COMUNICATO STAMPA
Giovedì 5 giugno, nella meravigliosa cornice offerta dalla Piazza del Comune di Cremona, alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose, di una rappresentanza di scolaresche del Capoluogo e dei numerosi cittadini accorsi, si è svolta la celebrazione del 211° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, con una cerimonia militare organizzata dal Comando Provinciale Carabinieri di Cremona.
L’Istituzione celebra ogni anno il proprio anniversario nella data del 5 giugno per ricordare il giorno in cui la Bandiera dell’Arma venne insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare, concessa, nel corso di una cerimonia svoltasi il 5 giugno 1920, per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima Guerra Mondiale.
Da 211 anni i Carabinieri sono al servizio dei cittadini con una struttura organizzativa complessa e specialistica, per aderire alle molteplici esigenze delle diverse realtà locali ed ai mutamenti sociali, culturali ed economici. Architrave di questo sistema le Stazioni Carabinieri, presidi di ascolto, accoglienza e rassicurazione, imprescindibili capisaldi per garantire il bene comune e la presenza dello Stato.
La giornata si è aperta con due cerimonie di commemorazione ai Caduti: la prima si è tenuta alle 09.00, alla presenza del Colonnello Paolo Sambataro, Comandante Provinciale di Cremona, con la deposizione di una composizione floreale presso la targa marmorea posta all’ingresso della Caserma Santa Lucia, sede del Comando Provinciale di Cremona; la seconda, alle 09.30, in Piazza IV Novembre ove il Col. Paolo Sambataro, insieme al Presidente ed a una rappresentanza di Soci e Benemerite della Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Cremona, ha deposto una corona d’alloro al monumento dedicato “al Carabiniere”.
Alle 17.30, come detto, la cerimonia militare che ha visto lo schieramento di un reparto di formazione in rappresentanza delle diverse articolazioni dell’Arma presenti in provincia, con le proprie peculiarità ed i rispettivi ambiti di intervento. Lo schieramento è stato completato dai Labari delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri, del Nastro Azzurro e delle altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma, a rimarcare l’immutato legame e la continuità valoriale tra il personale in servizio e coloro che hanno servito la Patria nel recente passato, nonché dai Gonfaloni del Comune e della Provincia di Cremona.
A suggellare il rapporto indissolubile con il territorio anche una nutrita rappresentanza di Sindaci della provincia di Cremona le cui fasce Tricolori, oltre a riportare alla mente ed al cuore lo spettacolo offerto dal 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” nel cielo di Cremona in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica, hanno testimoniato la sinergia istituzionale tra Amministrazioni locali, rievocando quelle immagini immortalate in importanti pagine letterarie, opere cinematografiche ed artistiche, incentrate sul rapporto tra il Sindaco ed il suo Comandante di Stazione, chiamati a tessere un dialogo costante per la migliore gestione del bene e della sicurezza delle collettività loro affidate.
Dopo la lettura del Messaggio augurale formulato dal Presidente della Repubblica e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha preso la parola il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cremona, Colonnello Paolo Sambataro il quale, nel corso dell’intervento, ha richiamato alcuni aspetti storici sulla figura del Carabiniere, rievocati nel 110° anniversario della Battaglia del Podgora, con particolari riferimenti all’etica, al senso di responsabilità e dedizione verso il prossimo, alla trasparenza di condotte e di intenti, presupposti fondamentali a sostegno dell’agire di ogni Carabiniere.
Il Comandante Provinciale ha sottolineato il solido assetto di sinergia istituzionale presente a Cremona, verso il quale convergono armonizzati, sotto il costante coordinamento del Prefetto, i peculiari contributi offerti dalle Forze di Polizia e da ogni altro attore chiamato a partecipare alla tutela della sicurezza pubblica con le proprie articolazioni e competenze. Nel corso dell’intervento è stato anche tracciato un bilancio dell’attività operativa, di prevenzione e di contrasto, condotta dall’Arma dei Carabinieri sul territorio nel corso degli ultimi dodici mesi (al riguardo, si rimanda all’allocuzione tenuta dal Comandante Provinciale, che si allega esclusivamente per l’estrapolazione di brevi estratti o dati).
