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Riceviamo e pubblichiamo:

Gentilissimi,
dal Rapporto sui giovanile in Italia emerge che condizione primaria per gli under 35 per diventare adulti e affrancarsi dai genitori è ottenere un lavoro stabile. Allo stesso modo, per crearsi una famiglia, quasi il 70% dei giovani indica il bisogno di una situazione economica adeguata. A proposito di genitorialità, più del 60% degli intervistati esprime il desiderio futuro di avere figli. Il 72% del campione, inoltre, attribuisce un ruolo centrale al fenomeno della denatalità. Nel rapporto tra generazioni, colpisce il fatto che secondo l'opinione di tre intervistati su quattro (quasi il 75%), gli adulti comprendano "poco" (61%) o "per niente" (più del 13%) le esigenze e il vissuto dei giovani, in particolare le paure e fragilità (quasi il 61% delle indicazioni), seguito da aspirazioni e sogni (circa il 50%).
Secondo la Fondazione Bruno Visentini – che ci lavora dal 2015 e che nel 2017 ha pubblicato il primo rapporto sul Divario Generazionale  se nel 2004 un giovane di vent'anni per raggiungere l'indipendenza, doveva scavalcare un muro alto 1 metro, nel 2030 quel muro sarà alto 3 metri e dunque invalicabile. Lo stesso ventenne che nel 2004 avrebbe impiegato 10 anni per costruirsi una vita autonoma, arrivandoci a 30 anni, nel 2020 ne ha impiegati 18 e nel 2030 ne impiegherà addirittura 28: in sostanza diventerebbe "grande" a 48 anni. Dinanzi a questa situazione, occorre cambiare strada. Interrogarsi su come fare a ridurre questo divario generazionale e "pesare" l'effetto su di esso di tutte le politiche.
 Questi dati sottolineano cioè l'urgenza di interventi politici e sociali mirati a migliorare le condizioni di vita e le prospettive dei giovani attraverso la promozione di un mercato del lavoro più stabile e inclusivo, una maggiore valorizzazione delle competenze e un dialogo intergenerazionale rinnovato.

La Valutazione di impatto generazionale (Vig) nasce dall'esigenza di contrastare efficacemente il persistente divario generazionale tra i giovani di oggi e le precedenti generazioni, costantemente monitorato dall'Osservatorio politiche giovanili. Divario che si concretizza nella sempre maggiore difficoltà per i giovani di oggi di raggiungere le tappe fondamentali per lo sviluppo della propria vita, quali l'accesso a una dimora autonoma, l'acquisizione di un lavoro dignitoso e l'assunzione della maternità e paternità responsabile.
Il mancato o ritardato appuntamento con queste fondamentali tappe generano effetti sotto gli occhi di tutti, come il tuttora persistente numero di Neet in Italia, il ritardato abbandono della casa dei genitori, una sensibile riduzione del tasso di fecondità e la cd. "fuga di cervelli".
Se le prime indicazioni circa la definizione delle misure generazionali, cioè dirette esclusivamente ai giovani tra i 14 e i 34 anni e le misure potenzialmente tali, cioè con un possibile impatto significativo su questi ultimi, sono state fornite dalle Linee guida elaborate dal Comitato per la Valutazione dell'impatto generazionale delle politiche pubbliche (Covige) e introdotte con Decreto ministeriale del 12 giugno 2022 dall'allora Ministro per le Politiche giovanili,  le prime sperimentazioni sul campo sono il frutto della lungimiranza di alcune amministrazioni locali.
Prime tra queste il Comune di Parma (designata città europea dei giovani 2027 a seguito di una candidatura incentrata proprio sulla Vig) che le ha formalmente introdotte nel proprio Documento Unico di programmazione (Dup) e ora rese vincolanti su qualsiasi provvedimento comunale soggetto a "bollinatura" prima della pubblicazione. A seguire, il Comune di Bologna e via via altre municipalità in una sorta di vero e proprio "rinascimento dei Comuni".
A cornice di questo movimento spontaneo, l'Anci ha promosso le proprie linee guida presentandole a fine febbraio di quest'anno e dunque ora a disposizione di qualsiasi comune italiano.
La VIG vuole essere pertanto una risposta all'evidente disagio delle giovani generazioni che colpisce tutte le dimensioni della loro vita, come sopra ricordato, una "Domanda di futuro" che è giusto rivolgere proprio all'amministrazione più vicina ai cittadini, il Comune.

Cordialmente.

