Cremona Magazine.
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In tutta Italia si susseguono notizie di incontri sempre più ravvicinati con i cinghiali in centri urbani, purtroppo sempre più spesso si ha notizia di incidenti stradali anche mortali dovuti all'impatto con questi ungulati (anche nel nostro territorio provinciale). E' un problema serio e di difficile gestione. Attualmente si sta provando un contenimento basato sugli abbattimenti ma i risultati sono modesti. Il problema fra l'altro riguarda anche l'agricoltura che subisce danni notevoli. All'origine del problema c'è un errore umano, una sottovalutazione. Un po' come successo con la nutria, venne introdotta in Italia un animale non autoctono, cioè il cinghiale centroeuropeo (spesso chiamato ungherese ma vengono anche da altri paesi vicini all'Ungheria). E' molto più grande di quello della variante italiana, soprattutto si riproduce più spesso e con più cuccioli. Questo ha portato a una esplosione della popolazione che aumenta continuamente. E' sempre un errore sottovalutare i meccanismi naturali e prima di introdurre specie esogene bisognerebbe pensarci bene (per inciso questa introduzione risale agli anni sessanta del novecento: i cinghiali nostrani si erano ridotti numericamente e si voleva alimentare la caccia).