La Festa dell’Arma costituisce anche l’occasione per attribuire un pubblico riconoscimento ai Carabinieri che si sono distinti in operazioni di servizio. Quest’anno le attestazioni di merito sono state consegnate ai seguenti Carabinieri:
- Capitano Camillo Calì, Comandante del Nucleo Investigativo di Cremona;
- Capitano Armando Laviola, Comandante della Compagnia di Crema;
- Luogotenente Carica Speciale Alessandro Ciaberna, Comandante della Stazione di Castelleone;
- Luogotenente Ivan Marotta, effettivo all’Aliquota Operativa di Crema;
- Maresciallo Capo Marco Petrachi, effettivo al Nucleo Investigativo di Cremona;
- Maresciallo Capo Marco Ferracin, effettivo all’Aliquota Operativa di Crema;
- Maresciallo Ordinario Massimo Girmena, Comandante della Stazione di Torre de’ Picenardi;
- Maresciallo Ordinario Massimiliano Presacco, Comandante dell’Aliquota Radiomobile di Crema;
- Maresciallo Alessandro Vetrugno, effettivo alla Stazione di Castelleone;
- Brigadiere Capo Qualifica Speciale Leonardo Fazio, effettivo alla Stazione di Torre de’ Picenardi;
- Brigadiere Domenico Giglio, effettivo all’Aliquota Radiomobile di Crema;
- Brigadiere Massimiliano Naitana, effettivo alla Stazione di Castelleone;
- Brigadiere Alessandro Zucchi, effettivo alla Stazione di Romanengo;
- Vice Brigadiere Antonino Calogero Lollo, effettivo alla Sezione Radiomobile di Cremona;
- Vice Brigadiere Marco Lucarelli, effettivo all’Aliquota Operativa di Crema;
- Appuntato Scelto Qualifica Speciale Beniamino Tuccillo, effettivo all’Aliquota Radiomobile di Crema;
- Appuntato Scelto Qualifica Speciale Lorenzo Vecchio, effettivo alla Sezione Amministrativa Provinciale di Cremona;
- Appuntato Scelto Qualifica Speciale Alessio Liguori, effettivo alla Stazione di Crema;
- Appuntato Andrea Di Meo, effettivo alla Stazione di Torre de’ Picenardi;
- Carabiniere Scelto Salvatore Lanza, effettivo al Nucleo Investigativo di Cremona;
- Carabiniere Scelto Eliseo Cornacchia, effettivo al Nucleo Investigativo di Cremona;
- Carabiniere Franco Vassallo, effettivo alla Sezione Radiomobile di Cremona;
- Carabiniere Michael Trotta, già addetto alla Stazione di Crema.
La cerimonia si è conclusa con il Canto degli Italiani intonato e rappresentato nella lingua dei segni da una rappresentanza di bambini della Scuola Primaria “Realdo Colombo e Ferrante Aporti” e della Scuola Secondaria di I° grado “Marco Gerolamo Vida” di Cremona. ù
ECCO LA PROLUSIONE DEL COLONNELLO PAOLO SAMBATARO COMANDANTE DELL'ARMA PROVINCIALE DEI CARABINIERI
Autorità, gentili Ospiti, cittadinanza tutta, grazie per esservi uniti a noi Carabinieri del Comando Provinciale di Cremona nel celebrare il 211° Annuale di Fondazione dell’Istituzione.
Il mio deferente saluto ai Gonfaloni del Comune e della Provincia di Cremona nonché ai Labari delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma, quest’anno volutamente inseriti quale parte integrante dello schieramento per sottolineare, anche visivamente, il continuum di valori e di identità che si perpetua nel tempo.
Saluto e ringrazio i rappresentanti delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari, costantemente impegnati con l’obiettivo di coniugare la tutela del benessere delle Donne e degli Uomini dell’Istituzione con l’esigenza di garantire i massimi livelli di efficienza.
