Riceviamo e pubblichiano:
mentre si parla di un ospedale "più moderno", emerge una criticità concreta e documentata: per circa 15 anni i tempi di accesso al Pronto Soccorso saranno più lunghi per i pazienti trasportati in elicottero. E rimarranno tempi più lunghi rispetto alla situazione attuale anche dopo la conclusione del "nuovo ospedale" In allegato una sintesi e i dati tecnici derivati da documenti ufficiali. Grazie per la sua disponibilità
distinti saluti
Enrico Gnocchi
portavoce del Movimento per la riqualificazione dell'Ospedale di Cremona
Eliporto: da disagio temporaneo a criticità strutturale
Signor Direttore
Per circa 15 anni, durante la realizzazione del nuovo ospedale, l’elisoccorso verrà trasferito all’aeroporto del Migliaro, con un collegamento su strada di circa 7,5 km dal Pronto Soccorso.
È importante chiarire un punto fondamentale:
il ritardo non deriva dall’atterraggio dell’elicottero, che avviene anche oggi, ma dalle operazioni aggiuntive che il trasferimento al Migliaro rende inevitabili.
Rispetto alla situazione attuale, infatti, si introducono passaggi oggi inesistenti:
· trasbordo del paziente dall’elicottero all’ambulanza
· caricamento su un secondo mezzo
· trasferimento su strada
· scarico davanti al Pronto Soccorso
· seconda consegna clinica all’équipe ospedaliera
Il risultato è l’introduzione di una vera e propria seconda catena di soccorso, che comporta un aggravio stimabile in circa 15–20 minuti per ogni intervento, soprattutto nei casi tempo-dipendenti.
Ci si potrebbe aspettare che questo sacrificio sia temporaneo, in attesa di un miglioramento finale. Ma non è così.
Nel progetto definitivo del nuovo ospedale, infatti, l’eliporto è previsto a circa 500 metri dal Pronto Soccorso, nella parte nord-est dell’area.
Questo significa che, anche a lavori conclusi, il paziente non verrà comunque consegnato direttamente al Pronto Soccorso.
A seconda della configurazione reale:
· potrà essere trasferito su barella lungo un percorso dedicato, con tempi stimabili in 6–10 minuti;
· oppure, in condizioni meteorologiche avverse o con pazienti critici, sarà verosimilmente necessario un mezzo sanitario dedicato, introducendo di fatto un ulteriore trasbordo.
In entrambi i casi, si introduce un tempo aggiuntivo strutturale di circa 4–6 minuti, che oggi non esiste.
Il confronto è quindi evidente:
· oggi: elicottero → Pronto Soccorso (pochi metri, trasferimento immediato)
· fase di cantiere (15 anni): elicottero → ambulanza → 7,5 km → Pronto Soccorso (+15–20 min)
· a regime: elicottero → trasferimento su barella o mezzo dedicato per 500 m → Pronto Soccorso (+4–6 min)
Eliporto e tempi di trasferimento: analisi comparativa
Il trasferimento dell’elisoccorso durante la costruzione del nuovo ospedale e la configurazione prevista a regime introducono un cambiamento significativo nei tempi di accesso al Pronto Soccorso.
Oggi il paziente viene trasferito direttamente dall’elicottero al Pronto Soccorso.
Nel nuovo assetto vengono introdotti passaggi intermedi che comportano un aumento dei tempi di consegna.
| SCENARIO | DISTANZA | MOBILITà | TEMPO | AGGRAVIO |
| Attuale | 50m | barella diretta | 2-4 minuti | |
| Migliaro (15 anni) | 7.5km | ambulanza+trasbordo | 16-20 minuti | +15-20minuti |
| Nuovo ospedale | 500m | barella/mezzo | 6-10 minuti | +4-6minuti |
Conclusione: il sistema attuale garantisce accesso diretto e immediato. Le nuove configurazioni introducono ritardi e passaggi aggiuntivi.
Il problema, dunque, non è solo temporaneo. Si passa da un sistema in cui il paziente arriva direttamente al Pronto Soccorso, a un sistema in cui sono sempre presenti uno o più passaggi intermedi.
Un “ospedale moderno” dovrebbe ridurre al minimo la distanza e i passaggi tra il luogo di arrivo del paziente e il Pronto Soccorso.
In questo caso, invece, si costruisce un modello che li aumenta: prima in modo evidente, con 7,5 km su strada, poi in modo permanente, con 500 metri di trasferimento interno.
