La campagna vaccinale, lo sappiamo tutti, è di vitale importanza per tutelare la salute e far ripartire il paese. A Cremona in particolare c'è grande impegno da parte di medici, infermieri, personale di vario genere e volontari. Ci spiace dover dire che oggi non è stata una buona giornata, non certo per colpa di chi è in prima linea a lavorare, ma di un sistema che sta denunciando molte falle applicative. Anzi, chi era in prima linea ha salvato la situazione e il bilancio di fine giornata è: nessuna dose sprecata, parecchie altre vaccinazioni effettuate. C'è però troppa confusione e le cose devono cambiare, in meglio. Vediamo però di riassumere cosa è successo.
Prima di tutto, in mattinata ci si è accorti che per un disguido legato al sistema informatico di prenotazione delle somministrazioni, affidato ad ARIA (Azienda regionale per l'innovazione e gli acquisti), non erano stati fissati gli appuntamenti previsti per gli over 80 (circa 500, fonte il post che potete leggere sotto dell'autorità sanitaria).
Purtroppo questo sistema di prenotazione da giorni dà problemi. Noi per esempio ne avevamo parlato qui https://www.laquintat.it/cronaca/2311-risolto-il-problema-dei-cremaschi-invitati-a-vaccinarsi-a-cremona-e-casalmaggiore-appuntamenti-rimodulati-su-crema.html. Ci sono stati casi di cittadini di Varese convocati per le vaccinazioni a Cremona, gente non convocata, gente che ha ricevuto indicazioni sbagliate...E' un sistema che sta fallendo, non si può nascondere. Purtroppo, è una cosa che ci troviamo costretti a ripetere ogni volta che bisogna gestire informaticamente qualcosa in Italia: in questo caso il problema è della Regione Lombardia (che non può chiamarsi fuori e deve rispondere delle sue responsabilità) ma noi ricordiamo i problemi ricorrenti del portale Inps lo scorso anno (e li si parlava dello stato e del governo). Si parla tanto di digitalizzazione, ma non la vediamo nei fatti!
Cosa si fa in questi casi? Nei giorni scorsi Figliuolo, il generale, aveva spiegato che nessuna dose deve andare persa e che se necessario "si deve vaccinare il primo che passa". Ne avevamo parlato qui (e se leggete capirete cosa vuole dire "il primo che passa").
La Regione Lombardia ha però dettato un criterio preciso che abbiamo riassunto nei giorni scorsi qui:
In poche parole, se mancano i convocati, si procede a sostituirli pescando dalle liste delle categorie protette (le solite cioè over 80, sanitari, forze dell'ordine e via dicendo). Precisiamo anche, a scanso di equivoci, che la lista è una sola: si pesca dall'elenco delle persone chiamate per le categorie protette (per esempio qualcuno che aveva l'appuntamento nei giorni successivi o qualcuno a cui è saltato per la sospensione dell'AstraZeneca, per fare un esempio), non c'è una lista ad hoc ma solo l'unica lista delle persone da vaccinare.
A chiamare, pensano le autorità sanitarie.
Invece...invece qualcuno ha messo in giro la voce che ci si poteva presentare spontaneamente per farsi vaccinare, senza bisogno di nessuna chiamata. L'autorità sanitaria descrive la cosa come "Contestualmente ha accettato tutte le persone ultraottantenni che si sono presentate spontaneamente presso l’Hub vaccinale, rispondendo all'appello social circolato liberamente in rete sin dalle prime ore del mattino".
Riassumendo: qualcuno ha detto di presentarsi spontaneamente sui social (giornali anche?), le persone hanno risposto e l'autorità sanitaria, comprensibilmente, ha vaccinato chi comunque rientrava nelle categorie protette.
La regola stabilita dalla Regione però dice che non deve funzionare così, che deve essere l'autorità sanitaria a chiamare le persone. Le regole, se sbagliate, si cambiano, ma finché ci sono si applicano.
Non averlo fatto infatti ha creato un problema: molta gente, spinta "dall'appello social", si è presentata spontaneamente e in poco tempo sono andati esauriti gli slot disponibili (e questo è bene perché così nessun vaccino è andato perduto) ma al tempo stesso si è presentata talmente tanta gente da dover piazzare personale alla porta per smistarla e anche respingerla. Ovviamente, tutto questo ingenera ulteriore confusione nei cittadini.
Qui sopra potete leggere il post pubblicato dall'Asst a metà giornata per far stoppare l'afflusso delle persone (anche per non creare assembramenti).
Alla fine, come potete leggere sotto, sono state vaccinte 1100 persone, tutte rientranti nelle categorie aventi diritto, 472 con AstraZeneca (evidentemente tornato ad essere accettato dalla popolazione).
Il sindaco Galimberti comunque, come potete leggere sotto, ha espresso protesta per la gestione della Regione. Noi pensiamo che si debba andare a fondo: verificare cosa non funziona nel sistema informatico e risolvere il problema (basta errori!) ma anche capire chi lancia appelli social, magari in buona fede, ma che creano confusione (e a proposito, se girano voci che inducono la popolazione al comportamento sbagliato, ci vorrebbe un servizio di comunicazione che intervenga immediatamente sgombrando il campo dai dubbi).