La giornata di proteste "Ioapro" annunciata per venerdì 15 gennaio era partita dal presupposto di baristi, ristoratori, gestori di palestre di aprire le proprie attività in aperta sfida alle regole, pur rispettando le norme sanitarie (mascherine, igiene delle mani, distanziamento e anche il coprifuoco), come forma di protesta estrema. La reazione delle autorità (il prefetto aveva chiarito che ci sarebbe stata massima severità verso i trasgressori), il rischio delle sanzioni e anche convinzioni di parte dei gestori (non tutti erano d'accordo sulla forma della protesta) ha spinto i gestori cremonesi a rinunciare alla protesta. In altre parti d'Italia ci sono stati casi isolati di adesione, peraltro con sanzioni anche pesanti verso le attività (e verso i clienti).
La situazione però resta grave, la crisi economica morde e i gestori hanno bisogno di fare pressione sulle autorità perché ci sia più sostegno. Con fantasia, hanno elaborato un nuovo metodo rispettoso delle regole: luci accese, in qualche caso manichini dentro i locali a simulare i clienti, pur senza servire nessuno e rispettando le regole. I gestori hanno esposto anche cartelli che raccontano le loro ragioni e che trovate allegati nelle immagini che corredano l'articolo.

I gestori chiedono di poter riaprire per poter lavorare, nel rispetto delle regole-base, in subordine di avere più ristori perché quelli riconosciuti non sono considerati sufficienti. E' indubbio che la situazione è difficile, non possiamo non esprimere la nostra solidarietà per i gestori: stanno subendo più di tante altre categorie le conseguenze di una situazione di cui non hanno nessuna colpa. Non solo: nelle norme (che noi rispettiamo sempre e invitiamo a rispettare) troviamo anche noi delle incongruenze. Se ci mettiamo nei panni dei baristi e dei ristoratori, è facile capire la loro rabbia (e per quel poco che può contare ci sforziamo di aiutarli a livello personale con il consumo a domicilio e dove possibile da asporto, chi può permetterselo economicamente lo faccia, è il nostro invito)