Non si tratta quindi di un disagio temporaneo in vista di un miglioramento finale, ma di una cattiva scelta progettuale che determina un peggioramento stabile rispetto alla situazione attuale.
Che cosa ancora deve succedere per convincere i politici e gli amministratori a valutare i minori costi e i maggiori vantaggi della riqualificazione dell’attuale Ospedale rispetto alle numerose e gravi criticità del “nuovo ospedale “?
Movimento per la riqualificazione dell’Ospedale di Cremona 18 aprile 2026 Alleghiamo un approfondimento tecnico derivante dai seguenti Riferimenti documentali:
— PFTE 2025, doc. POC24-D-00002 (Relazione illustrativa e tecnica, MCA) — emesso 23 settembre 2025; depositato su SILVIA il 23 gennaio 2026 (VER 006537-CR)
— Cronoprogramma PFTE 2025, doc. POC24-D-00001
— Studio Preliminare Ambientale, vol. 1, p. 56 — redatto 20 novembre 2025; depositato su SILVIA il 23 gennaio 2026 (VER 006537-CR)
— Cartella stampa ASST Cremona, presentazione pubblica 20 febbraio 2025
— Dati elisoccorso Lombardia 2024: AREU Lombardia
ELISOCCORSO E NUOVO OSPEDALE DI CREMONA: ANALISI TECNICA
Dati, fonti e analisi a supporto dell'articolo inviato ai media 18 aprile 2026
1. La situazione attuale
L'elisuperficie dell'Ospedale Maggiore di Cremona, ristrutturata nel dicembre 2017 e abilitata al volo notturno, è collocata a circa 50 metri dall'ingresso del Pronto Soccorso, al centro di un'area libera di circa 11.000 m². La visuale libera da ostacoli è di circa 240°, garantendo piena flessibilità operativa in qualsiasi condizione meteorologica e nelle ore notturne. Il servizio HEMS (Helicopter Emergency Medical Service) viene utilizzato con frequenza quasi quotidiana da cinque eliambulanze di AREU Lombardia e da ulteriori quattro provenienti da regioni limitrofe.
2. Cosa prevede il PFTE 2025: lo spostamento al Migliaro
Il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) del nuovo ospedale di Cremona, elaborato dallo studio Mario Cucinella Architects (MCA) e depositato da ASST Cremona nel luglio 2024, contiene a pagina 120 circa della Relazione illustrativa e tecnica la seguente previsione:
«Sarà inoltre ricollocato il servizio di elisoccorso presso l'area di backup nell'Aeroporto di Migliaro come indicato dalla Committenza.» — PFTE 2025, doc. POC24-D-00002, sezione Fasi realizzative.
Non è presente nei documenti depositati su SILVIA alcun elaborato che definisca la soluzione operativa nel dettaglio, né atti formali di AREU Lombardia, ENAC o ENAV che autorizzino l'aeroporto del Migliaro come base alternativa per le eliambulanze.
3. La durata effettiva: 194 mesi nello scenario realistico
Il cronoprogramma ufficiale del progetto (POC24-D-00001) colloca la realizzazione della nuova elisuperficie nella sottofase 2.06, corrispondente agli ultimi 30 giorni dell'intera Fase 2. La nuova elisuperficie sarà operativa solo al termine assoluto dell'opera.
Lo Studio Preliminare Ambientale (SPA, vol. 1, p. 56), depositato dagli stessi progettisti su SILVIA nel novembre 2025, indica una durata complessiva del cantiere di 3.970 giorni (10 anni e 8 mesi): Fase 1 di circa 6 anni (2.230 giorni), Fase 2 di circa 4,7 anni (1.740 giorni).
Questo dato, tuttavia, non include le attività propedeutiche che il PFTE attribuisce esplicitamente alla Committenza (ASST Cremona) e non ai progettisti:
• Ante-Fase 1: demolizione di padiglioni 10 e 12, box infiammabili, cascinetta, garage, area cassoni; rimozione alberature, strade, lampioni e marciapiedi nell'area di cantiere.
• Ante-Fase 2: demolizione dell'intero complesso ospedaliero esistente — il monoblocco a H di undici piani e gli edifici circostanti. Un'operazione di enorme portata logistica, non presente come attività autonoma nel cronoprogramma depositato su SILVIA.
