COMUNICATO STAMPA
Nei giorni scorsi i CC hanno dato esecuzione all’ultima delle misure cautelari emesse nel 2023 dal GIP di Parma su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di alcuni soggetti, gravemente indiziati della partecipazione ad un sodalizio criminoso, finalizzato a furti di biciclette, autoveicoli, automezzi e capi di abbigliamento (trattavasi di sei provvedimenti di custodia in carcere ed uno agli arresti domiciliari).
La misura in questione era rimasta ineseguita per l’ultimo soggetto (per l’appunto, quello arrestato
nei giorni scorsi), resosi a suo tempo irreperibile.
Nel 2021 i Carabinieri avevano avviato delle indagini, in collaborazione con le Stazioni Carabinieri territorialmente competenti, su diversi furti, caratterizzati dallo stesso modus operandi. Gli investigatori dell’Arma erano riusciti così ad individuare un gruppo di persone, con base logistica a Parma, da dove partivano per compiere numerose razzie in varie province dell’Emilia Romagna, della Lombardia, del Veneto e del Trentino Alto Adige.
Le indagini del Nucleo Investigativo -compiute attraverso un lungo e complesso lavoro di analisi di un'enorme mole di dati provenienti dalle telecamere di videosorveglianza, tabulati telefonici, supportata e integrata da attività tecniche e numerosi servizi di osservazione, pedinamento e controllo- avevano permesso di recuperare e sequestrare parte della refurtiva, puntualmente restituita ai proprietari.
Il gruppo delinquenziale era stato seguito giorno e notte per molti mesi, consentendo di acquisire gravi, precisi e concordanti indizi di reità per ciascuno dei componenti, in relazione a diverse centinaia di furti commessi in abitazioni e aziende, da dove erano stati asportati veicoli, biciclette di pregio e vestiario di marchi importanti.
Il sodalizio è risultato assolutamente determinato nel perseguire i suoi obiettivi, tanto da rubare numerosissimi veicoli per spostarsi da una provincia all’altra, ovvero per usarli come “ariete” per sfondare vetrine di negozi o aziende, senza farsi scrupoli di creare ingenti danni alle persone offese. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma, concordando con le risultanze delle indagini effettuate e con le richieste della Procura della Repubblica, nel maggio 2023 aveva emesso nei confronti dei componenti del gruppo sette misure cautelari detentive (sei custodie cautelari in carcere e una agli arresti domiciliari). I destinatari di dette misure facevano però perdere le proprie tracce, trovando riparo in altri paesi europei.
I Carabinieri, nonostante il tempo trascorso, non hanno mai interrotto le ricerche per addivenire alla cattura dei membri del sodalizio e, d’intesa con la Procura della Repubblica, hanno ottenuto dei provvedimenti di cattura internazionale.
Restava solo da localizzare i catturandi che, con un certosino lavoro di analisi della loro sfera relazionale, sono stati rintracciati, parte all’estero (in Ungheria, Germania e Svizzera) e parte in Italia (a Parma e in Veneto).
Di particolare rilievo è risultato il profilo di un 25enne moldavo, localizzato in Svizzera, e successivamente estradato e tradotto al carcere di Parma.
L’uomo aveva un ruolo chiave: individuava gli obiettivi, pianificava i colpi, reclutava nuovi membri (spesso ricorrendo a connazionali residenti in altre città) e procurava i mezzi e gli strumenti necessari per i furti.
L'organizzazione agiva con caparbietà, anche in presenza dei proprietari, disinteressandosi di creare danni ingenti alle infrastrutture, per poi rivendere rapidamente la refurtiva, spesso all'estero.
Il 25enne, in particolare, aveva un ruolo di leader, avendo partecipato attivamente a numerosi furti fin dall'inizio delle attività criminose.
I Carabinieri di Parma attraverso un attento lavoro di intelligence, lo hanno localizzato a Les Reusilles nel Canton Berna in Svizzera, dove è stato effettivamente tratto in arresto e successivamente estradato in Italia.
Nel corso delle attività di rintraccio dei soggetti che nel frattempo si erano resi irreperibili, va ricordato l’arresto di un 29enne di origine moldava, rintracciato a Makò in Ungheria, e di un 27enne, sempre di origine moldava, rintracciato a Passau in Germania.
Da ultimo, alla fine di dicembre 2025 e nei primi di gennaio di quest’anno, sono stati arrestati e
trasferiti in carcere gli ultimi due componenti del sodalizio ancora latitanti: un 25enne e un 28enne:
· il 25enne è stato localizzato e arrestato a Berlino in Germania dalle forze di polizia tedesche nel mese di ottobre 2025 su segnalazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Parma e successivamente estradato in Italia a dicembre, dove è stato prelevato dai Carabinieri e condotto in carcere;
· il 28enne, ultimo rimasto quale destinatario della misura cautelare, ha deciso di consegnarsi ai Carabinieri di Strada delle Fonderie nei primi di gennaio 2026, dove, al termine delle formalità di rito, è stato accompagnato in carcere.
Nel frattempo, però, l’azione penale è stata esercitata e dunque sono in fase di svolgimento due
tronconi dibattimentali a carico degli imputati.