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CREMONA ORDINE DEL GIORNO 
Oggetto:   Valutazione Impatto generazionale 
Premesso che:- Il Consiglio Nazionale dei Giovani e l’Agenzia Italiana per la Gioventù nel rapporto sulla condizione giovanile in Italia “Giovani 2024: Bilancio di una Generazione”, con il supporto scientifico di EU.R.E.S. Ricerche Economiche e Sociali hanno  tracciato un quadro dettagliato delle principali sfide e delle opportunità che i giovani italiani affrontano oggi, con l’obiettivo di indagare le diverse prospettive sia di carattere informativo sia di carattere strategico, per mettere a disposizione dei decisori politici e della società civile organizzata una solida base conoscitiva, necessaria ad orientare le scelte relative al settore e/o a poter eventualmente ricalibrare i diversi indirizzi adottati;- Dal Rapporto emerge che condizione primaria  per gli under 35 per diventare adulti e  affrancarsi dai genitori è ottenere un lavoro stabile. Allo stesso modo, per crearsi una famiglia, quasi il 70% dei giovani indica il bisogno di una situazione economica adeguata. A proposito di genitorialità, più del 60% degli intervistati esprime il desiderio futuro di avere figli. Il 72% del campione, inoltre, attribuisce un ruolo centrale al fenomeno della denatalità. Nel rapporto tra generazioni, colpisce il fatto che secondo l’opinione di tre intervistati su quattro (quasi il 75%), gli adulti comprendano “poco” (61%) o “per niente” (più del 13%) le esigenze e il vissuto dei giovani, in particolare le paure e fragilità (quasi il 61% delle indicazioni), seguito da aspirazioni e sogni (circa il 50%).- Si tratta di dati che sottolineano l’urgenza di interventi politici e sociali mirati a migliorare le condizioni di vita e le prospettive dei giovani in Italia, attraverso la promozione di un mercato del lavoro più stabile e inclusivo, una maggiore valorizzazione delle competenze e un dialogo intergenerazionale rinnovato.- Secondo la Fondazione Bruno Visentini – che ci lavora dal 2015 e che nel 2017 ha
 pubblicato il primo rapporto sul Divario Generazionale – l’altezza del muro nel 2030 sarà triplicata rispetto al 2004: se nel 2004 un giovane di vent’anni per raggiungere l’indipendenza, doveva scavalcare un muro alto 1 metro, nel 2030 quel muro sarà alto 3 metri e dunque invalicabile. Lo stesso ventenne che nel 2004 avrebbe impiegato 10 anni per costruirsi una vita autonoma, arrivandoci a 30 anni, nel 2020 ne ha impiegati 18 e nel 2030 ne impiegherà addirittura 28: in sostanza diventerebbe “grande” a 48 anni. Dinanzi a questa situazione, occorre cambiare strada. Interrogarsi su come fare a ridurre questo divario generazionale e “pesare” l’effetto su di esso di tutte le politiche.
 Considerato che:- Lo Youth Check nasce su indicazione del Consiglio d'Europa ed è stato fatto proprio dall’European Youth Forum. Austria e Germania hanno introdotto da diversi anni una valutazione dell'impatto generazionale. In Italia, con il Decreto del 3 giugno 2021, il Ministro per le Politiche Giovanili ha istituito il “Comitato per la valutazione
 dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche” (COVIGE) e con DM 8 luglio
 2022 il Governo ha adottato le linee guida per la valutazione dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche.- Le prime sperimentazioni sul campo sono il frutto della lungimiranza di alcune amministrazioni locali. Prime tra queste il Comune di Parma (designata città europea dei giovani 2027 a seguito di una candidatura incentrata proprio sulla Vig) che le ha formalmente introdotte nel proprio Documento Unico di programmazione (Dup) e ora rese vincolanti su qualsiasi provvedimento comunale soggetto a “bollinatura” prima della pubblicazione. A seguire, il Comune di Bologna e via via altre municipalità in una sorta di vero e proprio “rinascimento dei Comuni”;-  E sulla stessa linea si sta muovendo l’Anci con l’osservatorio sulle politiche
 giovanili a impatto locale che ha avviato un’azione di analisi e valutazione dei progetti comunali finanziati dal Fondo Nazionale Politiche Giovanili. L’obiettivo è di valutare gli impatti economici e sociali di queste progettualità e degli investimenti analizzati, per poi formulare indirizzi, orientamenti e proposte ai soggetti istituzionali.
