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I PIANI PER TUTELARE I SENZA DIMORA 

Alla Consigliera Comunale Paola Tacchini E P.C.      

 Al Sindaco Andrea Virgilio

 Rot.Gett.frec,N. 9::JS92/icfls Al Presidente del Consiglio Comunale Luciano Pizzetti Oggetto: Risposta a interrogazione urgente a risposta scritta sui programmi di prevenzione e screening sanitario, comprese le patologie tumorali, rivolti alle persone senza dimora (homeless).

In merito all'interrogazione urgente a risposta scritta sui programmi di prevenzione e screening sanitario, comprese le patologie tumorali, rivolti alle persone senza dimora (homeless), presentata dalla Conigliera Comunale Paola Tacchini si rappresenta quanto segue:

Già nel corso del 2024, ATS Val Padana ha awiato un percorso di promozione dello sviluppo di una rete dei servizi sanitari e sociosanitari nell'intento di garantire l'equità della "presa in carico" dei bisogni di salute della popolazione cosiddetta "Hard to Reach". Al riguardo sono stati individuati tre setting verso i quali declinare le differenti progettualità, in funzione delle peculiarità delle diverse realtà: i dormitori e le mense per i meno abbienti, i percorsi per la presa in carico dei migranti ed infine la Casa Circondariale. Nel merito, la SC Medicina Preventiva nelle Comunità, cui afferiscono le SS Prevenzione delle Malattie Infettive e SS Programmi di Screening di Popolazione, ha proposto una progettualità condivisa con i diversi attori del SSR, le Amministrazioni Locali e le realtà del Terzo Settore che si occupano delle fasce marginali della popolazione, con l'intento di creare una rete di collaborazioni virtuosa e stabile nel tempo, che consenta di compiere tutti gli sforzi possibili per aumentare accessibilità e fruibilità delle vaccinazioni, anche multiple, e adesione agli screening oncologici utilizzando un approccio che abbia lo stesso livello di tutela della salute e della dignità per tutti gli esseri umani, awiando percorsi strutturati e il più possibile solidi. Allo scopo insieme ad ATS si sono incontrate nel corso del 2024 le amministrazioni Comunali di Cremona e Casalmaggiore, attraverso gli assessorati alle Politiche Sociali e la Caritas cremonese, perché si potesse divulgare la proposta di progettualità tra le associazioni che più direttamente si prendono cura degli emarginati. Le attività iniziate nel 2024 sono proseguite nel corso del 2025: - in occasione della settimana mondiale delle vaccinazioni gli operatori della SS Prevenzione delle Malattie Infettive di ATS Val Padana hanno incontrato gli ospiti del dormitorio gestito da Caritas Cremona per presentare i servizi del SSR per la prevenzione delle malattie infettive e delle malattie oncologiche; successivamente a seguito della DGR ad oggetto "Ampliamento delle misure di sorveglianza delle malattie infettive previste dal Piano Strategico-Operativo Nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PANFLU) 2021-2023 attraverso il reclutamento degli enti del terzo settore della Lombardia", ATS Val Padana ha pubblicato in data 9 Maggio una manifestazione d'interesse rivolta ad Enti del Terzo Settore per la presa in carico della popolazione in condizioni di marginalità, con particolare riguardo allo screening, la prevenzione delle malattie infettive, la valutazione dello stato vaccinale e il conseguente invio al Servizio Vaccinale di ASST. Individuata la rete degli enti con i requisiti richiesti, si sta procedendo alla stipula della convenzione tra gli Enti e ATS Val Padana. La prima azione pianificata è la formazione sia sanitaria che socio-culturale per tutti gli attori coinvolti. A seguire saranno implementate le attività ambulatoriali svolte dall'associazione "Gruppo Articolo 32" di Cremona in collaborazione con gli altri partner.

