La Lombardia, dunque, sarà di nuovo in zona gialla, a partire dal 1 febbraio. Una notizia attesa e importante che dà respiro ad alcune categorie, come bar e ristoranti, che possono riaprire sia pure con importanti limitazioni. Dobbiamo dire che anche stavolta, però, nelle comunicazioni si è creata troppa confusione. In un primo momento infatti la Regione Lombardia aveva annunciato il ritorno in zona gialla domenica 31 gennaio (pubblichiamo lo screenshot qui sotto: il post è stato poi tolto, probabilmente per non confondere gli utenti, quindi ora non è più visibile sul profilo pubblico del presidente Fontana):

In un secondo momento è arrivata la correzione con l'annuncio che la zona gialla sarebbe entrata in vigore da lunedì:
Infine, la polemica di Fontana che sottolinea che la decisione non dipende dalla Regione ma evidentemente dal Governo:
Probabilmente la decisione di riaprire lunedì (le altre volte le zone erano sempre scattate alla domenica) è finalizzata al non creare assembramenti nella giornata di domenica, in cui le persone essendo a casa e senza sfoghi da tempo avrebbero "assediato" i bar. Capiamo tutto, ma comunicare una data sbagliata ingenera confusione e snerva i gestori dei locali che avevano già annunciato la riapertura domenica ai propri clienti e hanno dovuto incassare l'ennesima delusione.
Come già successo innumerevoli volte, come vedete c'è una polemica Regione-Governo. A prescindere da ogni altra valutazione è però evidente che non c'è collaborazione: non fanno squadra, litigano e si accusano a vicenda ma "la mano sinistra non sa cosa fa la mano destra" (o il governo non ha comunicato alla regione che si ripartiva lunedì e non domenica, come le altre volte, con la zona gialla, o la Regione è stata troppo frettolosa nell'annuncio, di sicuro non si sono coordinati)
In un clima di questo tipo, gli errori continueranno a esserci: o le istituzioni fanno squadra nell'interesse della nazione, o saranno errori su errori con liti continue fra i politici e i partigiani delle varie fazioni politiche.
L'esatto contrario di ciò di cui avrebbe bisogno il paese...