Il centro sociale Dordoni ha annunciato la sua chiusura ma continua a essere oggetto di discussioni, in questo caso anche in consiglio comunale. Lunedì infatti la maggioranza ha proposto di legare la concessione di spazi pubblici a una dichiarazione di antifascismo da parte delle associazioni richiedenti. L'opposizione ha coinvolto nel discorso il famoso corteo del Dordoni, ponendo in dubbio la scelta della maggioranza (che secondo l'opposizione usa due pesi e due misure nel valutare la violenza, potete approfondire la posizione dell'opposizione leggendo L'opposizione accusa la maggioranza (in particolare il Pd) di anteporre l'ideologia ai bisogni della imprese). Sono passati anni ma quel corteo continua a essere una ferita sanguinante che divide la cittadinanza, cosi come restano distanti le posizioni di destra e sinistra nel valutare la storia del nostro paese e le sue conseguenze anche attuali (sulla tematica antifascismo/altri movimenti violenti non di matrice fascista). Siamo lontani da una sintesi comune. Ecco comunque il riassunto ufficiale del dibattito:
Mozione presentata in data 27 gennaio 2020 da consiglieri comunali vari (primo firmatario Roberto Poli) sulla concessione di spazi pubblici.
Premesso che:
si intensificano, anche sul nostro territorio, manifestazioni promosse da organizzazioni neofasciste, che provocano comprensibile indignazione nelle forze politiche e sociali e nei cittadini che difendono il carattere dichiaratamente antifascista della nostra Costituzione; vanno condannate tutte le organizzazioni e tutti i soggetti che professano idee razziste, xenofobe e che teorizzano pratiche violente o prevaricatrici, che offendono la dignità umana, indipendentemente dalla collocazione politica.
Considerato che:
chi utilizza spazi pubblici non può essere portatore di valori e di idee che si collocano al di fuori del perimetro costituzionale e dell'ordinamento repubblicano, nonché dei principi fondamentali del rispetto della dignità umana.
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta
· ad adeguare al più presto i regolamenti comunali e la relativa modulistica subordinando la concessione di suolo pubblico, sale di proprietà comunale e aree destinate ad occupazione temporanea a dichiarazione esplicita di rispetto dei valori costituzionali antifascisti e di rifiuto della violenza sanciti dall'ordinamento repubblicano;
· a concedere spazi o suolo pubblici solo a coloro i quali assicurino e garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, di non professare o praticare comportamenti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici, sessisti, violenti, nella piena osservanza della legge e dei regolamenti comunali;
· a continuare nel meritorio impegno di promozione di iniziative culturali nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, finalizzate a mantenere viva la memoria storica ed a confermare, soprattutto presso le nuove generazioni, l'inderogabile necessità del rispetto dei principi democratici e di pacifica convivenza.
Dopo l’illustrazione della mozione, si è aperto il dibattito con gli interventi dei consiglieri Marcello Ventura (Fratelli d’Italia), Paola Ruggeri (Partito Democratico), Saverio Simi (Forza Italia) che ha presentato, anche a nome di Viva Cremona, il seguente emendamento alla mozione: inserire nelle premesse come primo punto Premesso che: il 24 gennaio 2015 il senso di sicurezza dei cittadini, fondamento del regolare svolgimento della convivenza civile, è stato oggetto di diretta offesa, considerato che in una vasta area urbana era insorta una situazione di “guerriglia” ad opera di esponenti di centri sociali aventi in uso, in parte ancora oggi, locali di proprietà comunale la cui vicinanza con zone residenziali ha da sempre creato problemi di convivenza per disturbo della quiete pubblica.
Rispetto alla premessa, per contestualizzare meglio le motivazioni a fondamento della mozione, si chiede ai firmatari di integrare la generica premessa “intensificarsi sul nostro territorio di manifestazioni promosse da organizzazioni neo-fasciste” specificando quali e quante manifestazioni di tale ispirazione si sarebbero svolte negli ultimi tempi a Cremona e da quali soggetti sarebbero state organizzate. Si chiede di emendare la mozione nel dispositivo nel seguente modo: dopo “Si impegna il Sindaco e la Giunta” togliere il primo e il secondo punto sostituendoli con la seguente frase: Ad adeguare al più presto i regolamenti comunali e la relativa modulistica subordinando la concessione di suolo pubblico, sale di proprietà comunale ed aree destinate ad occupazione temporanea a dichiarazione esplicita da parte del richiedente di rispetto di tutti i valori sanciti dalla Costituzione, dalle leggi e dai regolamenti comunali.
Sono seguiti gli interventi dei consiglieri Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città – Cremona Attiva), Simona Sommi (Lega – Lega Lombarda), Stella Bellini (Partito Democratico), Luca Nolli (Movimento 5 Stelle), Lapo Pasquetti (Sinistra per Cremona – Energia Civile), Carlo Malvezzi (Forza Italia), Roberto Poli (Partito Democratico), che ha dichiarato di non accogliere l’emendamento proposto, Giuseppe Arena (Lega – Lombarda), che a sua volta ha proposto la presentazione di due ordini del giorno distinti (uno specifico contro episodi di stampo fascista, un altro contro ogni forma di discriminazione), Federico Fasani (Forza Italia), Franca Zucchetti (Partito Democratico), Maria Vittoria Creaso (Viva Cremona), Alessandro Zagni (Lega – Lega Lombarda). Il consigliere Carlo Malvezzi, alla luce del dibattito, ha proposto di trasformare l’emendamento in mozione da mettere ai voti. Il Presidente del Consiglio Comunale Paolo Carletti ha spiegato che, come da ordinanza emessa in occasione dell’inizio delle sedute consiliari che si tengono da remoto, non è possibile procedere in questo modo: emendamenti e altri documenti vanno presentati 24 ore prima della seduta consiliare. A nome della Giunta è intervenuto l’Assessore Rodolfo Bona che ha espresso un giudizio favorevole sul documento presentato dalla maggioranza.
Terminato il dibattito, si è passati alla votazione della mozione in quanto l’emendamento non è stato accolto dal primo firmatario. La mozione è stata così approvata con 26 voti a favore e 7 astenuti.