 Considerato altresì che:- Lo Youth Check si configura come un sistema di valutazione delle politiche pubbliche sul tema del divario generazionale, anche da un punto di vista occupazionale e lavorativo, per promuovere una società più inclusiva e favorevole alle nuove generazioni. Attraverso una serie di fasi procedurali, questo strumento valuta se le azioni intraprese dall'Ente siano indirizzate verso una reale riduzione di questo divario, rappresentando così un passo avanti significativo per il futuro delle giovani generazioni.- Lo strumento della valutazione di impatto generazionale rappresenta quindi un cambio di paradigma nella gestione delle politiche cittadine, che mette in maniera concreta il futuro dei giovani al centro dell’attività amministrativa essendo in grado di capire quali siano le conseguenze delle azioni intraprese dall'Amministrazione comunale ai vari livelli sulla popolazione giovanile. - Esso non prevede soltanto una sorta di bollinatura amministrativa di quelli che sono i provvedimenti della Giunta e del Consiglio, ma rappresenta anche un vero e proprio cambio mentale, nel senso che gli assessori, i dirigenti, i settori saranno portati, grazie a questo strumento, ad interrogarsi sul potenziale generazionale delle politiche che mettono in campo.-Le misure da sottoporre a VIG possono essere:
 1) misure generazionali quelle che comprendono tutti quei provvedimenti idonei, a vario titolo, a incidere direttamente sul divario generazionale in quanto rivolti esclusivamente ad un determinato target di giovani. Questo avviene quanto l’intervento fissa un preciso target di beneficiari, generalmente tra i 16 e i 35 anni (definite misure generazionali per destinazione) oppure sono chiaramente destinate solo ad una platea giovanile all’interno sempre della fascia 16-35 (definite misure generazionali per natura);
 2) misure potenzialmente generazionali quelle che non perseguono necessariamente finalità di natura generazionale, ma, nonostante ciò, possono incidere positivamente sul target giovani (la misura potrà essere potenzialmente generazionale se vengono inseriti incentivi, priorità o paletti che incentivino/facilitino l’accesso dei giovani alla misura stessa);
 3) misure anti generazionali quelle che pregiudicano lo sviluppo professionale e personale dei giovani oppure che, dirette ad altre fasce della popolazione, sono poste a carico prevalentemente delle generazioni più giovani (si pensi a misure realizzate “a debito”) oppure misure con esternalità negativa anti generazionale. Queste misure, peraltro, possono essere anche definite contrarie allo sviluppo sostenibile e se individuate è necessario identificare misure correttive.- Una volta identificate le misure generazionali e quelle potenzialmente tali, sarà necessario verificare le aree nelle quali possono esplicare un impatto sui giovani: 
a) educazione: effetti sul livello di accesso e di efficacia dei percorsi di educazione,
 formazione e ricerca dei giovani e sul grado di transizione scuola-università;
 2) lavoro: effetti sul livello di accesso, da parte dei giovani, al lavoro, effetti sul
 livello di autoimpiego o di creazione di impresa da parte dei giovani;
3) inclusione: effetti sul livello di inclusione sociale dei giovani e delle famiglie, sul
 miglioramento della condizione abitativa;
 4) benessere: effetti sulla condizione psicologica e fisica dei giovani.- L’adozione del sistema di impatto generazionale evidenzierà se le scelte intraprese
 dall’Amministrazione possano essere generative per i giovani, se gli stessi vengono considerati negli obiettivi di riferimento, se l’azione politica locale guardi oggi ai protagonisti della Cremona di domani.- La finalità di Youth Check è anche quella di creare una azione sistemica e strutturale rispetto le politiche giovanili basandosi non solo sull’analisi dei risultati ottenuti ma sulla valutazione dei benefici prodotti. La gestione assumerà quindi una dimensione favorevole affinché vi sia una valutazione concreta dei suoi esiti anche grazie alla vicinanza e alle strette relazioni con la comunità giovanile di riferimento.
Tenuto conto che:- Nella definizione dello strumento di Valutazione di Impatto Generazionale, è altresì fondamentale permettere ai diretti interessati, e quindi alle giovani generazioni, di inserirsi attivamente nella fase di definizione e valutazione di quelle misure che sono state preliminarmente classificate come generazionali o potenzialmente tali. Lo scopo della consultazione è principalmente quello di ricevere una serie di feedback da parte dei giovani e i loro rappresentanti, pensando al coinvolgimento di associazioni giovanili, attraverso un’interazione significativa;
 Tutto ciò premesso e considerato

Si impegna il Sindaco e la Giunta
all’avvio di una progettazione che permetta al Comune di dotarsi di uno strumento di  Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), al fine di verificare l’impatto sui giovani delle politiche locali nella convinzione che gli stessi siano i principali agenti  di sviluppo economico, di cambiamento sociale e di innovazione presenti all’interno  della nostra società.
 Maria Vittoria Ceraso 
(Capo gruppo Lista civica Oggi per Domani)