 

2.      Si precisa che l'attività sanitaria prevista dal bando sopra citato prevede screening infettivologici, prevenzione malattie infettive e l'invio alle UO dedicate di ASST (es: Servizio Vaccinazioni, Malattie Infettive, Pneumologia, ecc....) In merito agli screening oncologici, attualmente ATS Val Padana ha attive diverse iniziative riguardanti soggetti "Hard to reach": cittadini temporaneamente presenti (STP), cittadini con disabilità fisica e psichica, la popolazione carceraria. Di norma l'offerta attiva di screening è promossa attraverso l'inoltro di invito attivo all'indirizzo della residenza o del domicilio, poiché la base di reclutamento della popolazione è l'anagrafe degli assistiti. Di conseguenza la principale difficoltà di offerta della prevenzione oncologica ai soggetti homeless è proprio legata all'assenza di recapito. Stante questo limite organizzativo, per corrispondere compiutamente alla richiesta di iniziative da porre in campo per favorire l'accesso spontaneo dei soggetti homeless sono necessari momenti di confronto tra Enti (Comune, ASST ed ATS, Volontariato) in modo da concertare le azioni e gli interventi. 

3.  Relativamente alla prevenzione delle malattie infettive, sono state individuate come punti di riferimento e contatto per la popolazione senza fissa dimora il dormitorio ed il servizio mensa afferenti a Caritas Cremonese, poiché possono raccogliere il bisogno di salute e orientare e facilitare la persona al percorso corretto. Inoltre, Regione Lombardia per l'anno 2025 ha individuato le Case di Comunità come punti di riferimento e ingaggio del cittadino agli screening oncologici. Le attività sono in corso e per la fine del 2025 almeno 1 Casa di Comunità per ogni ASST avrà Personale formato (e in collegamento con il Servizio Screening di ATS) per orientare il cittadino, con particolare attenzione alle situazioni di marginalità nelle scelte di prevenzione oncologica.

4.   La presa in carico ed il proseguimento del percorso diagnostico terapeutico in caso di conferma di patologia è parte integrante del percorso di screening, che garantisce la predisposizione degli appuntamenti e l'esecuzione gratuita di tutti gli esami di approfondimento in caso di positività del test di screening. L'integrazione di attività ATS-ASST Enti erogatori Privati Accreditati accompagna il soggetto in screening fino al ricovero per intervento chirurgico, qualora si rendesse necessario. In modo analogo, se nell'ambito degli accessi ambulatoriali emerge una patologia infettiva o una carenza di copertura vaccinale, ne consegue l'invio ai servizi del SSR dedicati per la presa in carico e follow-up in modo gratuito e garantendo un accesso protetto.

5.  Il Comune di Cremona promuove e coordina le attività della RAC Rete Antidiscriminazioni di Cremona, composta da soggetti pubblici, privati e del terzo settore del territorio. La collaborazione tra i partner concerne anche le materie del diritto alla salute, per quanto riguarda l'accessibilità delle informazioni e l'accesso ai servizi socio-sanitari. In particolare sono attualmente in corso di sviluppo:

- una progettualità (progetto ln&Safe) volta allo screening infettivologico e valutazione vaccinale di persone senza fissa dimora e/o prive di tessera sanitaria, realizzata da enti del terzo settore (Gruppo Articolo 32, Coop. Bessimo, Coop. Servizi per l'Accoglienza, S. Vincenzo, Ass.ne Buon Samaritano e Rete Fast Track) con il sostegno di ATS Valpadana, in cui è prevista tra l'altro la formazione di operatori sanitari e mediatori linguistico-culturali; 

- la pubblicazione di un vademecum plurilingue, (realizzato dall'ass.ne Donne Senza Frontiere), dedicato ai servizi socio-sanitari rilevanti per la popolazione femminile.

6.      Attraverso le attività dello Sportello Antidiscriminazioni del Comune di Cremona, viene assicurata una costante diffusione e promozione delle azioni realizzate sul territorio dai partner della RAC, potenziando le modalità atte a raggiungere il target dei beneficiari delle azioni. (in particolare si evidenzia l'attività all'interno della RAC, del Tavolo Progetto Salute e Accessibilità dove si fa sintesi dei progetti per una maggiore efficacia, complementarietà e non duplicazione degli interventi).

7.       All'interno del progetto finanziato da ATS Val Padana è previsto il monitoraggio e la rendicontazione delle attività svolte e del numero delle persone che beneficeranno dei servizi offerti. A titolo generale, i programmi di screening di prevenzione oncologica sono costantemente monitorati con indicatori di processo e di esito. Le rendicontazioni sono annuali, rappresentano debito informativo nei confronti di Regione che, a sua volta ha obblighi di rendicontazione verso il Ministero della Salute.