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In consiglio comunale si è tenuta una commemorazione della figura di Papa Francesco, prima del via ai lavori. Ecco il comunicato ufficiale:

In apertura di seduta il presidente del Consiglio Comunale Luciano Pizzetti ha ricordato Papa Francesco scomparso nei giorni scorsi: Oggi è il quinto giorno dei novendiali in suffragio di Papa Francesco, periodo di lutto per la comunità cattolica. Ad essa giunga la nostra partecipazione al loro dolore per la scomparsa del Sommo Pontefice. Lo diciamo da questo luogo laico per concezione e definizione democratica, per disposizione di una Costituzione repubblicana fondata sulla libertà contro le barbarie dei razzismi, dei nazionalismi, del pensiero unico. Proprio da qui, anche da qui, vogliamo rivolgere un pensiero affettuoso e riconoscimento a Papa Francesco. Affettuoso e riconoscente per esser stato uomo del dialogo non solo tra chi era ispirato dalla sua stessa fede, ma anche chi era credente in altre fedi e con i non credenti. Papa Francesco praticava non solo la dottrina del suo magistero. Ha saputo essere punto di riferimento per tanti che, indipendentemente dalla fede, hanno sete di pace, giustizia, legalità. La misericordia per lui era solidarietà fattiva verso gli ultimi, non pietas, ma aiuto al riscatto umano e sociale. Alla parola seguiva il gesto. Ha iniziato il suo papato a Lampedusa, luogo di sbarco dei migranti vivi e di molti cadaveri, denunciando la "globalizzazione dell'indifferenza". Ha parlato al muro del confine tra Messico e Stati Uniti, altro luogo di migrazione disperate e di opportunità negate. Ha incaricato il suo Elemosiniere di provvedere ai bisogni dei disperati. E' stato convinto predicatore di quel nuovo umanesimo che accomuna i desiderosi di giustizia terrena. Non spetta a noi giudicare ciò che ha fatto per la Chiesa, ma possiamo apprezzare ciò che ha fatto per il prossimo, alimentando il fuoco della speranza bruciando l'egoismo della prepotenza. Apprezziamo i suoi richiami alla pace, alla condanna della carneficina a Gaza non giustificata dalle legittime esigenze di difesa del popolo di Israele, all'Ucraina, la martoriata Ucraina come diceva, dove si è recato per una specifica missione il Cardinale Zuppi, nonché la condanna delle armi atomiche. Papa Francesco è stato un ramoscello d'ulivo vivente entrato nelle case di molti. Ricordiamo il suo richiamo alla Terra madre, terra che è femminile non maschile, da intendersi come il pianeta bene di tutti. Se mi posso permettere, non era contro il capitalismo, ma contro la degenerazione egoistica che ammutolisce socialmente la persona e genera disinteresse verso le condizioni ambientali, e lo ha fatto con un linguaggio semplice, diretto, universale. Di ciò gli siamo grati. Senza venir meno alla nostra laicità, ma, anzi, proprio in forza di esse. Per il dirla con il prof. Alberto Melloni, "Francesco dal pulpito annuncia il Vangelo con un vigore e una freschezza capace di suscitare affetto nei cristiani, nostalgia della fede degli ex cristiani e rispetto nei non cristiani". Dobbiamo il massimo rispetto a Papa Francesco per la sua testimonianza, per la sua coerenza, per il suo rigore, per ciò che è stato e nel cuore di tanti resterà.


E' seguito un minuto di silenzio.

Ha preso poi la parola la consigliera Paola Tacchini (M5S – Cremona Cambia Musica) per una sua testimonianza. E' infine intervenuto il sindaco Andrea Virgilio: Papa Francesco ha rappresentato una figura unica nella storia recente della Chiesa e della società. Il suo messaggio, spesso scomodo ma sempre autentico, ha saputo parlare ai credenti e ai non credenti, agli ultimi e ai potenti, alla comunità internazionale e ai territori come il nostro. E oggi, come istituzione locale, sentiamo forte il valore e la responsabilità di raccogliere quella eredità morale. Francesco ha indicato con chiarezza un percorso fondato sull'inclusione, sull'accoglienza, sulla dignità della persona. Non ha avuto timore di chiamare per nome le ingiustizie del nostro tempo: la povertà, le disuguaglianze, la solitudine, la chiusura verso il diverso. Ha chiesto con insistenza una Chiesa "in uscita", ma il suo appello ha coinvolto anche tutte le istituzioni civili: uscire dai confini dell'autoreferenzialità e farsi prossimi, farsi carico, mettersi in ascolto. In questo senso, il pensiero di Papa Francesco è perfettamente in sintonia con il ruolo delle amministrazioni locali. Noi siamo il primo presidio democratico, il primo punto di contatto tra le persone e lo Stato. Siamo chiamati a tenere insieme le nostre comunità, a garantire diritti, ma anche a promuovere coesione, riconoscimento, ascolto. L'inclusione, di cui tanto parliamo e che lui ha praticato con radicalità evangelica, non può restare una parola astratta. È una responsabilità concreta: nelle politiche sociali, nei servizi educativi, nell'attenzione alle fragilità, nel contrasto alle discriminazioni. È una scelta quotidiana che richiede coerenza, visione e coraggio. Credo che oggi più che mai, nel clima di smarrimento e divisione che attraversa anche il nostro Paese, il messaggio di Papa Francesco sia un punto fermo. Non per ideologia, ma per umanità. Ci ricorda che amministrare significa servire, che guidare significa mettersi in cammino con gli altri, mai sopra gli altri. E allora oggi, come Consiglio Comunale, possiamo raccogliere il senso profondo di questa eredità. Continuare a costruire una città giusta, aperta, solidale. Una Cremona dove nessuno si senta invisibile. Dove le istituzioni siano vicine, capaci di ascoltare e di includere. Concludo chiedendo a tutti un momento di silenzio e raccoglimento in memoria di Papa Francesco, e con l'impegno, da parte nostra, di continuare a lavorare per una città che non si chiuda mai nella paura, ma che continui a scegliere la strada dell'accoglienza, della prossimità e della responsabilità condivisa.