Non ultimo, rivolgo il mio commosso abbraccio alle Vedove ed agli Orfani dei nostri Caduti, ben consapevole che il nostro affetto potrà lenire ma mai cancellare il dolore per la perdita dei loro Cari.
La scelta di far ricadere la celebrazione dell’Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri nella giornata del 5 giugno risiede nel fatto che il 5 giugno del 1920, per il complesso delle operazioni svolte nella I Guerra Mondiale, la Bandiera di Guerra dell’Arma fu insignita della sua prima Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: “Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla vittoria delle armi d’Italia”. Tra quelle prove spiccano i combattimenti sulle pendici del Monte Podgora, sulla sponda destra del fiume Isonzo, poco fuori la città di Gorizia, rimasti fulgidamente iscritti nelle pagine di storia dell’Arma, di cui quest’anno ricorre il 110° Anniversario. L’assalto del 19 luglio del 1915 da parte del Reggimento Mobilitato alla quota 240 del Monte Podgora simboleggia la fedeltà, la saldezza ed il coraggio dei Carabinieri, che pur di portare a compimento l’ordine impartito non si fermarono neanche di fronte alle soverchianti forze dell’esercito austro-ungarico, arroccato in trincee di cemento resistenti al tiro di artiglieria e collocate in posizioni defilate dalle quali poter agevolmente colpire a massa l’avanzata alla baionetta dei Carabinieri che disciplinata e compatta continuò, incurante dei morti e dei feriti.
Il combattimento costò al Reparto 53 morti e 143 feriti; il Comandante della Brigata “Pistoia” scrisse che i Carabinieri “stettero saldi ed impavidi sotto la tempesta di piombo e di ferro che imperversava da ogni parte”. Il 10 ottobre 1917 il Duca d’Aosta, Comandante della 3a Armata, nel consegnare le decorazioni al Valore ai Carabinieri della sua Armata, così ricordò l’epica giornata: “…deste prova della più grande tenacia, rimanendo saldi ed impavidi sotto la furibonda tempesta nemica di ferro e di fuoco, decimati ma non fiaccati”.
Peraltro, il giorno antecedente alla scalata del Podgora, un gruppo composto da Carabinieri e Genieri impegnato nelle attività preparatorie fu fatto oggetto di fuoco nemico riportando due vittime. Cito l’episodio per trasporlo ai giorni nostri ed in questo territorio, in cui Carabinieri e Guastatori del 10° Reggimento “Col di Lana” condividono l’impegno nell’assolvimento dei compiti militari, di protezione civile e soccorso alla popolazione in caso di calamità, accomunati da un identico patrimonio valoriale fatto di tradizione militare, spirito di servizio e dedizione al prossimo. Apro quindi i miei saluti e ringraziamenti istituzionali con il Colonnello Roberto Spampanato, Comandante del 10° Reggimento Genio Guastatori “Col di Lana”, amico e fratello in armi dai tempi dell’Accademia Militare di Modena, oggi rappresentato dal Tenente Colonnello Giovanni Petrocelli.
Fedeltà, spirito di servizio, coesione e trasparenza d’intenti, sono valori che ora come allora devono costituire la cifra distintiva di ciascun Carabiniere, imprescindibili per rispondere concretamente alla domanda di sicurezza delle comunità fornendo protezione, ascolto e rassicurazione. Una dedizione frutto di intimo convincimento e consapevolezza del ruolo e della delicata funzione sociale svolta, sorretta da una vertebrata struttura etica in grado di rendere ognuno di noi capace di fornire soluzioni di sostanza e non di apparenza, per continuare ad essere sempre all’altezza della fiducia, dell’affetto e della gratitudine riposti dagli Italiani e dalle Istituzioni nell’Arma dei Carabinieri.
