Cremona Magazine.
Notizie, Storia, Attualità ed Eventi

cover image

COMUNICATO STAMPA

Ordine del giorno presentato in data 6 marzo 2025 dalla capogruppo del Gruppo consiliare Oggi per Domani Maria Vittoria Ceraso sull’emergenza lame tra i giovani: iniziative e campagne di sensibilizzazione. 

Premesso che:

è stato diffuso il nuovo report “Omicidi volontari consumati in Italia” realizzato e diffuso dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale che ha evidenziato che la percentuale di minorenni autori di un omicidio in Italia in un anno risulta quasi triplicata. I dati delle forze dell'ordine ci dicono infatti che nel 2024 l'incidenza dei delitti commessi dai minori di 18 anni si attesta all'11 % del totale degli omicidi rilevati, a fronte del 4% dell'anno precedente. Non solo: dai numeri emerge anche che è quasi raddoppiata anche la percentuale di minorenni uccisi: nel 2024 è stata del 7% mentre nel 2023 era al 4%. Nel 2024 il 49% degli omicidi ha avuto origine da una lite degenerata (45% nel 2023) mentre per quanto riguarda il modus operandi, al primo posto c'è l'uso di armi improprie e armi bianche, con 133 casi nel 2024 a fronte dei 156 nel 2023.

 

Considerato che:

la diffusione di armi bianche tra i minori rappresenta un fenomeno preoccupante anche nella nostra città. Sempre più adolescenti e giovani adulti portano con sé coltelli anche a scuola e soprattutto la sera. All'origine di questo comportamento c'è spesso l'errata convinzione che i coltelli servano a proteggere se stessi e gli amici. Avere un coltello con sé porta solo ad esasperare ulteriormente una situazione conflittuale con potenziali e drammatiche conseguenze come avvenuto in vari e recenti episodi;

in un contesto in cui gli episodi di violenza giovanile sono in aumento, è diventata essenziale l'attuazione di strategie mirate prendendo misure concrete per affrontare il problema, partendo dalla sensibilizzazione dei ragazzi sui rischi legati al possesso di armi. E' necessario informare i minori riguardo alle conseguenze legali e sociali derivanti dall'utilizzo delle armi, cercando di instillare un senso di responsabilità e consapevolezza;

è fondamentale pertanto avviare programmi educativi che affrontino in modo diretto i rischi legati alla violenza e all'uso di armi tra i ragazzi con l'intento di far comprendere ai giovani non solo le conseguenze pratiche dell'utilizzo di armi bianche, ma anche le implicazioni relazionali e sociali.

Per affrontare questo problema è necessario promuovere una cultura della responsabilità e della sicurezza tra le nuove generazioni, con iniziative che vedono il coinvolgimento di scuole e famiglie.

iniziative come incontri e dibattiti possono coinvolgere attivamente studenti, insegnanti e famiglie con l'obiettivo di creare un dialogo aperto e costruttivo, affinché i giovani possano esprimere le proprie preoccupazioni e, al contempo, ricevere supporto e informazioni utili. E' necessario un approccio al problema che miri a costruire una rete di sostenitori all’interno delle comunità scolastiche, capaci di monitorare e prevenire situazioni di rischio;

proprio per questo è opportuno lanciare campagne di sensibilizzazione che non si rivolgano solo ai giovani, ma anche alle loro famiglie e all'intera comunità essendo cruciale la partecipazione collettiva nel combattere la diffusione di comportamenti violenti tra i minori. Attraverso momenti informativi le famiglie possono apprendere strategie per affrontare la questione, promuovendo quindi un ambiente domestico più sano e consapevole;

la sfida sollevata da questa emergenza richiede una risposta globale e incisiva. Il Comune insieme alle forze dell'ordine, alle scuole e alla comunità, ha il dovere di porsi come obiettivo primario quello di creare contesti in cui i giovani possano crescere senza timore di violenze e intimidazioni. Solo attraverso un'azione comune possiamo garantire un futuro più sereno ai ragazzi, affinché possano sviluppare relazioni basate su rispetto e sicurezza.

 

Tutto ciò premesso e considerato, si impegna il Sindaco e la Giunta:

a porre la questione specifica della diffusione di armi bianche, in particolare dei coltelli, tra i minori all'attenzione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica al fine di individuare azioni di contrasto attraverso un'attività di controllo mirata ed eventuale punizione;

promuovere una campagna di sensibilizzazione, nei termini sopra descritti, per spronare i giovani a lasciare il coltello a casa e a fare tutto il possibile per favorire una convivenza sicura e senza violenza.

 

All’istruzione dell’ordine del giorno è seguito il dibattito nel corso del quale hanno preso la parola i consiglieri Cinzia Marenzi (Fare Nuova Cremona Attiva), Luca Fedeli (Fratelli d’Italia), Andrea Carassai (Forza Italia), Vittoria Loffi (Partito Democratico), Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona), Marialuisa D’Ambrosio (Cremona sei tu!) e Alessandro Portesani (Novità a Cremona). A nome della Giunta è intervenuto l’assessore alla Sicurezza Santo Canale: Si confermano i dati presentati dalla consigliera Ceraso: Cremona non è immune dalla diffusione di lame tra i giovani. Le cause, a prescindere da un’evidente crisi sociale giovanile, sono riconducibili in primo luogo ad un fattore culturale per cui il possesso di un’arma da taglio non denota alcuna anormalità. I minorenni, di conseguenza, sono la fascia più colpita perché rappresentano l’onda lunga degli immigrati di seconda generazione che crescono e si confrontano con i coetanei, normalizzando questo comportamento totalmente illecito che tuttavia a volte viene confuso con il diritto all’autodifesa. Infatti, già in tempi remoti, nell’art. 4 della L. 110/1975 e prima ancora il codice penale, il legislatore ha vietato, sanzionandolo penalmente, il porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, per la verità sanzionando la condotta, nella sua versione non aggravata, con pene assai poco incisive, qualificandolo come un reato soggetto a contravvenzione. Dal punto di vista repressivo, la Polizia Locale insieme alle altre forze di Polizia opera sul territorio rinvenendo molto spesso armi bianche che vengono prontamente sequestrate, tuttavia spesso accade in conseguenza di reati già consumati e quindi l’aspetto repressivo va sicuramente affiancato da percorsi educativi a partire dai giovanissimi. I retaggi culturali vanno abbattuti su due fronti: da un lato, abbandonare la convinzione che sia necessario difendersi da soli, senza affidarsi alla legge e alle istituzioni; dall’altro, serve una cultura della legalità che evidenzi il vizio del ricorso alle armi e favorisca l’integrazione e il dialogo tra etnie diverse basato su valori comuni di legalità, a prescindere dal paese di origine. A questo proposito, nell’ambito delle politiche educative, sentita l’assessora Roberta Mozzi, si ritiene possibile e proficuo inserire il tema delle “armi bianche” nelle varie campagne di sensibilizzazione in tema di civismo e rispetto della legalità proposte dall’Amministrazione comunale.

L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità.