COMUNICATO STAMPA
Interrogazione presentata in data 10 novembre 2025 dai consiglieri comunali del Gruppo consiliare Novità a Cremona (primo firmatario Alessandro Portesani) sulla situazione abitativa dell'assegnataria di alloggio comunale in via Vecchia (ex area Frazzi) – richiesta di chiarimenti e interventi immediati.
Premesso che:
nei giorni scorsi il quotidiano La Provincia di Cremona ha pubblicato un articolo in cui si segnala che l'assegnataria di un alloggio comunale in via Vecchia – persona con disabilità – denuncia condizioni abitative fortemente inadeguate: elevata umidità, assenza di riscaldamento, necessità di tenere la finestra aperta per evitare condensa e muffe;
l'alloggio in questione si trova in via Vecchia (ex area Frazzi), ricavato da un vecchio cascinale di proprietà comunale, e risulta soggetto a lavori di ristrutturazione da parte dell'Amministrazione;
la situazione abitativa descritta contrasta con il diritto all'abitare dignitoso, in particolare per soggetti fragili come la persona segnalante, che necessita di condizioni adeguate al suo stato di salute e tutela giuridica (legge 104/1992, principio pari opportunità);
in qualità di proprietà e gestore dell'immobile, il Comune è direttamente responsabile della manutenzione, della verifica di idoneità abitativa e dell'assegnazione degli alloggi comunali, nonché dell'adozione di interventi urgenti qualora vengano segnalate condizioni di pericolo o grave disagio.
Considerato che:
è imprescindibile che l'Amministrazione garantisca la salubrità, la sicurezza e l'efficienza degli impianti degli alloggi comunali, specialmente se assegnati a persone con disabilità o con fragilità; la situazione descritta appare aggravata dall'inverno imminente e dalle temperature rigide, rendendo urgente un intervento tempestivo dell'Amministrazione; è opportuno conoscere se esistano casi analoghi in alloggi comunali della città e quali misure sistematiche siano attivate per evitare il ripetersi di tali situazioni.
Tutto ciò premesso si interrogano il Sindaco e la giunta per sapere:
1. se l'Amministrazione sia già a conoscenza del caso della persona segnalante e dell'alloggio comunale in via Vecchia; e se siano già stati effettuati sopralluoghi o verifiche tecniche presso l'abitazione in oggetto;
2. qual è lo stato tecnico degli impianti (riscaldamento, isolamento termico, ventilazione, eliminazione condensa) dell'alloggio assegnato e quali interventi urgenti sono già stati programmati o messi in atto;
3. se vi sono altri nuclei assegnatari di alloggi comunali nel Comune di Cremona che abbiano segnalato condizioni simili di disagio (umidità, assenza di riscaldamento, lavori in corso e disagio abitativo) e, in caso affermativo, quanti sono e qual è la tipologia degli alloggi coinvolti;
4. quali misure immediate l'Amministrazione intenda adottare affinché la segnalante possa vivere in condizioni abitative dignitose e sicure (ad esempio, trasferimento temporaneo in alloggio idoneo, accelerazione dei lavori, verifica rapida dell'impiantistica);
5. se è prevista l'attivazione di un piano di controllo e manutenzione sistematica degli alloggi comunali assegnati a soggetti fragili (persone con disabilità, nuclei monoparentali, anziani soli), con cadenza definita e comunicazione trasparente agli assegnatari interessati.
