Riceviamo e pubblichiamo:
Sul tema sicurezza, tra le linee di intervento previste dall'ordine del giorno presentato dal Consigliere Simi, e votato all'unanimità dal Consiglio Comunale lo scorso dicembre c'era anche l'individuazione di progettualità di prevenzione e educazione a favore delle fasce più giovani della comunità cittadina per combattere il fenomeno del disagio giovanile.
Se è pur vero che il Comune di Cremona è da tempo impegnato nella promozione di interventi e azioni in ambito educativo è necessario considerare che le politiche dei prossimi anni dovranno rispondere alle sfide e alle nuove richieste che emergono come conseguenza della pandemia, della guerra e della crisi energetica ed economico-finanziaria, che hanno messo a dura prova le abitudini e gli stili di vita degli adolescenti e che rischiano di acuire le differenze sociali e i fenomeni di povertà educativa.
Per rispondere a queste richieste e nuove sfide la proposta oggetto dell'ordine del giorno è quella di adottare il "Piano Adolescenti" inteso come atto strategico della Città al fine di rilanciare una riflessione complessiva sugli adolescenti e definire linee di indirizzo per tradurre l'impegno della Giunta in iniziative concrete e coordinate pensate per, e soprattutto con, le ragazze e i ragazzi.
A tal fine è necessario promuovere un "patto educativo" tra tutti i soggetti che si occupano di adolescenti fondato su tre priorità: dialogo, cittadinanza attiva e cura dei ragazzi. Inoltre una seria pianificazione del lavoro da svolgere non può prescindere da una preliminare analisi dei principali dati relativi al mondo adolescente in città. Pertanto è necessaria una mappatura dell'offerta esistente per la fascia d'età adolescenziale, con l'obiettivo di evitare duplicazioni di progetti e per mettere in relazione enti e persone che, in ambiti diversi, lavorano i ragazze.
Altro tema fondamentale è quello della mancanza di luoghi di aggregazione. Gli spazi per gli adolescenti, inizialmente sostenuti con i fondi per il contrasto della criminalità giovanile e della prevenzione nell'uso di droghe finanziati dalla legge 285/97 si sono drasticamente ridotti a livello nazionale passando da 530 nel 2000 ad appena 40 nel 2017, a dimostrazione che le difficoltà di finanziamento degli stessi ne hanno determinato la chiusura non solo a Cremona per colpa dell'Amministrazione Perri, come spesso rinfacciato dall'attuale maggioranza. Oggi però torna ad essere urgente, dopo la pandemia, la ricerca di nuovi modi e tempi di socializzazione degli adolescenti.
L'indagine annuale di Istat sulla vita quotidiana mostra come nel corso degli anni la quota di bambini e ragazzi che, nel tempo libero, vedono ogni giorno i propri amici è drasticamente diminuita: il 70% dei preadolescenti per esempio (11-14 anni) nel 2005 vedeva i propri amici con frequenza quotidiana, mentre oggi siamo appena al 34,3%. Sono cambiate le abitudini, è arrivato il digitale, ma il bisogno di socialità e di aggregazione resta lo stesso: è un bisogno evolutivo proprio della preadolescenza e della adolescenza. Condivisione e aggregazione costituiscono uno degli aspetti fondamentali della crescita, ma hanno bisogno di luoghi in cui accadere.
Proprio per questo chiedo a questa Amministrazione, che ha sempre rivendicato la strategicità dei centri di aggregazione giovanile, di ricostituire degli spazi aggregativi di prossimità per i minori tra i 10 e i 17 anni quali presidi territoriali con una duplice funzione educativa e aggregativa in favore degli adolescenti con lo scopo di offrire, in contesti delimitati e polivalenti, un'ampia gamma di opportunità formative e socializzanti, anche in un'ottica di prevenzione del disagio giovanile, promuovendo il protagonismo e la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze, lo scambio tra pari e il coinvolgimento della comunità educante.
Cordialmente.
Maria Vittoria Ceraso
Lista Civica Oggi per Domani
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CREMONA
ORDINE DEL GIORNO
Oggetto: Piano Adolescenza - Spazi aggregativi di prossimità
Premesso che:
- Il Comune di Cremona è da tempo impegnato nella promozione di interventi e azioni in ambito educativo, culturale, di promozione sociale, sportivo, destinati al benessere di preadolescenti e adolescenti e a prevenire e contrastare il disagio scolastico, il rischio di dispersione/abbandono ed ogni altra forma di emarginazione sociale e di discriminazione, in sinergia e collaborazione con le diverse realtà del territorio che operano in ambito educativo.
- Le politiche educative dei prossimi anni, in particolare, dovranno rispondere alle sfide e alle nuove richieste che emergono come conseguenza della pandemia, della guerra e della crisi energetica ed economico-finanziaria, che hanno messo a dura prova le abitudini e gli stili di vita degli adolescenti e che rischiano di acuire le differenze sociali e i fenomeni di povertà educativa.
- Per rispondere a queste richieste e nuove sfide è necessario individuare le direttrici verso le quali sviluppare le future politiche educative per gli adolescenti, per investire sul loro futuro, favorire la loro autonomia e il loro protagonismo.
- In particolare è necessario promuovere un “patto educativo” tra tutti i soggetti che si occupano di adolescenti fondato su tre priorità:
1) dialogo, ovvero la capacità da parte degli adulti (genitori, insegnanti, allenatori sportivi) di ascoltare i ragazzi, comprenderne i bisogni e, nel caso, intercettare e accogliere segnali di disagio presenti nel contesto scolastico e nella comunità;
2)cittadinanza attiva, che consiste nel coinvolgimento diretto degli adolescenti nelle scelte che li riguardano e nella promozione di forme di cittadinanza attiva, quali il servizio civile o le esperienze di alternanza scuola lavoro nell’ambito scolastico;
3) cura dei ragazzi per favorirne il benessere fisico e relazionale, stili di vita salutari e prevenire ogni forma di dipendenza o disagio psicologico.
Considerato che:
- Una seria pianificazione del lavoro da svolgere non può prescindere da una preliminare analisi dei principali dati relativi al mondo adolescente in città. Inoltre è necessaria una mappatura dell’offerta esistente per la fascia d’età adolescenziale, con l’obiettivo di evitare duplicazioni di progetti e per mettere in relazione enti e persone che, in ambiti diversi, lavorano con le/i ragazze/i.
Considerato altresì che:
- Gli spazi per gli adolescenti, inizialmente sostenuti con i fondi per il contrasto della criminalità giovanile e della prevenzione nell’uso di droghe, hanno conosciuto un periodo di fermento con l’entrata in vigore della legge 285/97, tramite la quale venne istituito il Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza;
- nel 2000 i centri di aggregazione giovanile erano, per numero, la seconda voce degli interventi finanziati con la 285: ben 530. Nel 2017 i centri di aggregazione sociale erano appena 40.
- dopo il Covid il tema della partecipazione di ragazzi, ragazze, bambini, bambine e famiglie è diventato centrale per tutti così come il bisogno stringente di non perdere la presa su quella fascia di adolescenti che dopo la pandemia ricerca nuovi modi e tempi di socializzazione;
- l’indagine annuale di Istat sulla vita quotidiana mostra come nel corso degli anni la quota di bambini e ragazzi che, nel tempo libero, vedono ogni giorno i propri amici è drasticamente diminuita: il 70% dei preadolescenti per esempio (11-14 anni) nel 2005 vedeva i propri amici con frequenza quotidiana, mentre oggi siamo appena al 34,3%. Sono cambiate le abitudini, è arrivato il digitale, ma il bisogno di socialità e di aggregazione resta lo stesso: è un bisogno evolutivo proprio della preadolescenza e della adolescenza;
- Condivisione e aggregazione costituiscono uno degli aspetti fondamentali della crescita, ma hanno bisogno di luoghi in cui accadere. Non per nulla il diritto al riposo e al tempo libero, e la loro promozione attiva, sono sanciti dalla stessa Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dall’Italia con la legge n. 176 del 27 maggio 1991;
- è necessario pertanto promuovere il protagonismo e la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze, offrendo loro spazi e opportunità di crescita e socializzazione, soprattutto nei luoghi dove questi sono più scarsi o di difficile accesso per gli adolescenti con vulnerabilità attraverso presidi territoriali che svolgano una duplice funzione educativa e aggregativa in favore degli stessi nell’ottica di sviluppare competenze sociali, emotive e relazionali.
Tutto ciò premesso e considerato
Si impegna il Sindaco e la Giunta
- a realizzare una mappatura dell’offerta educativa e aggregativa esistente sul territorio e messa a disposizione da vari attori istituzionali e sociali;
- ad adottare il “Piano Adolescenti” inteso come atto strategico della Città al fine di rilanciare una riflessione complessiva sugli adolescenti e definire linee di indirizzo per tradurre l’impegno della Città in iniziative concrete e coordinate pensate PER, e soprattutto CON, le ragazze e i ragazzi.
- creazione o il potenziamento di “spazi aggregativi di prossimità” per i minori tra i 10 e i 17 anni quali presidi territoriali che svolgano una duplice funzione educativa e aggregativa in favore degli adolescenti con lo scopo di offrire, in contesti delimitati e polivalenti, un’ampia gamma di opportunità formative e socializzanti, anche in un’ottica di prevenzione del disagio giovanile, promuovendo il protagonismo e la partecipazione attiva dei ragazzi e delle ragazze, lo scambio tra pari e il coinvolgimento della comunità educante.
Maria Vittoria Ceraso
(Capo gruppo Lista civica Oggi per Domani)