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Giovedì scorso ho avuto l'onore e il piacere di assistere alla festa in onore di Valentina Rodini, l'oro del canottaggio cremonese, organizzata alla Capannina (grazie per l'invito all'organizzazione che in poco tempo ha tirato su qualcosa di valido). 

Vedete, io scrivo di sport da tantissimi anni, ma sono cresciuto facendo molto calcio. Conosco bene il mondo del calcio che è un ambiente pressato da mille interessi e per questo fortemente regolamentato, in cui i giocatori dicono frasi più o meno fatte (un po' limite loro, un po' anche perché noi che siamo intorno non gli perdoniamo nulla e loro, a causa di questo, hanno il timore di sbagliare ogni volta che aprono bocca)

Il canottaggio invece l'ho sempre vissuto da lontano: qualche gara vista in tv, qualche cronaca sulla base di comunicati, nulla di più. Era la prima volta che andavo a contatto con i nostri canottieri e devo dire che l'impressione è stata notevolissima: sono abituato a gente abbottonata, i canottieri dicono quello che pensano. Non solo: quello che pensano non è affatto banale.

Una piacevole ventata di aria fresca e di senso dello sport, quello vero. Proprio per questo, salto tutta la parte "istituzionale": non me ne vogliano sindaco, assessori, figure istituzionali che hanno parlato a inizio serata (e la Cremonese e la Vanoli che hanno reso omaggio a Valentina con signorilità) ma per come la vedo io la festa era per i nostri canottieri e i protagonisti sono loro perciò spazio solo a loro. Unica nota di quanto detto dagli altri: il sindaco ha annunciato che il 6 settembre ci sarà una festa in piazza per celebrare gli allori.

E veniamo a Valentina. Io non so se sia sempre così o se sia la contentezza per quello che sta vivendo, ma sorride sempre, senza fermarsi mai. Dietro questo sorriso si intravvede però un carattere duro, sia da quello che dice sia dagli scambi con la compagna Federica Cesarini, giunta apposta da Varese per celebrare la festa insieme a lei, sua partner nella barca che ha vinto l'oro a Tokyo. Hanno detto che litigano spesso salvo poi fare rapidamente la pace, quando litigano devono essere scintille però, il carattere c'è: come ha dimostrato Tokyo, è una chimica che funziona benissimo.

Ad attenderla c'erano le sue amiche, perché sono compagne ma anche amiche (dopo la parte formale si sono fermati a fare festa, i ragazzi) con cui è cresciuta facendo canottaggio. Fra queste anche Alessandra Montesano di Casalmaggiore, quarta alle Olimpiadi. Quando è arrivata Valentina per prima cosa è corsa da loro, aveva troppa voglia di vederle: una "rottura" sull'etichetta formale che ho apprezzato (gente spontanea, finalmente).

Quando si è iniziato a parlare, hanno iniziato i grandi "vecchi" campioni (sperando che non si arrabbino per quel "vecchi"). Simone Raineri, Franco Benedini, Rossano Galtarossa (che ha anche fatto la telecronaca della gara di Tokyo). Inoltre, hanno parlato gli allenatori cioè i fratelli Romagnoli e Arrigoni. Tutti hanno pronunciato parole sagge, le parole di chi ha fatto sport e sa cosa vuole dire. Giancarlo Romagnoli le ha definite, a livello sportivo, "due bestie assatanate" (Valentina e Federica). Arrigoni con saggezza ha raccontato dell'infortunio prima dell'Olimpiade che aveva fatto temere che Valentina non potesse gareggiare definendolo una benedizione: Valentina tende a strafare per troppa foga, in questo modo non ha potuto esagerare in preparazione risparmiando energie preziose. Rossano Galtarossa che a suo tempo è stato medagliato olimpico ha detto "ho sentito la vostra intervista dopo la gara e mi ci sono ritrovato: quando vinci senti pace, è il termine giusto". 

Valentina ha rievocato le emozioni provate ma al di là delle parole la cosa che mi ha colpito è la determinazione che si nota proprio nel carattere, in ogni gesto. 

Ultimo capitolo su un personaggio che ho volutamente lasciato in disparte finora, anzi su due personaggi: Giacomo Gentili e Andrea Panizza. Gentili è cremonese e Panizza no ma entrambi erano sull'altro equipaggio che ha purtroppo mancato l'obiettivo medaglia. Panizza è di poche parole ma è significativo che abbia voluto essere presente insieme al compagno.

Gentili con molta dignità si è presentato in un momento non facile: quando parti fra i favoriti e non vinci, è dura, figuriamoci parlare in pubblico di fronte alle persone alle quali Gentili ha detto "so di avervi deluso". Galtarossa, giustamente, ha replicato:"Non hai deluso nessuno, sii arrabbiato, non deluso". 

Ebbene, nonostante il passaggio sulla delusione, Gentili si è presentato (come aveva già fatto in altre occasioni dopo l'olimpiade), ha parlato di Parigi 2024, ha mostrato il carattere che deve avere uno sportivo. Io sono ottimista sulle sue possibilità di riscatto. Peraltro, anche lui ha una sincerità sorprendente:"Con qualche compagno di imbarcazione probabilmente non ci parleremo più"

Gente che fatica, che dice quello che pensa, che sa che nello sport le sconfitte sono benzina per la voglia di ripartire più forte di prima, che ha carattere. Orgoglio di Cremona!