Includendo una stima realistica di queste attività, il periodo complessivo senza elisuperficie operativa al PS si colloca in circa 194 mesi — oltre 16 anni (scenario realistico). Di questi, 193 mesi vedono il servizio HEMS basato all'aeroporto del Migliaro.
4. Il nuovo Pronto Soccorso aprirà senza elisuperficie
Al termine della Fase 1 il nuovo ospedale entra in funzione. L'elisuperficie, però, non esiste ancora: viene costruita negli ultimi 30 giorni dell'intera Fase 2 (sottofase 2.06), insieme al parcheggio interrato nord da 700 posti e alla sistemazione del parco.
Tra l'apertura del nuovo PS e l'operatività del nuovo helipad trascorrono circa 91 mesi aggiuntivi: ~36 mesi di pre-Fase 2 (attività propedeutiche ante-Fase 2) più ~55 mesi corrispondenti ai giorni 1–800 della Fase 2.
I cremonesi avranno dunque il nuovo, moderno Pronto Soccorso già operativo — mentre l'elicottero di elisoccorso continuerà ad atterrare a 7,5 km di distanza per oltre sette anni e mezzo dopo l'inaugurazione.
5. Il divario tra la comunicazione ufficiale e i documenti depositati
Il 20 febbraio 2025 ASST Cremona ha presentato il progetto al Comune, distribuendo una cartella stampa con la seguente cronologia: inizio lavori novembre 2026, «Fine lavori: Anno 2031». Cinque anni di cantiere.
I documenti tecnici depositati su SILVIA indicano 10 anni e 8 mesi di cantiere, senza contare le attività propedeutiche molto impattanti. Con un inizio realistico nel 2028 — già ottimistico considerato che la VIA per i parcheggi è stata archiviata il 26 febbraio 2026 per mancata risposta di ASST nei termini, e la procedura PAUR per la geotermia non è ancora avviata — il completamento dell'opera non avverrebbe prima del 2038-2039. Il dato è nei documenti firmati da MCA, non è una proiezione del Movimento.
6. Il ritardo per ogni missione HEMS: analisi componente per componente
La distanza stradale tra l'aeroporto del Migliaro e l'ingresso del Pronto Soccorso è 7,5 km (5,5 km in linea d'aria, coordinate verificate su Google Maps). In assenza di traffico il percorso richiede circa 10 minuti.
Per ogni paziente eliportato in entrata, il ritardo rispetto alla situazione attuale si compone di tre elementi cumulativi:
• Trasferimento stradale Migliaro → PS: 10 minuti base. Via Bergamo e la rotatoria con la tangenziale di Cremona sono cronicamente congestionati nelle ore diurne; la tangenziale è percorsa da intenso traffico di mezzi pesanti. Con traffico: 13-17 minuti stimati.
• Trasbordo del paziente tra i mezzi: stabilizzazione, trasferimento dalla barella dell'elicottero a quella dell'ambulanza, carico sul mezzo di terra: 5-8 minuti, variabile in funzione delle condizioni cliniche.
• Ritardo totale per missione in entrata: 18-25 minuti rispetto all'attuale configurazione (atterraggio a 50 metri dal PS). Nelle ore di punta: limite alto dello stimato.
7. L'impatto clinico: neuroni, cuore e ora d'oro
I 18-25 minuti di ritardo strutturale per missione non sono un dato astratto. La letteratura medica permette di tradurli in conseguenze biologiche precise per le tre principali categorie di pazienti trasportati in eliambulanza.
Ictus ischemico. Ogni minuto di ritardo al trattamento corrisponde alla perdita di circa 1,9 milioni di neuroni. Un ritardo di 20 minuti equivale a 38 milioni di neuroni aggiuntivi distrutti. I deficit neurologici permanenti
— paralisi, afasia, perdita cognitiva — sono direttamente proporzionali all'estensione del tessuto perso.
Infarto miocardico (STEMI). Il protocollo internazionale door-to-balloon fissa in 90 minuti il tempo massimo tra l'arrivo in ospedale e la riapertura del vaso coronarico. Un ritardo aggiuntivo di 20-25 minuti si traduce in più muscolo cardiaco necrotizzato in modo irreversibile e maggiore rischio di insufficienza cardiaca cronica.
