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Il caso gattile tiene banco in consiglio comunale. Una mozione del capogruppo di Fratelli d'Italia Marcello Ventura ha contestato la scelta della zona di via Brescia per trasferire i gatti che attualmente si trovano in via Bissolati, suggerendo altre zone. L'assessore Pasquali ha però replicato spiegando che i tecnici competenti hanno espresso parere favorevole e quindi il comune va avanti con l'idea di via Brescia. Ecco il resoconto ufficiale:

Mozione presentata in data 4 giugno 2021 dal capogruppo del Gruppo consiliare Fratelli d'Italia Marcello Ventura sul “gattile” di Cremona.

Premesso che:

la Legge regionale n. 33 del 30/12/2009

art 105 comma 7 recita: I gatti che vivono in stato di libertà sono protetti ed è vietato maltrattarli o allontanarli dal loro habitat. Se il comune, d'intesa con l'A TS competente, accerta che l'allontanamento si rende inevitabile per la loro tutela o per gravi motivazioni sanitarie, individua altra idonea collocazione, nel rispetto delle norme igieniche. S'intende per habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di territorio nel quale viva stabilmente una colonia felina indipendentemente dal fatto che sia o meno accudita

Art. 107

(Funzioni e competenze della Regione, della A TS e del sindaco quale autorità sanitaria locale in materia veterinaria) commi

  1. Le strutture destinate al ricovero degli animali d'affezione, per finalità sanitarie, di tutela, di allevamento, commerciali, amatoriali, sono registrate nell'anagrafe degli animali d'affezione, da parte della ATS territorialmente competente; a tal fine, fermo restando il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, presentano una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al comune che, anche con il preventivo coinvolgimento della A TS, verifica la sussistenza dei requisiti richiesti.
  2. Restano ferme le competenze del sindaco, quale autorità sanitaria locale, per l'adozione di provvedimenti di carattere contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica veterinaria e di polizia veterinaria di cui all'articolo 50, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi su/l'ordinamento degli enti locali).
  3. Gli atti e provvedimenti del sindaco, quando non sono adottati su proposta del dipartimento di prevenzione veterinario, sono adottati sentito il dipartimento stesso.

 

Considerato che:

il Regolamento regionale 13 aprile 2017, n. 2 "Regolamento di attuazione delle disposizioni di cui al Titolo VIII, Capo Il, della l.r. 33/2009 recante norme relative alla tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo"

Art.1

(Identificazione degli animali d'affezione e iscrizione all'anagrafe)

Comma 2. All'anagrafe devono essere iscritti: lett c) i gatti delle colonie feline e quelli che vivono in libertà, identificati in occasione della sterilizzazione o di altri interventi che permettano l'inoculazione di microchip

Art. 11

(Gestione delle colonie feline e dei gatti che vivono in libertà)

Comma 10. I gatti delle colonie feline e quelli che vivono in libertà, contestualmente alla sterilizzazione, devono essere identificati e registrati all'anagrafe a nome del comune competente per territorio e resi riconoscibili mediante apicectomia, ovvero asportazione di un piccolo lembo del padiglione auricolare.

Nonché il regolamento comunale per la tutela del benessere degli animali art 22 e 23 palesa le responsabilità specifiche dell'amministrazione sia per la gestione che la protezione dei gatti

 

Osservato che:

la problematica relativa al “gattile” di via Bissolati è risaputa da tempo e nonostante le specifiche competenze previste dalla normativa regionale in merito alle responsabilità dell'amministrazione, nulla di concreto è stato fatto;

l'area individuata (via Brescia) si è rivelata inadeguata sia per l'elevato costo di adeguamento che la posizione richiede sia per la sicurezza;

considerato che uno dei canili è vuoto;

che comunque ci sono altre aree sicuramente più indicate per l'eventuale realizzazione di un gattile come ad esempio nel quartiere Zaist, aree attigue alle cascine Riposo e cascina Riposino o al Quartiere Cambonino (dietro la cascina) o nell'enorme area un tempo concessa alle feste dell'Unità;

non vi è contezza dell'effettivo numero di animali presenti;

che il tempo richiesto per lo spostamento di tutti gli animali è di almeno 3-4 mesi (ad iter avviato).

Impegna il Sindaco e la Giunta:

  1. a produrre copia degli eventuali pareri scritti rilasciati dall'ATS competente;
  2. ad effettuare un censimento al fine di avere certezza sul numero di animali da trasferire;
  3. ad individuare (sentito le autorità competenti e le associazioni interessate) entro 10 giorni dalla presente mozione aree adeguate a realizzare definitivamente il gattile;
  4. a produrre un progetto di struttura seguendo pedissequamente quanto previsto delle vigenti normative (L.R. Lombardia 33/09 e Reg 2/2017);
  5. a rendicontare i lasciti e quanto è in disponibilità ed a intervenire economicamente.

