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Notiziario Stampa del 10 aprile 2026

I Carabinieri della Stazione di Bagnolo Cremasco hanno eseguito la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di un uomo di 63 anni. 

La mattina del 9 aprile i Carabinieri della Stazione di Bagnolo Cremasco hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa a carico di un uomo di 63 anni, pregiudicato, ritenuto responsabile del reato di atti persecutori.

L’uomo era stato già colpito da un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cremona e arrestato la sera del 21 marzo 2025 dai Carabinieri della Stazione di Bagnolo Cremasco, perché nei suoi confronti erano stati riconosciuti gravi elementi di colpevolezza in relazione ai reati di atti persecutori e sequestro di persona verso la ex moglie. Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP del Tribunale di Cremona l’uomo, durante un periodo di convivenza dopo il divorzio, aveva tenuto condotte vessatorie e maltrattanti. Ma una sera del mese di marzo 2025 sarebbe avvenuto un fatto molto grave. La donna quella sera era salita sulla sua auto, ma l’ex marito in precedenza si era introdotto nell’abitacolo e si era nascosto. Poi l’aveva afferrata per i capelli e bloccata, minacciandola di morte con della benzina che aveva in un contenitore. La donna aveva provato a scappare, ma era stata trattenuta in macchina. Poi aveva costretto la vittima ad andare in auto in un luogo appartato. Qui la donna era risuscita a far calmare l’uomo, che aveva deciso di buttare in un fosso il flacone con la benzina e di lasciare andare l’ex moglie. Quindi, la vittima aveva deciso di chiedere l’intervento dei Carabinieri e di denunciare l’ex marito, riferendo quello che sarebbe successo quella sera e quello che aveva già subito in passato e che non aveva mai denunciato prima. Dopo la denuncia, i militari avevano svolto gli opportuni accertamenti anche recuperando il flacone contenente benzina nel luogo indicato dalla vittima. Le indagini svolte dai militari avevano permesso anche di ricostruire che l’uomo aveva avuto in passato un comportamento autoritario verso la donna, però senza usare violenza. Invece quella sera avrebbe perso la testa. Era stata informata l’Autorità Giudiziaria e, tenuto conto dei gravi indizi di colpevolezza acquisiti sul suo conto tali da richiedere nei suoi confronti una misura cautelare, il Giudice per le Indagini Preliminari, valutando l’intensità dei fatti, l’incapacità di autocontrollo, la sua aggressività e il pericolo di reiterazione di eventi gravi, aveva emesso l’ordinanza con cui aveva disposto la custodia cautelare in carcere, immediatamente eseguita dai Carabinieri. Per quel fatto il 63enne era stato condannato nel maggio 2025 ad un anno e tre mesi di reclusione, che ha scontato fino allo scorso mese di marzo. Ma, quando è uscito dal carcere, ha nuovamente posto in essere comportamenti molesti e persecutori con sempre maggiore frequenza, anche con minacce, sia verso l’ex moglie sia verso i figli. Infatti, tramite applicativi di messaggistica aveva tentato di contattare l’ex moglie, poi aveva richiesto e ottenuto un incontro con i figli, chiedendo denaro e, al loro diniego, li aveva minacciati. In seguito aveva tentato nuovamente di incontrare l’ex moglie presentandosi sotto la sua abitazione più volte, con l’intervento delle pattuglie dell’Arma per evitare il contatto. Quindi, alcuni giorni fa la donna aveva deciso di denunciare i fatti ai Carabinieri di Bagnolo Cremasco, spiegando che si trattava di pressioni e avvicinamenti molesti, idonei a determinare nella donna un perdurante e grave stato di ansia e di paura, nonché un fondato timore per la propria incolumità e per quella dei figli. I Carabinieri di Bagnolo Cremasco hanno svolto le necessarie indagini e le hanno riferite all’Autorità Giudiziaria che, tenuto conto della ripetitività dei fatti, ha emesso il provvedimento a tutela delle vittime, imponendo all’uomo di non avvicinarsi alle abitazioni e ai luoghi frequentati dalla donna e dai figli, con divieto di comunicare con loro con qualsiasi mezzo. All’uomo sarà applicato anche il braccialetto elettronico per il controllo a distanza del rispetto della misura. 

Utilizzano indebitamente tre bancomat smarriti per effettuare pagamenti. Due uomini e una donna denunciati dai Carabinieri di San Giovanni in Croce.

Avrebbero utilizzato tre bancomat smarriti per effettuare vari pagamenti in un esercizio commerciale di Piadena Drizzona. Per questi motivi, dopo una rapida attività di indagine, i Carabinieri della Stazione di San Giovanni in Croce hanno individuato e denunciato due uomini di 23 anni, con precedenti di polizia a carico, e una donna di 21 anni, ritenuti responsabili di indebito utilizzo di carte di pagamento.

il 27 marzo scorso, un uomo del posto si era presentato presso la caserma di San Giovanni in Croce e aveva denunciato di aver smarrito, il giorno prima, il portafoglio a Casalmaggiore. Solo nella serata la vittima si era accorta che qualcuno si era impossessato del portafoglio, all’interno del quale, oltre ai documenti personali, aveva anche tre bancomat. E aveva verificato immediatamente, tramite home banking, che, nel corso della serata, qualcuno aveva utilizzato più volte la sua carta di pagamento per effettuare vari acquisti in un esercizio pubblico di Piadena Drizzona, per un valore complessivo di oltre 320 euro. Quindi, ha potuto fornire ai Carabinieri i dati dell’esercizio commerciale e dei bancomat con i quali erano stati effettuati i pagamenti.

I militari di San Giovanni in Croce, una volta acquisite le precise informazioni dal denunciante, hanno iniziato gli accertamenti analizzando ogni singola transazione riportata nell’estratto conto dei movimenti bancari, individuando l’esercizio pubblico dove tali operazioni erano state effettuate. Sono andati presso tale esercizio commerciali e hanno verificato che erano presenti le telecamere interne di sorveglianza e, confrontando gli orari delle operazioni eseguite con le immagini registrate, hanno potuto vedere i volti delle persone che avevano utilizzato le carte in quei momenti. Dai filmati hanno osservato che ad effettuare queste transazioni erano stati due uomini e una donna, soggetti già conosciuti e sottoposti a controllo del territorio insieme nel febbraio scorso. Inoltre, i Carabinieri hanno mostrato all’esercente