Valori che si declinano in prima evidenza nell’operato delle Stazioni Carabinieri, architravi dell’Istituzione poiché luoghi di ascolto, empatia e dialogo, nei quali già la sola possibilità di condividere un piccolo o grande problema quotidiano infonde speranza e conforto, alleviando nelle persone la preoccupazione ed il timore di restare sole di fronte ai propri bisogni ed alle difficoltà. Rivolgo pertanto a Voi Comandanti di Stazione e di Nuclei Forestali Carabinieri oggi qui schierati ed ai Vostri Carabinieri il mio sincero grazie, mai sufficiente nel rendere giusto merito all’impegno quotidianamente profuso nel riuscire ad assicurare, pur tra mille incombenze, attivazioni, emergenze, la centralità del cittadino e la presa in carico delle più svariate necessità con competenza e passione.
Il mio grazie diviene portavoce delle molteplici attestazioni di stima e riconoscenza che mi pervengono dai singoli territori, anche oggi sottolineate dalla presenza di numerosi Sindaci dei 113 Comuni della provincia di Cremona, in un’immagine che non può far desiderare sintesi migliore per rappresentare l’inscindibile legame tra l’Arma dei Carabinieri e la comunità. Cari Sindaci, le vostre fasce Tricolori, che riportano alla mente e ai cuori dei presenti la meraviglia del Tricolore fatto fluttuare nei cieli di Cremona dai Carabinieri del 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania” in occasione della Festa della Repubblica, nei valori loro sottesi sono e saranno sempre per noi Carabinieri la bussola etica che orienta le nostre coscienze e guida il nostro agire.
L’azione delle Stazioni Carabinieri si innesta nel più ampio sistema di gestione provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica. Quotidianamente, oltre 50 servizi esterni di diversa tipologia operano per la prevenzione sul territorio, inserendosi nell’architettura funzionale offerta dal modello di coordinamento delle Forze di polizia concepito dalla Legge 121/81. Un sistema di sicurezza divenuto un paradigma di successo, una piattaforma solida che nel valorizzare, armonizzandoli, i contributi offerti dalle rispettive peculiarità ed attribuzioni, ha fatto del pluralismo delle Forze di polizia un moltiplicatore di efficienza, imprescindibile nella gestione delle complessità connotanti la sicurezza pubblica.
Al riguardo, rivolgo un sentito ringraziamento al Signor Prefetto della Provincia di Cremona, Dott. Antonio Giannelli, per la costante opera di indirizzo e coordinamento e la premurosa attenzione rivolta al comparto Forze di polizia, agli amici e colleghi Ottavio Aragona, Massimo Dell’Anna e Michele Castore, rispettivamente Questore, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Cremona, nonché ai Vertici della Casa Circondariale e della Polizia Penitenziaria di Cremona, della Polizia Provinciale e dei Comandi di Polizia Locale. L’interazione proficua e strutturale tra questi assetti, funzionale al conseguimento sinergico di obiettivi, si afferma quale preziosa risorsa per il territorio e trae origine, lo ribadisco, da un rapporto in cui la solida e sincera affinità umana precede e sostiene la collaborazione professionale.
La celebrazione dell’Annuale di Fondazione costituisce occasione per tracciare un resoconto dell’attività operativa sviluppata dall’Arma dei Carabinieri sul territorio. Lungi dal mero esercizio autoreferenziale, l’analisi dei dati diviene strumento necessario per leggere attentamente le esigenze territoriali, individuare le priorità d’intervento e qualificare, di conseguenza, la scelta delle strategie d’azione più aderenti al contesto ed efficaci sul piano preventivo e repressivo. Una scelta che trova ulteriore e primario interlocutore nell’Autorità Giudiziaria, giudicante e requirente, rispettivamente guidate dal Presidente del Tribunale di Cremona, D.ssa Anna Di Martino, e dal Dott. Silvio Bonfigli, Procuratore della Repubblica, ai quali rivolgo il mio deferente saluto, accompagnato dal vivo ringraziamento per la puntuale opera di indirizzo e sostegno, costruita sull’opportunità di un confronto dialogico percorribile in ogni circostanza e foriero di arricchimento umano e professionale.