Dopo l’illustrazione della mozione da parte del proponente, si è aperto il dibattito che ha visto intervenire i consiglieri Luca Nolli (Movimento 5 Stelle), Saverio Simi (Forza Italia), Franca Zucchetti (Partito Democratico), Marcello Ventura (Fratelli d’Italia), Roberto Poli (Partito Democratico) e Federico Fasani (Forza Italia).

A nome della Giunta è intervenuta l’Assessore all’Ambiente Simona Pasquali: Va innanzitutto precisato che le colonie feline sono aggregazioni strutturate di animali non di proprietà, legate ad un qualsiasi territorio o porzione di territorio, sia esso pubblico o privato, nel quale i gatti trovano le risorse necessarie per sopravvivere (rifugio e cibo). La normativa regionale in vigore stabilisce che i gatti che vivono in stato di libertà sul territorio sono protetti ed è fatto divieto a chiunque di maltrattarli o di allontanarli dal loro habitat. La Legge Quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo hanno previsto che le colonie siano protette e tutelate e che la cattura dei gatti sia consentita solo per la sterilizzazione o per cure sanitarie, con l'obbligo di riportare i soggetti nel territorio di appartenenza. Solo in casi eccezionali ne è consentito lo spostamento e questo può solo essere autorizzato dal sindaco, dopo il parere dell'ATS di competenza. Le uniche strutture consentite  per il ricovero di gatti liberi sono le oasi feline. Altra precisazione da fare è che l’oasi felina, come dispone la normativa, è una struttura  all’aperto, recintata, gestita dal Comune singolo o associato o da associazioni di volontariato destinata alla cura dei gatti che  richiedono la collocazione  in ambiente controllato e protetto. Si fa riferimento ai gatti non di proprietà bisognosi di cure, o abituati a vivere in famiglia e rinunciati o abbandonati e che devono vivere isolati dai gatti di colonia. Ai sensi della normativa vigente i Comuni possono stipulare convenzioni o accordi di collaborazione con i privati e le associazioni per la gestione delle colonie feline. Per quanto riguarda la numerosa colonia storica di via Bissolati, il Comune ha stipulato una convenzione onerosa con APAC per contribuire alle spese di sostentamento dei gatti in considerazione che l'associazione se ne prende cura da anni.

Il Servizio di medicina veterinaria di ATS Val Padana, che ha collaborato negli anni all'individuazione di un'area adeguata presso la quale trasferire la colonia di via Bissolati, si è recentemente espresso favorevolmente, in occasione di un incontro avvenuto lo scorso mese di ottobre, sulla scelta di collocare i felini nell'area verde di via Brescia. La stessa può essere resa maggiormente accogliente con gli con gli opportuni accorgimenti quali, ad esempio, la realizzazione di una recinzione antiscavalco e la predisposizione di strutture agili adeguate per garantire la somministrazione del cibo dell’acqua e aree di rifugio. Come condiviso con la stessa ATS sarebbe inoltre opportuno provvedere alla  realizzazione anche di un'altra struttura dedicata ai gatti denominata ai sensi di legge 'oasi felina’ per accogliere i soggetti più fragili di questa e delle altre colonie presenti sul territorio.

E’ il dipartimento veterinario dell'ATS, d'intesa con i Comuni, che deve provvedere a censire le zone in cui si trovano colonie feline ed a effettuare gli interventi di sterilizzazione dei gatti presenti e di quelli che vivono in libertà. A questo proposito comunico che ATS ha avviato un nuovo censimento delle colonie feline nell’ottobre 2020 e che lo stesso si è concluso con la collaborazione delle  associazioni che si prendono cura dei gatti in libertà. Tale censimento dà conto sia del numero che della collocazione delle colonie esistenti in città e anche del numero di esemplari per ogni colonia. ATS monitora con regolarità le colonie anche per avere un riscontro dell’efficacia degli interventi di sterilizzazione pianificati ogni anno.

L’area da destinare alla colonia di via Bissolati, come sopra ho detto, è stata individuata in una zona verde di via Brescia. Vale la pena ricordare che le colonie feline così come definite dalla normativa di settore non richiedono l’allestimento di particolari strutture: nonostante questo verranno fatti tutti gli interventi necessari per rendere l’area maggiormente accogliente sia per gli animali che per i volontari che li accudiscono.

Ribadisco inoltre che la normativa nazionale e regionale vigente non prevede la realizzazione di strutture secondo specifici criteri stabiliti per accogliere le colonie feline, in quanto i gatti sono animali liberi e sociali che non devono essere custoditi in modo rigido se non per le minime cure necessarie da prestare ai soggetti più deboli, così come avviene nelle oasi feline. Ricordo infine che per la sistemazione dei gatti il Comune dispone di poco più di seimila Euro provenienti dal lascito Somenzi.

La mozione è stata infine posta in votazione e respinta: 10 i voti a favore, 17 i contrari.