Cremona Magazine.
Notizie, Storia, Attualità ed Eventi

cover image

Il tema della ciclabile di Via Massarotti torna a far parlare col consiglio comunale che si è occupato della questione su mozione dell'opposizione. Di seguito potete leggere il resoconto ufficiale:

Interrogazione presentata in data 30 settembre 2025 dai consiglieri comunale del Gruppo consiliare Novità a Cremona (primo firmatario Alessandro Portesani) sulle criticità della corsia ciclabile di via Massarotti e rischi per la sicurezza stradale.

Premesso che:

in via Massarotti è presente da tempo una corsia ciclabile a raso, delimitata da semplice segnaletica orizzontale;

numerosi cittadini hanno segnalato gravi criticità, documentate con rilievi fotografici e misurazioni, che evidenziano rischi per la sicurezza di ciclisti e automobilisti;

la corsia ciclabile risulta posizionata tra gli stalli di sosta laterali e la carreggiata, senza alcuna protezione fisica, esponendo i ciclisti a pericoli derivanti da aperture di portiere, manovre di parcheggio e uscita dei veicoli.

Considerato che:

la carreggiata destinata agli automezzi misura circa 230 cm, mentre la larghezza degli autobus SETA in servizio è di 255 cm: ciò comporta l'inevitabile invasione della corsia ciclabile da parte dei mezzi pesanti, con conseguente pericolo per l'incolumità dei ciclisti;

la linea di demarcazione della corsia ciclabile è tratteggiata e quindi formalmente valicabile dagli autoveicoli, circostanza che riduce l'efficacia della protezione;

non di rado mezzi in sosta o in fermata occupano la corsia ciclabile, obbligando i ciclisti a spostarsi sulla carreggiata automobilistica e talvolta sulla corsia opposta;

in corrispondenza della zona della fontana si concentrano, in pochi metri, due corsie per auto, due corsie ciclabili e stalli di sosta con linea gialla, con evidente congestione e confusione viabilistica;

lungo il tratto insistono fermate del trasporto pubblico locale, con manovre di accosto e ripartenza degli autobus che avvengono sul margine della corsia ciclabile.

Tutto ciò premesso interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:

se l'Amministrazione comunale abbia verificato la conformità della sezione stradale e delle dimensioni della corsia ciclabile agli standard previsti dal Codice della Strada e dalle linee guida regionali sulla ciclabilità;
per quale motivo la corsia ciclabile sia stata realizzata con linea tratteggiata e non continua, e se tale scelta non riduca la tutela dell'utenza debole;
se, in fase di progettazione o revisione, siano stati acquisiti pareri da SETA e da altri enti competenti sul transito degli autobus;
se l'Amministrazione intenda intervenire per eliminare i rischi, introducendo misure correttive quali protezioni fisiche, ridisegno delle corsie, revisione degli stalli di sosta e della segnaletica, o limitazioni al traffico pesante;
con quali tempi e quali risorse economiche si intenda mettere in sicurezza la corsia ciclabile e la viabilità di via Massarotti.

All'interrogazione ha risposto l'assessore alla Mobilità Luca Zanacchi

Su via Massarotti esistono delle corsie ciclabili che non sono piste ciclabili. Le corsie ciclabili sono definite tali secondo l'art 49 della legge 120 del 2020 che non riporto al massimo i consiglieri si formano in merito. Le corsie ciclabili, diversamente dalle piste ciclabili sono creare attraverso segnaletica orizzontale con riga tratteggiata e in assenza di ciclisti sono sormontabili anche dai mezzi a motore. Nascono con l'obbiettivo di tutelare i ciclisti anche dove non è possibile istituire piste ciclabili che secondo la norma devono avere larghezza minima di 1,5 metri. La corsia ciclabile è, secondo il Codice della strada, quella porzione longitudinale della carreggiata, destinata alla circolazione sulle strade dei velocipedi e che può essere impiegata per brevi tratti, anche da altri veicoli se le dimensioni della carreggiata non consentono la circolazione esclusivamente ciclabile. Non va confusa con la pista ciclabile su corsia riservata, che è identificata da una segnaletica differente ed è ad uso esclusivo dei velocipedi. La definizione stradale di corsia ciclabile è stata introdotta dal decreto-legge n. 76 del 16 luglio 2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 120 del 11 settembre 2020.

La linea è tratteggiata perché è una corsia ciclabile e non una pista ciclabile. Essendo una corsia ciclabile e non una pista ciclabile, può essere utilizzata anche dai mezzi e quindi il problema non si pone. I rischi delle corsie ciclabili sono generati da un uso improprio non delle corsie ciclabili ma dei mezzi che possono utilizzare le corsie ciclabili e la carreggiata, cioè, auto e biciclette. Le corsie ciclabili generano degli spazi segnalati in modo visivo e chiaro in cui il ciclista è protetto perché all'interno di un perimetro dove in presenza di ciclisti i mezzi a motore non possono andare. Se ognuno rispetta gli spazi che il codice della strada definisce i rischi diminuiscono di molto fino quasi ad azzerarsi. Il pericolo non è generato dalla riga, ma da chi usa in modo superficiale i mezzi di locomozione, qualunque essi siano. La corsia è già in sicurezza, piuttosto dovrà rifare la segnaletica orizzontale e lo faremo a partire dalla prossima primavera.