Politrauma. La golden hour di Cowley identifica la prima ora dall'evento come la finestra entro cui le probabilità di sopravvivenza sono significativamente più alte. Un ritardo di 20-25 minuti nel trasferimento consuma tra un terzo e la metà dell'intera ora d'oro prima ancora che il paziente entri in ospedale.
8. Stima delle missioni impattate sull'intero cantiere
Fonte pubblica di riferimento: nel 2024 l'elisoccorso lombardo ha effettuato 5.673 missioni totali, di cui oltre
5.000 soccorsi primari (dato AREU Lombardia).
La Provincia di Cremona rappresenta circa il 3,56% della popolazione regionale (fonte: ISTAT). Applicando questa proporzione: circa 200 missioni HEMS all'anno sul bacino cremonese. Si tratta di una stima per difetto: i bacini rurali tendono a generare più missioni pro capite rispetto alle aree urbane.
Moltiplicando per 194 mesi (16,1 anni): circa 2.400-3.200 missioni potenzialmente interessate dal ritardo strutturale di 18-25 minuti. Il dato preciso è verificabile presso i registri operativi di AREU Lombardia, che non risultano consultati in sede di progettazione del PFTE.
9. La situazione a regime: peggiore di oggi per sempre
L'attuale elisuperficie (ristrutturata dicembre 2017, abilitata al volo notturno) è a 50 metri dal PS, con 240° di settori liberi da ostacoli. La nuova prevista dal PFTE sarà a 500 metri dal PS; inoltre avrà soli 60° di settori liberi per le manovre dell’eliambulanza (due corridoi da 30° tra l'edificio ospedaliero e le villette di Via Ca' del Ferro). Riduzione del 75% della flessibilità operativa. La nebbia — fenomeno stagionalmente frequente nel territorio cremonese — potrà rendere impossibili le operazioni.
Il PFTE descrive il collegamento tra la nuova elisuperficie e il PS con queste parole:
«Il collegamento con il Pronto Soccorso avverrebbe attraverso un percorso diretto, che può avvalersi sia di ambulanza sia di barella a spinta.» — PFTE 2025, Relazione illustrativa, sezione Elisuperficie.
I protocolli HEMS per pazienti in codice rosso non prevedono trasporti a spinta su percorsi di mezzo chilometro. L'ambulanza è l'unica opzione praticabile, con aggravio di tempi strutturale rispetto a qualsiasi helipad adiacente al PS.
Alla data di deposito del PFTE su SILVIA non risultano acquisite: l'autorizzazione ENAC per la nuova elisuperficie (che si trova all'interno della ATZ dell'aeroporto di Cremona/Migliaro), le relative procedure ENAV, né alcun accordo formale con AREU Lombardia per le fasi senza helipad operativo.
10. La strada non percorsa: la riqualificazione
Una riqualificazione progressiva dell'ospedale esistente avrebbe consentito di mantenere l'elisuperficie nella sua posizione attuale — a 50 metri dal PS, con 240° di spazio libero per le manovre dell’eliambulanza — per tutta la durata dei lavori. I cantieri di riqualificazione, per definizione, vengono pianificati in modo da preservare la continuità delle funzioni critiche: l'helipad non avrebbe mai dovuto spostarsi.
Nessuno degli scenari critici descritti in questo documento si sarebbe verificato: né lo spostamento al Migliaro per 194 mesi, né il PS che apre senza elisuperficie, né il degrado operativo permanente dovuto alla distanza di 500 metri dal pronto soccorso.
Lo studio comparativo di fattibilità tra riqualificazione e nuova costruzione non risulta mai essere stato condotto né pubblicato prima che le istituzioni sottoscrivessero il Protocollo d'Intesa del luglio 2021, vincolandosi formalmente alla scelta della demolizione. Il Movimento ritiene questa assenza la principale lacuna procedurale e democratica dell'intero iter progettuale.
Fonti primarie:
— PFTE 2025, doc. POC24-D-00002 (Relazione illustrativa e tecnica, MCA)
— Cronoprogramma PFTE 2025, doc. POC24-D-00001
— Studio Preliminare Ambientale, vol. 1, p. 56 (portale SILVIA Regione Lombardia, novembre 2025)
— Cartella stampa ASST Cremona, presentazione pubblica 20 febbraio 2025
— Dati elisoccorso lombardo 2024: AREU Lombardia
— Dati demografici: ISTAT, Provincia di Cremona
Movimento per la Riqualificazione dell'Ospedale di Cremona