il protagonismo e la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze, offrendo loro spazi e opportunità di crescita e socializzazione, soprattutto nei luoghi dove questi sono più scarsi o di difficile accesso per gli adolescenti con vulnerabilità attraverso presidi territoriali che svolgano una duplice funzione educativa e aggregativa in favore degli stessi nell’ottica di sviluppare competenze sociali, emotive e relazionali.

Tenuto conto che:

- L’Unicef  ha da tempo lanciato il “Il Programma Citta Amiche” un progetto che  propone alle amministrazioni locali di costruire delle città a misura di bambini e adolescenti. Il percorso è costituito da una serie di azioni da realizzare per ottenere l’accreditamento come Città Amiche. Seguendo questo percorso, i Comuni si impegnano a lavorare attraverso politiche che diano piena attuazione nel territorio alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell’adolescenza, garantendo così che tutti gli aspetti legati alla vita dei minorenni nell’ambiente urbano vengano contemplati nelle politiche comunali. Per aderire è necessario che i Comuni siano in possesso dei seguenti requisiti: non aver superato il secondo anno di mandato della consiliatura e avere una popolazione superiore a diecimila abitanti;

- Tale percorso è già stato intrapreso dall’ATS Val Padana che nel maggio  ha ottenuto dall’UNICEF Italia il prestigioso riconoscimento di “Comunità Amica dei Bambini e delle Bambine” (BFCI - Baby Friendly Community Initiative) che certifica come i servizi sanitari e sociosanitari della rete territoriale del percorso nascita delle ASST di Crema, Cremona e Mantova siano stati altamente qualificati ai migliori standard assistenziali OMS/UNICEF per promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento ed una genitorialità più consapevole. La certificazione è stata consegnata durante la cerimonia organizzata  nella sede di ATS a Mantova.

 

Tutto ciò premesso e considerato

Si impegna il Sindaco e la Giunta

- a realizzare una mappatura dell’offerta educativa e aggregativa esistente sul territorio e messa a disposizione da vari attori istituzionali e sociali;

- ad adottare il “Piano Adolescenti” inteso come atto strategico della Città al fine di rilanciare una riflessione complessiva sugli adolescenti e definire linee di indirizzo per tradurre l’impegno della Città in iniziative concrete e coordinate pensate PER, e soprattutto CON, le ragazze e i ragazzi;

- a creare o potenziare  “spazi aggregativi di prossimità” per i minori tra i 10 e i 17 anni quali presidi territoriali che svolgano una duplice funzione educativa e aggregativa in favore degli adolescenti con lo scopo di offrire, in contesti delimitati e polivalenti, un’ampia gamma di opportunità formative e socializzanti, anche in un’ottica di prevenzione del disagio giovanile, promuovendo il protagonismo e la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze, lo scambio tra pari e il coinvolgimento della comunità educante;

- a valutare la possibilità di intraprendere il percorso di certificazione di “Città Amica dei Bambini e delle Bambine” proposto da Unicef attraverso un confronto nella  Commissione giovani, formazione, sport e politiche per la famiglia alla quale invitare la Presidenti del Comitato Provinciale UNICEF di Cremona, la Presidente del Comitato Regionale UNICEF Lombardia e chi eventualmente indicato da tali referenti per l’illustrazione del progetto. 

 

Maria Vittoria Ceraso 

(Capo gruppo Lista civica Oggi per Domani)