All'interrogazione ha dapprima risposto l'assessore Paolo Carletti: L'intervento di via Vecchia riguarda il recupero di 14 alloggi e, come per altri contesti, la permanenza di 9 inquilini durante i lavori. Questa scelta crea inevitabilmente dei disagi nelle persone che rimangono e un aumento di problematiche nei lavori, ma l'allontanamento di tutti gli inquilini non risulta quasi mai fattibile. La pianificazione prevedeva pertanto la sistemazione degli alloggi sfitti, il trasferimento di parte dei condomini nei nuovi alloggi ristrutturati e a scalare, la ristrutturazione degli appartamenti lasciati liberi. Gli abbinamenti tra gli inquilini e i nuovi alloggi hanno dovuto tenere conto dei contratti già in essere e delle dimensioni delle stanze, al fine di garantire il riuso degli arredi. La prima locazione individuata per l'inquilina all'interno della corte non è stata di suo gradimento e, considerate le fragilità e l'invalidità, è stata trovata una soluzione alternativa, con una nuova ridistribuzione complessiva. L'appartamento individuato per lei rientrava nella seconda fase degli spostamenti. La fine dei lavori era prevista prima dell'inizio della stagione termica, ma alcuni imprevisti (tra cui alcuni ritrovamenti pavimentali storici durante gli scavi e la necessità di rifare completamente le dorsali principali degli impianti nel cortile) ha ritardato il completamento. In particolare per l'impianto del gas e per risolvere il distacco negli appartamenti, sono stati installati boiler elettrici (questo già nel periodo estivo) e con l'inizio dei mesi freddi, si pensava di dotarli di caloriferi sempre elettrici. L'impresa esecutrice, per agevolare le lavorazioni rimanenti e ridurre i tempi, ha deciso di affittare, a sue spese, alcuni alloggi dove ospitare le persone i cui spostamenti erano prevista nella seconda fase. Anche l'inquilina rientrava in questa operazione, ma l'esigenza di spostarsi con i suoi cinque cani, ha reso difficile trovare una collocazione adeguata. Tutti gli appartamenti del complesso, proprio perché ristrutturati molti anni fa, non presentano attualmente quegli accorgimenti tecnici di risparmio energetico e di climatizzazione che sono previsti nelle ristrutturazioni attuali. Sono comunque tutti dotati degli impianti base tradizionali. Ad oggi le richieste manutentive evase sono state circa 270 per un totale di € 160.000,00. Tra queste, diverse riguardano la presenza di umidità, la cui causa è da ricercarsi nella tipologia costruttiva degli immobili (scarsamente coibentati), oltre alla gestione dei locali da parte degli inquilini. Nel frattempo l'inquilina è stata trasferita temporaneamente in un alloggio in città, in attesa di poterle assegnare il nuovo appartamento ristrutturato nel complesso di via Vecchia dove la fine dei lavori è prevista entro il mesi di febbraio 2026. Attualmente è previsto un piano di controllo programmato sulle parti comuni di tutti i fabbricati, mentre gli interventi all'interno degli alloggi avviene a chiamata da parte degli inquilini. Nel caso di richieste da parte di soggetti fragili, l'intervento viene condiviso con gli operatori sociali, per ridurre il più possibile i disagi.
E' seguita la risposta dell'assessora Marina Della Giovanna: La situazione specifica era conosciuta e ha potuto beneficiare di tutti gli interventi messi in campo dal Comune per l'accompagnamento dei nuclei residenti nello stabile. A supporto delle attività di cantiere, sono stati infatti garantiti ai residenti dall'operatore sociale del Servizio Alloggi interventi costanti di carattere tanto comunicativo/informativo (ad esempio incontri informativi con i singoli residenti e con il tutto condominio e collegamento con il Servizio Alloggi e il Servizio Sociale), quanto organizzativo/logistico (soprattutto in rapporto alla Direzione dei Lavori e alla Direzione degli interventi in loco). L'operatore sociale, nell'ambito della sua attività ordinaria di mediazione e di collegamento con il servizio di manutenzione degli alloggi pubblici, è comunque sempre reperibile anche telefonicamente per i residenti. In considerazione della particolare fragilità dell'inquilina, che è seguita dai Servizi Sociali fin dagli anni Novanta, sono state adottate ulteriori attenzioni. Il reperimento dell'appartamento dove temporaneamente traslocare la signora è stato, come già chiarito nelle settimane scorse, complicato dalla presenza dei cinque cani, ma alla fine si è comunque trovata, con la collaborazione dell'amministratore di sostegno della stessa, una soluzione temporanea adeguata, coprendone interamente i costi, compresi quelli per il trasloco. A conclusione della ristrutturazione, tutti i quattro nuclei alloggiati in appartamenti temporanei saranno trasferiti negli alloggi ristrutturati di via Vecchia, con costi e logistica a carico del Comune. Infine, il sistema dei servizi abitativi comunali, inteso come complesso dei servizi e degli uffici coinvolti nella gestione degli alloggi, si è nel tempo dotato di idonei dispositivi volti ad assicurare le opportune dovute priorità alle fragilità, sulla base delle differenti esigenze, e nello specifico, della figura di un operatore sociale, incardinato nel Servizio Alloggi e dedicato full time alla facilitazione dell'accesso dell'inquilinato al servizio manutenzione e all'accompagnamento degli inquilini; e del Servizio dei Tutor condominiali, realizzato tramite affidamento al Terzo Settore, dedicato al presidio dei contesti abitativi per la mediazione dei conflitti e all'intercettazione precoce delle eventuali nuove situazioni di fragilità in raccordo con i Servizi Sociali.
Il consigliere Alessandro Portesani, pur ringraziando gli assessori, si è detto non soddisfatto della risposta.