Negli ultimi dodici mesi l’Arma dei Carabinieri di Cremona ha proceduto per l’85% dei reati commessi nella provincia, arrestando 194 persone e deferendone in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria 2.284 (di cui 131 per guida in stato di ebbrezza, a rimarcare le criticità legate alle conseguenze dell’abuso di alcool, sotto diversi profili). Le richieste di intervento gestite in un anno dalle dipendenti Centrali Operative ammontano a 27mila.
Tra le principali fenomenologie criminose si evidenzia il costante impegno al contrasto agli stupefacenti, con 20 persone arrestate, 29 denunciate e 275 segnalate quali assuntori alla locale Prefettura; tra le diverse tipologie di sostanze sequestrate si annoverano 27 chili di cocaina e 7 tra hashish e marijuana.
Per quanto attiene ai reati ricompresi nel c.d. “Codice Rosso”, le persone tratte in arresto sono state 34 e 171 quelle deferite; 49 persone sono state destinatarie di misure pre-cautelari quali l’allontanamento dalla casa familiare ed il divieto di avvicinamento alla parte offesa, di cui 23 con applicazione del braccialetto elettronico. Al riguardo, a fronte di una significativa diminuzione pari al -77% degli atti persecutori, sono aumentati del +32% gli episodi di maltrattamento in ambito domestico/famigliare (si pensi che nei primi 5 mesi dell’anno in corso sono già 47 le persone tra deferite/arrestate per maltrattamenti, a fronte di soli 4 soggetti denunciati per atti persecutori), a conferma della necessità di continuare ad assicurare elevati livelli di attenzione e professionalità al fenomeno in uno sforzo corale tra i vari soggetti in campo che non può prescindere da una significativa e concreta opera di investimento nella promozione della cultura all’affettività ed alla sessualità, da coltivare sin dalla giovane età attraverso la costanza di un percorso educativo famigliare e scolastico, via via progressivo nei contenuti offerti, che edifichi all’empatia per l’altro ed alla comprensione del valore di un rifiuto e della perentorietà di un NO detto da una donna.
Al riguardo, sottolineo con grande soddisfazione l’impegno profuso dall’Arma nella diffusione della cultura della legalità nelle scuole della provincia attraverso conferenze che hanno coinvolto 8.500 studenti, organizzate per approfondire le tematiche riconducibili al mondo giovanile ed alle più evidenti manifestazioni del disagio. Pari attenzione è stata rivolta alle persone anziane, sensibilizzate dai Comandanti di Stazione e di Compagnia sull’odioso fenomeno delle truffe con incontri nelle parrocchie, nei luoghi di cura e nei centri di aggregazione. In particolare, sottolineo la progettualità “Alfabeti Digitali”, avviata con il Comune di Cremona, volta a fornire agli anziani le conoscenze basilari dell’informatica e dei principali devices, primo presupposto per sapersi difendere dalle truffe ma anche opportunità per sfruttare le potenzialità offerte dagli strumenti tecnologici nella gestione delle necessità quotidiane, nonché l’iniziativa supportata dalla Società Padania Acque di divulgare materiale informativo sul tema recapitandolo agli utenti con la bolletta, che ci ha permesso di informare, per due cicli di fatturazione, tutti i residenti della provincia.
L’azione di contrasto alle truffe agli anziani ha fatto registrare un significativo incremento delle persone denunciate (+8), associato ad una flessione del -7% per le restanti tipologie di truffe e di frodi informatiche che prosegue il trend positivo dello scorso anno di riferimento, allorquando c’era stata un’ulteriore diminuzione del -10% rispetto al dato del 2023.