Il consigliere Alessandro Portesani si è dichiarato non soddisfatto della risposta ottenuta.

Interrogazione presentata in data 11 ottobre 2025 dai consiglieri comunali del Gruppo consiliare Novità a Cremona (primo firmatario Alessandro Portesani) su sicurezza e criticità della nuova rotatoria di largo Moreni – svincoli di via del Porto e via Portinari del Po, congestione e scarsa illuminazione.


Premesso che:

la nuova rotatoria di Largo Moreni è stata recentemente riaperta al traffico, con lavori dichiarati conclusi dall'Amministrazione comunale;

già nei primi giorni successivi alla riapertura, numerosi cittadini hanno segnalato disagi e situazioni di pericolo nello svincolo di via del Porto e nell'immissione in via Portinari del Po, punti in cui si concentrano le maggiori criticità del nuovo assetto viario;

in particolare, vengono segnalate manovre difficoltose e bruschi rallentamenti dovuti a corsie di immissione troppo strette, visibilità ridotta e segnaletica orizzontale poco chiara;

nelle ore di punta si registrano lunghe code di veicoli fino al ponte sul Po, con gravi rallentamenti per chi proviene da via del Porto o tenta di immettersi verso via Portinari del Po;

la scarsa illuminazione serale della rotatoria e dei tratti di collegamento, unita all'assenza di adeguata segnaletica luminosa, aumenta ulteriormente il rischio di incidenti, soprattutto in presenza di nebbia o scarsa visibilità;

molti residenti della zona lamentano un peggioramento complessivo della sicurezza e della fluidità del traffico, chiedendo all'Amministrazione di verificare la funzionalità effettiva dell'opera e l'idoneità delle soluzioni adottate.


Tutto ciò premesso, si interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:

se, a lavori conclusi, sia stato eseguito il collaudo tecnico-funzionale della nuova rotatoria, con specifico riferimento agli svincoli di via del Porto e via Portinari del Po;
se siano stati effettuati sopralluoghi serali e notturni per verificare l'adeguatezza dell'illuminazione pubblica e della visibilità della segnaletica orizzontale e verticale;
se l'Amministrazione ritenga adeguata la geometria delle corsie di accesso e di immissione nei due svincoli sopra indicati, considerata la ridotta larghezza della carreggiata e la difficoltà di manovra segnalata dagli utenti;
se siano previste verifiche sistematiche di sicurezza stradale e di scorrimento del traffico nel primo periodo di esercizio dell'opera, per valutare eventuali correttivi progettuali o modifiche alla segnaletica;
se, alla luce delle criticità riscontrate, l'Amministrazione intenda potenziare l'illuminazione pubblica e migliorare la leggibilità della rotatoria, in particolare nei punti di accesso da via del Porto e via Portinari del Po.


All'interrogazione ha risposto l'assessore alla Mobilità Luca Zanacchi: Largo Moreni è stato riprogettato secondo criteri che pongono la sicurezza degli utenti al primo posto. Fruizione in sicurezza a velocità più moderata. Non si tratta semplicemente della riqualificazione di una rotatoria, ma rappresenta una visione più ampia di come dovrà necessariamente svilupparsi la mobilità in città, accogliendo in prima istanza le esigenze di sicurezza di chi, nei modi consentiti, utilizza le strade e gli spazi urbani. Largo Moreni è il tassello di una visione generale in cui la città non appartiene esclusivamente alle quattro ruote, ma, riconosce tutti i diversi utenti con i necessari spazi assieme alla necessità di elementi di sicurezza per questi ultimi. La nuova rotatoria, nella sua nuova forma e fruizione, risponde alla normativa prevista nel Codice della strada, anche nei punti più criticati è di fatto in linea con le norme attualmente in vigore. Risponde inoltre al bisogno di tutti di poter fruire della città; la sua idea progettuale si colloca agli antipodi delle visioni anacronistiche di città dove le auto possono, nel tessuto urbano, sfrecciare incuranti del contesto. In largo Moreni si passa, rallentando si passa, rallentando si supera la rotatoria e si può imboccare la direzione scelta. Ha iniziato a funzionare non appena gli utenti hanno avuto modo di familiarizzare con la nuova viabilità e appena sono stati messi in campo alcuni piccoli correttivi necessari ad aiutare gli automobilisti. Nei prossimi giorni la ditta realizzerà altri correttivi per agevolare il traffico e gli automobilisti. Anche la tanto criticata corsia ciclopedonale a doppio senso di marcia risponde alle norme nazionali e garantisce gli spazi di transito necessari anche per i veicoli a motore di ogni tipo con 3,5 metri di larghezza delle corsie sul viale Po nel tratto tra ponte di Po e rotatoria. Così ridisegnata, la rotatoria obbliga gli utenti della strada a rallentare e percorrere il tratto a velocità ridotta senza creare pericolo per nessuno. Tutti gli accorgimenti tecnici e i passaggi amministrativi circa la validazione del progetto sono stati validati da un ente terzo.

Il consigliere Alessandro Portesani si è dichiarato non soddisfatto della risposta.