La professoressa Renata Patria, molto conosciuta in città per le sue instancabili attività di carattere culturale e storico, è stata premiata con la cittadinanza benemerita in consiglio comunale. Di seguito il discorso del sindaco che spiega chi è Renata Patria:
Signore e signori, membri del Consiglio comunale, cittadine e cittadini, gentile professoressa Patria,
è per me motivo di profondo onore, oltre che di sincera emozione, conferire oggi, a nome della Città di Cremona, la Cittadinanza Benemerita alla professoressa Renata Patria. Un riconoscimento che vuole essere, prima di tutto, espressione di gratitudine autentica per una vita spesa al servizio della cultura e della comunità, con passione, competenza e un ineguagliabile senso del dovere civico.
La biografia della professoressa Patria non è soltanto il percorso di una donna di grande sapere, ma rappresenta una testimonianza concreta del valore che la cultura può assumere nella costruzione di una società più consapevole, più aperta, più libera. La sua lunga carriera di docente, il suo impegno nella scuola e nell’università, la dedizione alla ricerca e alla divulgazione, così come la partecipazione attiva a numerose realtà culturali cittadine, ne fanno una persona che ha saputo trasformare il sapere in un bene condiviso, che non ha mai vissuto la cultura come esercizio autoreferenziale, ma come strumento di crescita collettiva, come forma di responsabilità verso gli altri, come terreno di incontro tra generazioni, linguaggi e storie diverse.
Tutto ciò si riflette nella varietà e nella profondità delle attività da lei promosse: le conferenze, le pubblicazioni, la guida di associazioni, la passione per la classicità e la letteratura del Novecento, l’impegno nel rendere accessibili a tutti i linguaggi dell’arte, della storia e della parola. E tutto questo si è intrecciato con la vita stessa della nostra città, contribuendo a tessere una rete culturale viva, generatrice, autentica.
Questa visione è profondamente coerente con quanto la nostra Costituzione, all’articolo 9, afferma con straordinaria chiarezza e forza: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”
È un articolo fondativo, che ci ricorda come la cultura non sia un privilegio, né un orpello da esibire nei momenti solenni: è la struttura stessa della nostra democrazia. È ciò che permette a ogni individuo di diventare cittadino, di partecipare in modo consapevole alla vita della comunità. La cultura, quando è davvero viva, non separa, ma unisce. Non seleziona, ma include. Non si chiude in sé stessa, ma si apre agli altri.
È per questo che il lavoro di Renata Patria ha un significato che va ben oltre la sua biografia personale. Perché ha saputo incarnare un modello di cultura come servizio, come presenza attiva nella società, come strumento di emancipazione e coesione. Perché ha saputo farla uscire dalle aule e farne occasione di condivisione, di dialogo, di educazione civile. Perché ha nutrito, con pazienza e rigore, quella parte profonda della nostra comunità che si alimenta di memoria, di pensiero, di bellezza.
Mi piace, allora, chiudere questo momento con una riflessione che trovo particolarmente adatta al senso del riconoscimento che oggi conferiamo. È una frase di Marguerite Yourcenar, che scrive:
“Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro l’inverno dello spirito.”
Ecco, oggi riconosciamo alla professoressa Patria di aver costruito, nella nostra città, molti di questi granai. Di aver alimentato, giorno dopo giorno, le riserve di intelligenza, sensibilità, critica e coscienza, di cui ogni comunità ha bisogno, soprattutto nei momenti più difficili. Di averci offerto, con la sua presenza instancabile, un esempio di come la cultura possa diventare pratica quotidiana di cittadinanza.
Per tutto questo, a nome dell’intera comunità cremonese, le diciamo grazie. Con questa cittadinanza benemerita non le conferiamo soltanto un titolo formale, ma restituiamo un segno tangibile di riconoscenza profonda. Perché, attraverso il suo esempio, Cremona ha saputo riscoprire – e continuerà a riscoprire – il valore più autentico della cultura: non qualcosa da custodire soltanto, ma qualcosa da vivere, trasmettere, condividere.
Grazie, professoressa Patria, per aver reso la nostra città più colta, più viva, più umana.