Riguardo alle più gravi forme di delittuosità le estorsioni, non contestualizzate ad ambiti di criminalità organizzata bensì legate alla compravendita di stupefacenti o a conflittualità tra privati, hanno registrato un decremento del -20%, le violenze sessuali sono aumentate del +16%, corrispondente a 4 episodi, con l’identificazione del 72% degli autori, il numero di rapine continua a mantenersi sostanzialmente stabile, con un dimezzamento di quelle in abitazione che scendono del -54% a cui fa da contraltare l’aumento di quelle su pubblica via ed in danno di esercizi commerciali, rispettivamente di +7 e +6 episodi, ma riconducibili all’azione seriale degli stessi autori, peraltro individuati. Ad eccezione di quelli di veicoli (+3,6%), le restanti tipologie di furto sono in decremento ed in particolare si registra un calo del -6% di quelli in abitazione, del -3,5% e -10% di quelli con strappo e destrezza e di ben il -22% dei furti commessi all’interno di autovetture in sosta.
Il quadro così delineato restituisce uno scenario provinciale di generale e positiva stabilità, che certamente impone di mantenere alto e costante il livello di attenzione verso alcune sacche sociali e determinate aree urbane, al fine di proseguire nell’azione di prevenzione e contrasto ai tentativi di pervasività di determinate tipologie di reati, specie contro la persona ed il patrimonio, poste in essere da una criminalità diffusa, in minor misura endogena ma più di transito.
Tuttavia, nei centri a maggiore aggregazione avanzano tensioni e paure che ingenerano una più marcata aspettativa di sicurezza rispetto a forme di inciviltà, arroganza verbale, degrado e delinquenza diffusa, emergenti da contesti di disagio e devianza in particolar modo giovanile, già stabilizzatesi ed impattanti in altre realtà similari per caratteristiche a quella cremonese, ove invece il fenomeno si sta affacciando attraverso l’agire sporadico di gruppi di limitata entità numerica, a composizione fluida e senza gerarchie definite e ripartizione dei ruoli, che traggono forza ed alimentazione dal senso di isolamento, dal distacco e dalle frizioni nel rapporto tra il centro e la periferia, i cui confini in questo Capoluogo, non così netti e separati come altrove bensì contenuti per dimensioni e connotati da aree di contiguità e sovrapposizione, dovrebbero rappresentare un’occasione di sviluppo su cui lavorare anziché un limite.
Senza volermi soffermare sulle puntuali risposte repressive offerte dall’Arma ai fatti occorsi, taluni dei quali, per gravità, hanno a lungo riverberato nell’indignazione, nei dibattiti e nella perplessità della popolazione, è indubbio che sul piano preventivo l’operato delle Forze di polizia debba essere necessariamente affiancato da un’azione mirata e condivisa tra le molteplici categorie di attori sociali, promossa da uno sguardo di più ampia prospettiva che non può e non deve rimettere e perimetrare la questione al solo ambito di polizia.
Un’azione che partendo dalle famiglie e dal mondo scolastico ed occupazionale promuova l’educazione all’affettività ed al rispetto dell’individuo e delle regole, che si adoperi per costruire sulle fragilità e ricerchi l’inclusione agevolando il dialogo tra differenti registri linguistici e codici culturali dei diversi contesti di provenienza/arrivo offrendo percorsi di socializzazione e pari opportunità di crescita e sviluppo, anche ricorrendo alla responsabilità sociale e di impresa e riducendo quelle situazioni di degrado e abbandono che incidono sulle aspettative di sicurezza, specie di determinate categorie a più elevato rischio.
Il contrasto alla pervasività della criminalità diffusa si combina con il monitoraggio dei tentativi di infiltrazione nel tessuto economico da parte delle consorterie mafiose, dedite ad estendere i propri interessi in quelle province particolarmente floride nei comparti dell’industria, dell’impresa e del commercio, tra cui va certamente ricompresa quella cremonese, che offrono un terreno estremamente fertile per reimmettere nell’economia legale i proventi dei traffici illeciti e delle attività criminali realizzati altrove, alterando gli equilibri del mercato e della libera concorrenza.
In tale ambito, l’Arma guarda con attenzione ai fatti o ai reati spia, al fine di fornire aggiornate comunicazioni antimafia, sempre in sinergia con le altre Forze di polizia e sotto il costante coordinamento della Prefettura di Cremona.
