Giornata di manifestazioni per i pubblici esercenti di Cremona. Una delegazione degli esercenti locali del gruppo Fipe/Confcommercio, guidata dal presidente Alessandro Lupi, ha partecipato alla manifestazione nazionale di Roma.
Praticamente in contemporanea, dalle 15, in piazza del Comune un centinaio di manifestanti si sono radunati incuranti del freddo per manifestare la loro rabbia e la loro protesta. La manifestazione è stata assolutamente civile e pacifica ma molto sentita.
Le richieste e le affermazioni sono chiare: i ristori non bastano, vogliamo riaprire e non chiudere più, ci sentiamo delusi dallo stato che non ha fatto nulla (anche per calmierare gli affitti, per esempio).

Al microfono si sono alternati diversi oratori.
Andrea Badioni, presidente di Confcommercio Cremona e Lina Grazioli, presidente di Arpe (che ha deciso di aderire alla manifestazione), hanno sottolineato i problemi di un settore allo stremo con tante attività che rischiano la chiusura e famiglie che non sanno più come tirare avanti.
Si chiede una programmazione che permetta di riaprire senza ulteriori chiusure.
Si sono poi succeduti diversi esercenti, alcuni più arrabbiati, altri più commossi ma tutti educati. Luca Babbini, titolare del Violino, ha ricordato "sono 14 mesi che non lavoro, le ho inventate tutte continuerò a farlo ma così non si può andare avanti, non ho partecipato alle altre manifestazioni perché credevo a quello che ci veniva detto dalle autorità ma non ci credo più"

Emiliano Bruno, vicepresidente provinciale, ha fatto un intervento che abbiamo registrato (riportiamo sotto il post della nostra pagina facebook, cliccate per ascoltarlo tutto). I concetti comunque sono chiari:"I fornitori giustamente ci chiedono di pagare ma noi non è che non vogliamo, non possiamo farlo"
Rosario Zanoni ha parlato a nome dei locali notturni invocando la riapertura per un settore completamente chiuso:"tenetevi i vostri soldi ma fateci lavorare"
Qualcuno ha anche fatto un esempio, tratto dai propri conti, dei ristori:
100000 euro di fatturato in meno
ristori di 14000 euro nella prima ondata
90 giorni chiusi
5000 euro di ristori nella seconda ondata
Noi non abbiamo soluzioni facili, vi diciamo solo una cosa: mettetevi nei panni di questi esercenti che subiscono danni e chiusure senza avere colpe (è una pandemia), cosa fareste e pensereste al posto loro?