Cremona Magazine.
Notizie, Storia, Attualità ed Eventi

cover image

Riceviamo e pubblichiamo:

Il maltempo che ha caratterizzato gran parte di questa settimana, con piogge che, tra lunedì e mercoledì, sono state copiose ed incessanti, ha concesso una “tregua” nella giornata di giovedì, col ritorno di un timido sole. Una tregua nel vero senso del termine, visto che è già stata annunciata, a breve, una nuova perturbazione. Nel frattempo, nelle campagne del Cremonese e del Casalasco, così come nelle golene del Po, restano evidenti gli effetti delle precipitazioni con vasti allagamenti specialmente negli appezzamenti agricoli, ormai ridotti ad una palude a causa di un inverno e di un autunno decisamente ricchi di piogge. Molti terreni sono, di fatto, impraticabili, o quasi, per tanti agricoltori. Tra gli allagamenti più evidenti, quelli che si possono notare nelle campagne, e nelle golene, di San Daniele Po, Motta Baluffi, Torricella del Pizzo e Scandolara Ravara. L’acqua è arrivata anche a sfiorare, a ridosso della strada provinciale 85 Bassa di Casalmaggiore, la cascina denominata “Piombi Vecchio” che al suo interno ingloba una cappelletta, che i tanti distratti spesso non notano nemmeno. Un modesto sacello, ad ormai una manciata di chilometri dal Po, custode di una pagina importante e significativa della storia dei nostri territori di fiume. Fiume che, un tempo, vedeva il suo corso principale spostato ben più a Nord rispetto a dove scorre oggi. Il modesto edificio sacro è, di fatto, l’ultima testimonianza di una chiesa ben più grande, dedicata alla Vergine Maria, nota alle popolazioni locali con la denominazione di “San Lorenzo dei Piombi”. Da oltre cento anni, di quella chiesa, non resta traccia (ed il terreno in cui sorgeva è stato allagato) se non, appunto, nel modesto sacro edificio che si trova a ridosso della cascina. Un sacello di pace e spiritualità che è custode della memoria, della religiosità popolare, ed un affresco  in cui, oltre ai segni del tempo, si notano ancora la Madonna col Bambino ed i santi Lorenzo e Girolamo mentre non resta quasi nulla degli altri santi che vi erano rappresentati: san Rocco, san Sebastiano, san Bernardino e sant’Antonio Abate. Resta anche leggibile, in parte, una data che richiama al 1532, l’anno in cui si inizia a parlare della chiesa dei Piombi, oggi rimasta solo nella memoria e nella piccola chiesetta lambita dall’acqua. 

Eremita del Po, Paolo Panni