Il concetto di sicurezza si declina anche attraverso la tutela dell’ordine pubblico nel corso dei molteplici ed impegnativi eventi, di differente natura, per consentirne il regolare svolgimento e la serena fruizione da parte della popolazione. In questo settore, il contributo dell’Arma cremonese è stato pari a 1.394 servizi svolti, per un impiego di circa 2.400 Carabinieri.
L’attività operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Cremona è quotidianamente implementata dall’azione di quei Reparti presenti nel Capoluogo che sul piano ordinativo sono inseriti nell’Organizzazione Speciale ed in quella per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare. Mi riferisco al Nucleo Ispettorato del Lavoro, al Nucleo Antisofisticazioni e Sanità ed al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, a cui si aggiungono i restanti reparti speciali quali il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, il Nucleo Operativo Ecologico, il Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare, la Sezione Anticrimine di Brescia ed il neo istituito Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria, la cui estensione di competenza alla provincia cremonese consente di avvalersi di un sistema strutturato, in grado di agire a tutela di ogni settore nevralgico per l’economia del territorio, contribuendo anche a preservare e valorizzarne il ricchissimo patrimonio ambientale e di biodiversità, le eccellenze nella cultura e nelle tradizioni artigiane, uniche ed invidiate nel mondo, nonché quell’insieme di conoscenze, maestranze e tecnologie di prim’ordine nei comparti industriale, agricolo e zootecnico.
Nell’ultimo anno il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cremona ha ispezionato 93 aziende (tra edili, agricole e commerciali), sospendendone 14 per le gravi violazioni accertate in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e/o per l’impiego di lavoratori in nero, deferendo complessivamente all’Autorità Giudiziaria 74 persone e contestando 267mila € di sanzioni ammnistrative e 285mila € di ammende. Duole evidenziare come in un settore che continua ad assurgere alle cronache nazionali con allarmante frequenza, le violazioni maggiormente riscontrate siano state la mancanza del documento di valutazione dei rischi, l’assenza o il mancato aggiornamento in materia di corsi di formazione sulla sicurezza e l’impiego di lavoratori in nero, elementi che denotano la necessità di continuare a promuovere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, ancora sottovalutata per omissioni dolose, negligenza o intollerabile ignoranza di norme. Complessivamente sono stati scoperti 39 lavoratori in nero, di cui 15 sprovvisti di regolare permesso di soggiorno valido per svolgere attività lavorativa; sono stati inoltre deferiti alla competente Autorità Giudiziaria 5 datori di lavoro per il reato di caporalato e 6 soggetti per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina avendo favorito l’ingresso in Italia di cittadini stranieri extra-UE mediante la procedura flussi.
Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cremona, competente anche sulle province di Mantova, Lodi e Pavia, in quella cremonese ha effettuato 370 ispezioni complessive; di queste, 109 sono quelle risultate non conformi nel settore alimentare e 51 in quello sanitario. Nel primo ambito, le violazioni amministrative più ricorrenti afferiscono alle carenti condizioni igienico-sanitarie (la cui gravità, in 7 casi, ha comportato la sospensione dell’attività commerciale) ed al mancato rispetto degli obblighi di informazione sulla tracciabilità dei prodotti e di applicazione delle procedure HACCP.
Le violazioni penali hanno riguardato principalmente il cattivo stato di conservazione degli alimenti e la presenza di parassiti pericolosi per la salute nei prodotti freschi (11 soggetti denunciati), l’omessa revisione periodica dei sistemi antincendio (5 persone segnalate all’A.G.) e la frode in commercio, ossia la vendita di prodotti difformi per qualità, origine o provenienza da quanto dichiarato dal venditore (3 soggetti denunciati).
