In questi giorni si è tornati a parlare prepotentemente del problema dei possibili contagi legati al trasporto scolastico. Sin dall'inizio della pandemia, infatti, sappiamo che il vero problema non è la scuola in quanto tale ma il trasporto pubblico che finisce, suo malgrado, con l'ammassare le persone. Da un anno si studiano mosse per risolvere il problema, dall'aumento delle corse, alla diminuzione degli studenti in presenza, a tante altre idee più o meno buone.
Gli ultimi giorni hanno visto il riemergere di una polemica/allarme legata al fatto che gli studenti sono troppo ammassati nonostante l'aumento delle corse. Il dito è stato puntato da alcuni contro i ragazzi, che non "si distribuiscono" abbastanza nelle varie corse, altri hanno difeso i ragazzi, di sicuro il problema è stato affrontato anche in sede istituzionale.
Il sindaco Galimberti come potete leggere nel post che alleghiamo comunica l'attività della polizia locale a sostegno dei controllori per permettere una corretta gestione della situazione.
Ora, vogliamo fare una riflessione. Dall'inizio della pandemia c'è un circolo vizioso che si ripropone costantemente: problema da risolvere, ricerca di soluzioni non semplici da trovare sul piano oggettivo, soluzioni che non risolvono il problema o almeno non del tutto, lamentele e riunioni per cercare una soluzione.
Di solito, la discussione parte dai mezzi di stampa locali, si crea la pressione dell'opinione pubblica e le istituzioni corrono ai ripari.
Lo abbiamo visto in moltissimi casi, il trasporto pubblico è solo un esempio. Dopo un anno, però, siamo ancora qua a discutere su cosa fare per migliorare la gestione. La realtà è che una soluzione ottimale non è ancora stata trovata (e, diciamolo, non è facile da trovare: infatti il problema si propone in tutte le città italiane e anche all'estero)
Proprio perché una soluzione non è facile da trovare e non è stata trovata in modo ottimale (qualcosa che non funziona c'è sempre), vorremmo però che si uscisse dalla logica del colpevole.
Sin dall'inizio di tutta la pandemia, è stata una costante caccia al colpevole: i cittadini che non rispettano le regole, le istituzioni che non riescono a gestire i problemi, i mass-media che comunicano male e con toni sbagliati le problematiche. Sicuramente ogni considerazione ha la sua logica e una base di verità. Il punto però è che più che cercare colpevoli, bisognerebbe cercare di risolvere i problemi.
Per esempio, nel caso specifico, i ragazzi, che sono appunto ragazzi con tutta l'esuberanza tipica della loro età, da un anno sono sottoposti a una pressione difficile da sopportare per gli adulti ma anche peggiore per loro. Stanno perdendo tantissime cose ed è normale che possano sbagliare. Vanno corretti quando sbagliano? Certo, nei casi dovuti anche puniti. Puntare il dito su una categoria però è poco produttivo. Sarebbe più utile cercare di risolvere il problema.
Nel caso specifico il problema è fare in modo che i ragazzi si distribuiscono sulle varie corse senza ammassarsi su una singola. Al netto dei controlli doverosi, davvero non esiste un metodo per farlo senza affidarsi al senso di responsabilità del singolo (esempio far viaggiare i mezzi con un numero prestabilito di viaggiatori?)? A prescindere, siamo tutti sulla stessa barca (la pandemia colpisce la libertà di tutti) e dovremmo provare ad affrontarla con più unità.