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Notiziario Stampa del 26 gennaio 2026 

Crema: I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Crema hanno arrestato in piazza Di Rauso un 20enne ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. 

Nuova importante operazione di servizio sul territorio cremasco contro lo spaccio di stupefacenti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Crema. Infatti, la sera del 22 gennaio scorso, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Crema hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e resistenza a pubblico ufficiale un uomo di 20 anni, con precedenti di polizia a carico e sottoposto alla misura di prevenzione dell’avviso orale, trovato in possesso di oltre mezzo chilo di cocaina. I militari della Radiomobile, poco prima delle 19.00, durante il normale servizio di controllo del territorio, si trovavano nella periferia della città e hanno notato un’auto con alla guida il 20enne. Ma i militari sapevano che l’uomo non era in possesso di patente perché ritirata mesi prima per alcune violazioni e sospesa. Lo hanno raggiunto e hanno segnalato all’uomo di fermarsi, ma il 20enne, ha schivato l’auto di servizio, si è immesso in via Edallo, è sceso da veicolo e si è allontanato a piedi. E’ stato subito raggiunto, ma l’uomo ha continuato a camminare, dicendo di avere i documenti a casa e di non volersi fermare. E’ stato bloccato dai militari perché era molto nervoso e poteva nascondere qualcosa, ma si è divincolato con forza ed è scappato. E’ intervenuta sul posto anche la pattuglia della Stazione di Romanengo ed è stato raggiunto in piazza Di Rauso, dove ha ingaggiato una colluttazione con un militare, scalciando e dimenandosi. E’ stato bloccato e ammanettato, ma ha continuato la sua azione violenta per tentare di liberarsi. Dopo averlo posto in sicurezza e dopo avere calmato alcuni suoi parenti che hanno tentato di creare problemi e di intralciare le operazioni di controllo, i Carabinieri hanno preso le chiavi dell’auto sulla quale era stato visto alla guida e l’hanno aperta, procedendo a una perquisizione. E all’interno di un vano portaoggetti è stata trovata una confezione in cellophane contenente cocaina. A quel punto, i militari lo hanno accompagnato in caserma a Crema dove è stato arrestato, sequestrando l’involucro risultato contenere quasi 520 grammi di cocaina e sequestrando la sua auto perché guidava con patente sospesa nell’ottobre scorso per infrazioni comportamentali. In seguito, è stato accompagnato presso il carcere di Cremona e la mattina del 26 gennaio il GIP del Tribunale di Cremona ha convalidato l’arresto, applicando la misura della custodia cautelare in carcere.

Ha perseguitato la ex moglie ed il nuovo compagno. I Carabinieri della Stazione di Gussola hanno eseguito una misura cautelare del divieto di avvicinamento alle vittime.

La sera del 23 gennaio i Carabinieri della Stazione di Gussola hanno sottoposto un uomo alla misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex moglie e al suo nuovo compagno emessa dal Tribunale di Cremona per tutelare le vittime che avevano subito degli atti persecutori. La misura cautelare è scaturita dall’attività di indagine svolta dai Carabinieri della Stazione di Gussola che avevano raccolto le denunce delle vittime che avevano riferito che l’uomo aveva iniziato a seguirli, cercarli per il paese e minacciarli di morte, arrivando i giorni scorsi ad aggredire e procurare delle lesioni al nuovo compagno della donna. L’uomo era anche arrivato a minacciare di ucciderli alla presenza dei Carabinieri intervenuti i giorni scorsi a seguito delle violente liti. E l’uomo avrebbe anche procurato dei danni ad un veicolo delle parti offese. Dopo la denuncia, i Carabinieri di Gussola avevano effettuato gli opportuni accertamenti e avevano riferito gli esiti all’Autorità Giudiziaria che, tenuto conto della gravità dei fatti posti in essere e del ripetersi in pochi giorni di fatti molto gravi, ha emesso il provvedimento a tutela dell’incolumità fisica dei due, imponendo all’uomo di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalle vittime né di comunicare con loro in nessun modo, con applicazione del braccialetto elettronico.