Riceviamo e pubblichiamo:
E’ morta, all’età di 95 anni, Taty Almeida, una della madri di Plaza de Mayo, che ha fatto della sua vita un esempio. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso non solo in Argentina, ma in tutte le persone che nel mondo credono nei valori della memoria, della verità e della giustizia.
Vogliamo ricordare una donna straordinaria, un esempio universale di coraggio, amore e impegno civile.
Chi ha avuto la fortuna di incontrarla non può dimenticare il suo sguardo profondo, il suo sorriso enorme, la sua risata contagiosa, la sua disponibilità verso tutti. Taty possedeva un'energia instancabile e una capacità incredibile e rara di trasmettere speranza anche partendo dal dolore più grande che una madre possa conoscere: la scomparsa di un figlio.
Il suo amato Alejandro fu uno dei trentamila desaparecidos della dittatura argentina. Da quella ferita insanabile Taty scelse di non chiudersi nel dolore, ma di trasformarlo in una lotta collettiva. Cercando suo figlio, ha finito per cercare tutti i figli scomparsi, tutte le vittime dell'ingiustizia. La sua voce è diventata la voce di migliaia di madri e di intere generazioni che continuano a chiedere memoria, verità e giustizia.
A Cremona conserviamo un ricordo particolarmente affettuoso della sua visita, avvenuta alcuni anni fa nell'ambito di un'iniziativa promossa da realtà del territorio impegnate nella difesa dei diritti umani. Taty rimase profondamente colpita dall'accoglienza ricevuta. Grandi furono la sua emozione durante gli incontri e i momenti condivisi con la cittadinanza, e la sua commozione nell'ascoltare canti e testimonianze che la riportavano alla sua terra e alla sua storia.
Oggi accompagniamo con affetto e vicinanza il dolore delle Madres de Plaza de Mayo, delle Abuelas de Plaza de Mayo e di tutte le organizzazioni che continuano a custodire e portare avanti il loro straordinario patrimonio morale. Il loro esempio non appartiene soltanto all'Argentina, ma al mondo intero.
Ricordare Taty Almeida è per noi un dovere. Come cittadini argentini e latinoamericani, ma anche come cittadini del mondo. Perché la sua vita dimostra che dall'amore può nascere la resistenza, che dalla sofferenza può nascere la speranza e che la ricerca della verità non deve mai fermarsi.
La sua presenza fisica non è più tra noi, ma la sua lotta continua a vivere nelle coscienze di chi crede in una società più giusta, più libera e più umana. È questo il lascito che ci affida e che abbiamo il dovere di custodire.
Associazione Latinoamericana di Cremona