Nell’anno in corso, nell’ambito della campagna nazionale di controllo attivata dal Ministero della Salute in occasione del Giubileo, particolare attenzione è stata rivolta alle strutture ricettive. Su 23 controlli effettuati, 10 strutture sono risultate non conformi per violazioni che hanno portato all’emissione di 13 sanzioni amministrative (per un totale di 103mila €), soprattutto per la mancanza dei dispositivi obbligatori di sicurezza (estintori e dispositivi per la rilevazione di fumo e monossido di carbonio) e del piano di controllo dell’acqua relativamente al rischio rappresentato dal batterio legionella. Nel secondo ambito, quello sanitario, sono 51 le ispezioni risultate non conformi sul piano amministrativo a causa di carenze gestionali riscontrate all’interno di farmacie e strutture socio sanitarie, specie per l’irregolare tenuta dei registri di carico e scarico dei farmaci ad azione stupefacente, ma anche per carenze nel livello assistenziale rivolto agli ospiti delle RSA. Sono stati inoltre effettuati controlli nelle strutture socio sanitarie per persone con disabilità e minori meritevoli di tutela, rilevando criticità gestionali che hanno portato all’emissione di sanzioni amministrative. Sul piano penale, 3 soggetti sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per abusivismo della professione medica odontoiatrica, con successivo sequestro preventivo degli immobili e della strumentazione utilizzati per la commissione del reato. Inoltre, un medico ospedaliero in servizio presso un Pronto Soccorso del territorio è stato posto agli arresti domiciliari per assenteismo.
Particolare attenzione è stata ancora rivolta alle misure di biosicurezza negli allevamenti da ingrasso di suini, investiti dall’emergenza della Peste Suina Africana. In provincia di Cremona sono state effettuate 15 ispezioni in allevamenti intensivi, che hanno portato al blocco ufficiale di 7 allevamenti, all’emissione di 35 sanzioni amministrative per complessivi 38mila € ed alla segnalazione all’Autorità Sanitaria di 13 allevatori per il mancato rispetto dei requisiti minimi previsti dal D.M. del 28.06.2022, specie con riguardo all’assenza di dispositivi di disinfezione obbligatori per tutti gli accessi al sito produttivo.
L’attività dei Reparti dei Carabinieri per la Tutela Forestale si è focalizzata sulla prevenzione e la repressione delle condotte illecite maggiormente incidenti sull’ambiente e sulla biodiversità, confermando l’assioma che vuole il reato ambientale principalmente come reato d’impresa. Chi commette questi reati, infatti, oltre ad incidere negativamente sull’ambiente, svolge una concorrenza sleale avverso coloro che utilizzano le risorse ambientali nel rispetto delle future generazioni, ottenendo un profitto illecito in danno della collettività e del mercato.
Nell’azione di contrasto agli illeciti ambientali sono stati effettuati 774 controlli, accertando 80 reati ed il conseguente deferimento all’Autorità Giudiziaria di 97 persone, oltre all’esecuzione di 17 sequestri. A seguito delle importanti modifiche apportate al Codice dell’Ambiente, i Reparti dei Carabinieri Forestali hanno comminato sanzioni amministrative per circa 187mila € in violazione delle norme ex Legge 68/2015; ulteriori 79 sanzioni, per un importo complessivo pari a 87mila €, sono state irrogate a 98 soggetti.
Le principali direttrici di intervento hanno riguardato gli illeciti connessi con la gestione non conforme degli effluenti di allevamento e quella illecita dei rifiuti, in tutti i settori produttivi.
Sono giunto a conclusione. Nel ringraziare tutti i presenti e coloro che stanno seguendo la diretta televisiva per l’attenzione riservatami, rinnovo con fierezza il corale impegno delle Donne e degli Uomini del Comando Provinciale Carabinieri di Cremona nell’assicurare alle nostre comunità, in ogni circostanza, dedizione, ascolto e competenza. A Voi Carabinieri ed alle Vostre Famiglie, imprescindibile sostegno alla nostra azione quotidiana, il mio plauso e la sincera gratitudine per il servizio appassionato che rendete ogni giorno a tutela della nostra sicurezza.
Viva Cremona e la sua provincia!
Viva l’Arma dei Carabinieri!