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L'annuncio di Macron sull'obbligo di Green Pass anche semplicemente per andare al bar (leggi Gli annunci di Macron: in Francia obbligo di vaccinazione per i sanitari e green pass o test negativo per andare al bar) ha acceso un dibattito sul tema anche in Italia. Il commissario per l'emergenza Figliuolo ha infatti detto che si potrebbe valutare l'introduzione del sistema anche in Italia: in pratica si potrebbe andare al bar, al ristorante, agli eventi, sui treni o sugli aerei solo col Green Pass (quindi con la vaccinazione) o con un tampone negativo (che però obbligherebbe i non vaccinati a ripeterlo con frequenza perché ha durata molto limitata nel tempo). Ci sono voci favorevoli e contrarie, fra le forze politiche contraria l'opposizione mentre al governo le posizioni sono diverse fra sinistra e destra (favorevole la sinistra, decisamente meno la destra). Quanto agli esercenti, Federalberghi è favorevole mentre Fipe pare di no. Il vantaggio principale sarebbe l'evitare il ritorno delle restrizioni in caso di risalita dei contagi, restrizioni che si applicherebbero solo ai non vaccinati. Per quanto riguarda il tema dell'obbligo di trattamento sanitario il mantenimento dell'alternativa del tampone negativo eviterebbe di definirlo un obbligo, altrimenti varrebbe l'articolo 32 della Costituzione che recita:"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge" (contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, non vieta affatto l'imposizione di trattamenti obbligatori, ma lo sottopone a riserva di legge: in pratica non può essere imposto per decreto ma solo per legge approvata dal parlamento e in presenza di prerequisiti precisi, insomma non un divieto ma un legare l'imposizione a requisiti rigorosi e procedure precise)