Il sindaco Galimberti, il presidente della Provincia Signoroni, il commissario straordinario della camera di commercio Giandomenico Auricchio hanno scritto una lettera al ministro delle infrastrutture e trasporti Giovannini e all'assessore regionale ai trasporti Terzi per chiedere l'inserimento del raddoppio ferroviario della Codogno-Cremona-Mantova nella lista delle opere da inserire nel Recovery Plan (per essere finanziate con i fondi europei).
Il governo Conte in gennaio, prima di cadere, aveva nominato Chiara De Gregorio commissario straordinario responsabile dell'attuazione dell'intervento. Si tratta di un intervento da 1 miliardo e 320 milioni di euro, diviso in due fasi: 34 km di collegamento Piadena-Mantova per 490 milioni di euro di costi, 50 km di collegamento Codogno-Piadena per 830 milioni di euro di costi. L'idea è inserirlo nel contratto di programma Rfi 2022-2026. Il problema, come sempre, sono i soldi. Al momento sono stanziati 340 milioni di euro. Ecco perché diventa fondamentale rincorrere i fondi europei. Ovviamente, decine di altre opere in tutto il paese necessitano quei fondi. Di conseguenza, diventa "una gara" in cui la capacità di pressione dei portatori di interesse può fare la differenza. Cremona saprà farsi ascoltare?